ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIncontro il 9 novembre

Pensioni, cuneo ed extraprofitti: tre dossier caldi al centro del tavolo Meloni -sindacati

Appuntamento mercoledì 9 novembre: un incontro nel quale probabilmente ci si limiterà all’ascolto dei rappresentanti sindacali in vista della messa a punto della manovra di Bilancio e degli interventi annunciati sia sul fronte del caro bollette sia sulle modifiche del reddito di cittadinanza 

Pensioni, Bonomi: "Serve riforma, non si va avanti con quote"

3' di lettura

Sostegno ai redditi di dipendenti e pensionati, maggiore flessibilità in uscita verso la pensione, lotta alla precarietà, riduzione del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori ma anche una politica industriale che non si limiti ad affrontare l’emergenza: saranno questi i principali temi che i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri porteranno all’attenzione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’incontro fissato a palazzo Chigi per mercoledì 9.

Un incontro nel quale probabilmente ci si limiterà all’ascolto dei rappresentanti sindacali in vista della messa a punto della manovra di Bilancio e degli interventi annunciati sia sul fronte del caro bollette sia sulle modifiche del reddito di cittadinanza. La priorità per i sindacati è il potere d’acquisto di salari e pensioni falcidiati da un’inflazione che ad ottobre ha raggiunto la doppia cifra ma anche l’introduzione di correttivi alla legge Fornero sulla previdenza che evitino nel 2023, scaduta Quota 102, l’accesso alla pensione solo con 67 anni di età o con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi le donne).

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Maglie strette per la Manovra

I margini di manovra saranno strettissimi anche a fronte delle ampie risorse che saranno drenate dalla perequazione delle pensioni rispetto all’inflazione. Si tratta infatti di circa 23 miliardi tenendo conto della perequazione attuale (100% dell’inflazione fino a quattro volte il minimo, 90% tra 4 e 5 volte, 75% oltre le 5 volte) a meno che il Governo non intenda mettere ancora mano a quella degli assegni più alti .

La ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, intervenuta il 5 novembre all’assemblea di Federmeccanica ha sostenuto che «una riflessione profonda va fatta sull’incremento del potere d’acquisto delle retribuzioni» e ha sottolineato che questo e la riduzione del cuneo fiscale e contributivo «devono essere obiettivi raggiungibili in tempi brevi».

Landini sostiene che per liberare risorse è necessario intervenire sugli extraprofitti redistribuendoli integralmente. «Stiamo parlando - ha detto - di decine di miliardi. Ci sono, si vanno a prendere e si redistribuiscono, si o no? Il resto sono chiacchiere». E ha ribadito che il cuneo fiscale va tagliato a vantaggio dei lavoratori e non delle imprese aumentando il netto in busta paga.

«Auspico - ha detto il leader Cisl, Sbarra - che sia l’inizio di un cammino strutturato, permanente di confronto e di dialogo sociale per affrontare con il Governo le emergenze economiche, produttive e occupazionali con interventi e provvedimenti urgenti. Prima della legge di stabilità bisogna liberare risorse per contrastare il caro bollette e per sostenere i redditi di lavoratori dipendenti e pensionati».

Pensioni al centro del confronto

Al centro del confronto ci saranno per il sistema previdenziale la conferma delle misure Opzione donna e Ape sociale ma anche un intervento - ha affermato la ministra Calderone - “per evitare” che esaurita Quota 102 scatti l’uscita solo a 67 anni.

La Lega spinge per l’uscita con 41 anni di contributi anche fissando una soglia minima di età ma la Cisl si dice contraria a nuove quote e ribadisce la richiesta dei sindacati per un’uscita flessibile a partire dai 62 anni. «Per la Uil - ha affermato il numero uno del sindacato, Bombardieri, le priorità sono il recupero del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, una maggiore flessibilità in uscita sulle pensioni, la lotta alla precarietà e la sicurezza sul lavoro».

«Bisogna non solo intervenire sul cuneo fiscale, ma anche detassare gli aumenti contrattuali e la tredicesima».

Cuneo fiscale

E sul cuneo parla anche il presidente di Confindustria Carlo Bonomi per il quale bene ha fatto il governo a puntare tutte le risorse della Nadef sull’energia. Ora «avremmo voluto e speriamo che in futuro ci sia la possibilità di lavorare seriamente sulla riconfigurazione della spesa pubblica, per un 4-5%: le risorse necessarie per il taglio del cuneo fiscale».

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