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Pensioni di cittadinanza: erogate 58mila su 488mila domande accolte

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci


Ricerca del lavoro solo per un quarto dei percettori del reddito di cittadinanza

2' di lettura

Sono state pagate 58mila pensioni di cittadinanza sulle 488mila domande di reddito e pensione di cittadinanza accolte nella prima finestra di marzo. Il sussidio, dunque, nel 12% dei casi è andato a nuclei familiari composti esclusivamente da uno più componenti di almeno 67 anni. La quota più consistente di istanze accolte (88%) riguarda nuclei familiari che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza (circa 430mila). Considerando, invece, la situazione aggiornata allo scorso 10 maggio, tra le 1.125.000 domande presentate, 168mila sono per la pensione di cittadinanza.

Sono numeri forniti dal presidente designato dell’Inps, Pasquale Tridico, che ha stimato l’accoglimento tra il 73-75% delle istanze, vale a dire circa 843mila domande presentate dai richiedenti per il nucleo familiare. Tra queste «circa il 14% dovrebbero essere pensioni di cittadinanza», ovvero intorno a 118mila.

Siamo dunque ancora ben lontani dall'adeguamento delle oltre tre milioni di pensioni povere, censite sempre dall'Inps, che sono sotto i 780 euro di importo mensile.

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Più facile l’accesso all’Isee corrente per i disoccupati
Nell’audizione in commissione Lavoro della Camera - che si è espressa a favore della nomina di Tridico alla presidenza dell’Inps, come la commissione gemella del Senato - sono emerse altre due novità. La prima è la norma che sta preparando il ministero del Lavoro per estendere la possibilità di presentare l'Isee corrente ai disoccupati, in modo da garantire l’accesso al reddito o alla pensione di cittadinanza in base ad una situazione reddituale più aggiornata, visto che attualmente per il calcolo della somma da erogare si fa riferimento all’Isee del 2017.

L’intervento è motivato dal fatto che si registrano casi in cui è stato riconosciuto un importo più basso, perchè l’integrazione è calcolata sui redditi che nel 2017 beneficiavano della Naspi che nel frattempo si è esaurita, a danno del percettore del reddito o della pensione di cittadinanza rimasto senza l’altra forma di sussidio.

Residenze fittizie per dare un sostegno ai senza fissa dimora
La seconda novità è un’iniziativa dell’Inps per intercettare quella platea di potenziali beneficiari del reddito o della pensione di cittadinanza che non ha ancora presentato domanda perchè senza fissa dimora, stimata tra 20 e 30mila persone. Sono persone prive di residenza, mentre la legge stabilisce che tra i criteri per ottenere il sussidio c’è «la residenza decennale in Italia, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo».

L’Inps invierà dei camper nelle aree di maggior disagio, come la stazione Termini a Roma, con operatori a bordo per aiutare i bisognosi di assistenza nella compilazione della domanda di reddito o pensione di cittadinanza. «Come si è fatto a suo tempo per il Rei - ha spiegato Tridico - si farà riferimento alla residenza di nascita o, attraverso i comuni, alla residenza in vie fittizie, come Via Modesta Valenti a Roma dove sappiamo esserci 17mila persone senza tetto». L'assistenza servirà anche per poter beneficiare di altre forme di sostegno che la condizione di senza fissa dimora preclude.

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