l’audizione

Pensioni, Boeri: con quota 100 debito cresce di 100 miliardi

di Andrea Gagliardi


Pensioni, 8 miliardi di costi per il primo anno di quota 100

4' di lettura

Introdurre nel sistema previdenziale la quota 100 con un minimo di 62 anni di età e 38 di contributi insieme allo stop all’indicizzazione alla speranza di vita per i requisiti contributivi nella pensione anticipata porta a un «incremento del debito pensionistico destinato a gravare sulle generazioni future nell’ordine di 100 miliardi». Tanto che «il sistema previdenziale è a rischio». Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri in una audizione alla Commissione Lavoro della Camera. «Non possiamo esimerci - ha aggiunto - dal lanciare un campanello d'allarme». «Si aumenta la spesa e si riducono i contributi - ha spiegato a margine dell’audizione - non bastano due giovani neo assunti per pagare la pensione di uno che esce» . Boeri ha anche segnalato che l’introduzione delle nuove norme porterà «già nel 2021 a un incremento di 1 punto di Pil della spesa pensionistica».

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Salvini: Boeri si dimetta da Inps e si candidi elezioni
Immediata la reazione del vicepremier e ministro
dell'Interno Matteo Salvini all’allarme di Boeri. «Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell'Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni. Più alcuni professoroni mi chiedono di non toccare la legge Fornero, più mi convinco che il diritto alla pensione per centinaia di migliaia di italiani (che significa diritto al lavoro per centinaia di migliaia di giovani) sia uno dei meriti più grandi di questo governo» ha detto Salvini.

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M5S: Boeri difende privilegi e legge Fornero
All’attacco del presidente dell’Inps anche il M5s. «Boeri ha difeso strenuamente i privilegi dei sindacalisti, attaccando la nostra pdl sul taglio alle pensioni d'oro che prevede un ricalcolo contributivo anche per loro. Non contento, si è spinto a difendere per l'ennesima volta la legge Fornero sulle pensioni, mettendo di fatto in discussione il voto popolare. Boeri deve rassegnarsi: l'indirizzo politico del governo lo decidono i cittadini, non un organismo tecnico come quello che presiede. Quota 100 verrà introdotta» hanno dichiarato i deputati M5S delle commissioni Lavoro e Bilancio.

Boeri: penalizzati giovani e donne
Le misure sulla quota 100 e sul blocco dell'indicizzazione alla speranza di vita per le pensioni anticipate (i contributi resteranno a 42 anni e 10 mesi anche nel 2019) «costano 8,5 miliardi il primo anno per arrivare nel giro di tre anni a 16 miliardi» e avvantaggeranno secondo Boeri «soprattutto gli uomini, con redditi medio alti e i lavoratori del settore pubblico» mentre saranno «penalizzate invece le donne tradite da requisiti contributivi elevati e dall’aver dovuto subire sin qui, con l’opzione donna, riduzioni molto consistenti dei trattamenti pensionistici, quando ora per lo più gli uomini potranno andare in pensione prima senza alcuna penalizzazione».

«Pesanti - ha sottolineato il presidente Inps - i sacrifici imposti anche ai giovani su cui pesa in prospettiva anche il forte aumento del debito pensionistico. Non possiamo esimerci dal lanciare un campanello d’allarme riguardo alla scelta di incoraggiare più di 400mila pensionamenti aggiuntivi proprio mentre si avviano al pensionamento le generazioni dei baby boomers e il numero di contribuenti tende ad assottigliarsi. È un’operazione che fa aumentare la spesa pensionistica mentre riduce in modo consistente i contributi previdenziali anche nel caso in cui ci fosse davvero, come auspicato dal governo, una sostituzione uno a uno tra chi esce e chi entra nel mercato del lavoro».

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I rischi del condono contributivo
Boeri si è detto preoccupato anche per l'ipotesi di condono contributivo: «il rischio - ha avvertito - è quello di minare alle basi la solidità del nostro sistema pensionistico. Se lo spirito che anima le proposte qui presentate è quello di correggere per quanto possibile le iniquità più stridenti ereditate da chi in passato ha costruito il consenso concedendo privilegi a categorie di elettori, questo stesso principio deve essere applicato anche in avanti, pensando alle generazioni future. Oggi si è parlato di privilegi. Non vorremmo che un domani qualcuno dovesse considerare il fatto stesso di percepire una pensione come un privilegio»

Pensioni d’oro, Boeri: risparmio inferiore a 150 mln
Non solo. Il risparmio che potrebbe arrivare dal disegno di legge sul taglio delle pensioni d’oro (ovvero gli assegni superiori ai 4.500 euro netti mensili) sarebbe inferiore a 150 milioni e riguarderebbe una platea di circa 30.000 persone. Boeri ha sottolineato che si raggiungerebbe questa riduzione della spesa pensionistica solo se il taglio sulle pensioni superiori a 90.000 euro annui facesse riferimento all'intero reddito pensionistico e non alle singole pensioni. La riduzione massima sarebbe del 23% mentre quella media sarebbe dell’8%.

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