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Pensioni d’oro: tramonta ricalcolo, ipotesi contributo solidarietà


Pensioni d'oro: ricalcolo sopra i 4.500 euro mensili. Ecco come funzionerà

2' di lettura

Sono due le ipotesi sul tavolo, per il taglio delle pensioni d’oro. La prima, che prende quota anche tra i Cinque stelle, è applicare un contributo di solidarietà.
La seconda è fermare la rivalutazione all’inflazione. Lo spiegano fonti di Lega e M5s. Una decisione sulla norma, da inserire in manovra, non sarebbe stata ancora presa. Ma sembra tramontare l’ipotesi originaria, di un ricalcolo con metodo contributivo degli assegni oltre i 4.500 euro mensili: troppo
alto il rischio di ricorsi e di incostituzionalità.

Boeri: risparmio 300 mln anno con soglia a 78mila
Dalla applicazione del ricalcolo contributivo per le pensioni oltre i 4.500 euro netti mensili «stimiamo risparmi inferiori ai 150 milioni l’anno» ha ribadito il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso dell’audizione in commissione Lavoro alla Camera sul Ddl pensioni d’oro. Boeri ha spiegato che la stima dell’Istituto si basa sulla platea di quanti percepiscono 90mila euro lordi l’anno. «Si arriva a 300 milioni abbassando la soglia a 78mila euro lordi l’anno corrispondenti - ha spiegato - a circa 3.800 euro netti mensili».

E ai deputati che gli hanno chiesto chiarimenti circa la stima di risparmi da 1 miliardo nel triennio ipotizzata dal Governo, Boeri ha risposto: «È una domanda che non va posta a me». Secondo Boeri si possono ottenere risparmi, in alternativa, intervenendo sulla rivalutazione, bloccando la perequazione al costo della vita prevista dal 2019 o «stimolando i prepensionamenti».

Forza Italia: taglio pensioni d’oro incostituzionale
«Sul podio dei titoli più propagandistici di questa manovra, c'è sicuramente il taglio delle cosiddette pensioni d’oro, una misura chiaramente incostituzionale e altrettanto evidentemente pericolosa. Il precedente, infatti, sarebbe gravissimo: si tratta di una vera e propria confisca sulle pensioni» ha affermato il deputato di Forza Italia Luca Squeri. «I pensionati vengono trattati dal governo alla stregua della criminalità organizzata: ritenendo la pensione percepita un
ingiusto profitto con altrui danno, si sottrae ciò che viene ritenuto in eccesso sulla base di una valutazione ideologica. Un capolavoro di ingiustizia» ha concluso.

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