ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI ritocchi alla legge Fornero

Pensioni escluse dalle risoluzioni sul Def. La manovra ultima chance per la riforma

La richiesta al governo di ritocchi alla legge Fornero, prevista da alcune delle bozze iniziali, esce dal testo finale. Anche se nel parere della commissione Lavoro della Camera vengono sollecitati alcuni interventi, a partire dalla flessibilità in uscita, tutele previdenziali giovani e donne e riscatto della laurea gratuito. I sindacati restano in pressing e chiedono di riaprire il confronto

di Marco Rogari

(foto imagoeconomica)

3' di lettura

Dopo l’interruzione a metà febbraio del confronto tra governo e sindacati a causa della crisi energetica e del conflitto russo-ucraino, le sorti della nuova mini-riforma delle pensioni restano appese alle poche indicazioni inserite nella premessa del Def dal ministero dell’Economia, Daniele Franco per affermare che, nel pieno rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici e rimanendo nel solco del metodo contributivo, occorrerà trovare soluzioni per consentire forme di flessibilità in uscita.

Anche le risoluzioni sul Documento di economia e finanza votate dal Parlamento non contengono alcun riferimento al tema della previdenza, nonostante la maggioranza abbia provato fino all’ultimo a lasciare una “traccia” visibile, forte anche del parere della commissione Lavoro di Montecitorio. Che invitava il governo a valutare modifiche alla legge Fornero per le uscite anticipate, la tutela previdenziale dei giovani e delle donne e i lavoratori impegnati in attività usuranti. I sindacati premono per riavviare la trattativa all’interno del grande tavolo annunciato dall’esecutivo che dovrebbe portare al patto sociale. Ma, al momento, l’unico sbocco per eventuali nuove misure sembra essere quello della manovra autunnale, sempreché la situazione della finanza pubblica e il quadro geo-politico lo consentano.

Loading...

Pensioni fuori dalle risoluzioni sul Def

Nell’arco di 24 ore sono entrate e uscite dalle tante bozze di risoluzioni sul Def che si sono susseguite durante la lunga fase di confronto tra maggioranza e governo, alla ricerca di una non facile mediazione, ma, alla fine, le pensioni sono rimaste fuori dal testo finale votato da Camera e Senato. Eppure, una delle versioni preliminari sollecitava esplicitamente il governo a valutare l’opportunità di prevedere il «superamento» della legge Fornero con il ricorso a strumenti per la flessibilità in uscita. Senza considerare che la Lega avrebbe anche cercato di ripescare, seppure in versione parziale, Quota 100.

La Commissione Lavoro al governo: flessibilità e riscatto laurea gratuito

A incalzare il governo sono state direttamente anche le commissioni parlamentari nei loro pareri di merito sul Def. A cominciare da quello espresso, con annesse osservazioni, dalla commissione Lavoro di Montecitorio in cui si chiede di considerare l’opportunità di introdurre, compatibilmente con i vincoli di bilancio, il riscatto della laurea gratuito e la pensione di garanzia per i giovani. E tra le sollecitazioni della Commissione non poteva mancare quella sulla soglia minima di pensionamento. Con la richiesta di valutare forme di «flessibilità in uscita con modifiche alla legge Fornero, prevedendo anche interventi mirati per le lavoratrici, in quanto soggette a lavori spesso discontinui e a bassi salari, l’allargamento delle categorie dei lavori usuranti e di implementare la staffetta generazionale».

Nel Def possibili misure sulla previdenza solo nella premessa

Il Documento di economia e finanza non fa riferimenti a eventuali correttivi al sistema previdenziale. Solo nella premessa il ministro Franco, facendo riferimento al sistema pensionistico, evoca la possibilità di trovare, «nel pieno rispetto dell’equilibrio dei conti pubblici, della sostenibilità del debito e dell’impianto contributivo del sistema», soluzioni che «consentano forme di flessibilità in uscita ed un rafforzamento della previdenza complementare». Secondo Franco, «occorrerà, altresì, approfondire le prospettive pensionistiche delle giovani generazioni».

I sindacati non demordono

Pur essendo consapevoli che, con la crisi energetica e il conflitto in Ucraina, le priorità nell’agenda del governo sono cambiate, Cgil, Cisl e Uil continuano il loro pressing sulla previdenza. Anzitutto con l’obiettivo di tutelare dall’impennata dell’inflazione il potere d’acquisto delle pensioni, oltre che dei salari, ma anche continuando a guardare a una correzione della legge Fornero. Per i sindacati la flessibilità pensionistica in uscita non può essere rinviata. E anche per il presidente della commissione tecnica sullo studio dei lavori gravosi e dell’associazione Lavoro&Welfare, Cesare Damiano, è necessario riprendere il confronto sulla previdenza perché «è interesse di tutti superare le rigidità della legge Monti-Fornero, mano a mano che ci avviciniamo al sistema interamente contributivo».


Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti