cortei in 5 città

Pensioni e lavoro, Cgil in piazza. Camusso: ricucire con Cisl e Uil

di Redazione online

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La leader Cgil Camusso durante il suo intervento a Piazza del Popolo a Roma (Ansa)


3' di lettura

Una giornata di mobilitazione nazionale della Cgil, accompagnata dallo slogan 'Pensioni, i conti non tornano!', per protestare contro l'innalzamento «illimitato» dei requisiti pensionistici e per chiedere al governo una svolta su lavoro e giovani. Cinque manifestazioni - a Roma, dove è intervenuta la segretaria Susanna Camusso, a Torino, Bari, Palermo e Cagliari - organizzate dalla confederazione dopo l'esito del confronto con il Governo sulla previdenza, considerato "insufficiente" Al contrario di Cisl e Uil, per le quali il giudizio è positivo.

Per questo «bisognerà ricostruire i fili» dell'unità sindacale, perchè «divisi si è più deboli», ha detto Camusso, che ha spiegato di far «fatica a capire perché ci siano giudizi diversi da parte delle altre organizzazioni sulle pensioni». «Li rispettiamo, ovviamente - ha aggiunto - ma dobbiamo valutare quanto siano lontani dalla piattaforma» unitaria. La segretaria ha quindi annunciato che quella di oggi è «la prima mobilitazione, non ci fermiamo».

In piazza per svolta pensioni, lavoro e giovani
«Siamo in piazza perché non c'è l'attenzione che deve essere data al lavoro - ha detto Camusso durante il corteo - perché il governo ha disatteso gli impegni che aveva preso con noi un anno fa sulla previdenza, perché bisogna dare una svolta anche sulla qualità del lavoro, perché bisogna pensare al futuro di questo Paese, in particolare ai giovani e alle donne, a cui continuano a non venir date risposte». La segretaria Cgil ha rimarcato la necessità di intervenire sul meccanismo automatico di innalzamento dell'età pensionabile legato all'aspettativa di vita, che «è un inseguimento continuo», e la necessità, quindi, di «rivedere una legge profondamente ingiusta».

Il corteo della manifestazione Cgil a Roma ( ANSA)

Camusso: si continua con condoni e non lotta a evasione
Il premier Gentiloni e il ministro Padoan hanno parlato del pacchetto pensioni come di un pacchetto importante, che tiene conto anche delle esigenze di bilancio ma «le esigenze di bilancio - ha detto Camusso - non sono un termine astratto se si continuano a fare condoni e non si contrasta l'evasione. Così è certo che le risorse non bastano mai». «Queste sono scelte politiche, non è una condizione inevitabile», ha aggiunto.

Contratti Pa vanno rinnovati
Camusso ha poi detto che l'articolo 18 «non è un totem ideologico come dice l'ex premier, ma è una necessità concreta per superare le divisioni nei luoghi di lavoro». E che «vogliamo che davvero si rinnovano i contratti» della Pubblica Amministrazione, «non solo che vengano annunciati». La segretaria parla anche della stabilizzazione dei precari della ricerca, sostenendo che «così com'è la norma non va bene, perché bisogna mettere le risorse» necessarie.

Governo ha chiuso porta su pensioni giovani
La segretaria Cgil ha poi sottolineato che «la scelta fatta dal governo è stata di chiudere la porta alla prospettiva previdenziale dei giovani», così come «non c'è una soluzione previdenziale per le lavoratrici, per le donne riuscire a lavorare è un esercizio difficilissimo». «Le scelte fatte dal governo nella legge di bilancio sono una grande occasione persa, ma noi non vogliamo perderla», ha aggiunto.

I cortei
Sarà Camusso a chiudere le iniziative con il suo intervento da Piazza del Popolo, a Roma, in collegamento video con le altre città. A Torino, secondo il programma della Cgil, il corteo sfila da Porta Susa a piazza San Carlo; a Bari da piazza Massari a piazza Prefettura; a Palermo da piazza Croci a piazza G. Verdi; a Cagliari da viale Regina Elena a piazza Garibaldi. Annunciata la presenza in piazza della galassia di sinistra, da Mdp-Si-Possibile a Campo progressista. E domani Camusso restituirà la visita partecipando all'assemblea per la nuova lista di sinistra guidata dal presidente del Senato, Pietro Grasso: «Siamo state invitate, Cgil, Cisl e Uil. Ovunque noi siamo invitati noi andiamo», ha detto la segretaria.

Le ragioni della mobilitazione
Tra le rivendicazioni al centro della mobilitazione, «bloccare l'innalzamento illimitato dei requisiti per andare in pensione, garantire un lavoro dignitoso e un futuro previdenziale ai giovani, riconoscere il lavoro di cura». Oltre alle motivazioni sulla previdenza, il sindacato di corso d'Italia chiede anche di «cambiare la legge di bilancio per sostenere lo sviluppo e l'occupazione, estendere gli ammortizzatori sociali, garantire a tutti il diritto alla salute, rinnovare i contratti pubblici».

(Al. Tr.)

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