«RECUPERo» pieno fino a 1.522 EURO

Pensioni, ecco come cambiano con i sette scaglioni di rivalutazione

di Matteo Prioschi


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(AdobeStock)

2' di lettura

Rivalutazioni meno generose rispetto alle fasce della legge 388/2000, ma leggermente più consistenti rispetto a quelle adottate negli ultimi cinque anni, almeno per gli importi tra 3 e 8 volte il minimo. Questo l’effetto dei sette scaglioni messi a punto dal governo per il prossimo triennio. Dal confronto tra i tre sistemi emerge che nulla cambia per gli importi fino a tre volte il minimo (ora 1.522,26 euro, 1.539 l’anno prossimo). In tutti i casi, infatti, viene riconosciuto l’adeguamento pieno all’inflazione, il cui valore provvisorio per il 2019 è fissato all’1,1%.

Le cose cambiano quando l’assegno sale di valore. L’attuale meccanismo si sarebbe concluso quest’anno, con il ritorno alle fasce. Se si confronta l’ipotesi del prossimo triennio con quella ante crisi, le differenze si fanno notare da circa 2.300 euro al mese lordi in su. Con la legge 388/2000 i pensionati avrebbero incassato da 5 a 25 euro in più ogni mese. In un anno ciò si traduce in un taglio da 65 a 325 euro. Per esempio chi oggi percepisce 2.800 euro, ne incasserà 2.816,02, mentre con le “fasce” sarebbe arrivato a 2.828,96. Confronto ininfluente per chi incassa 1.600 o 2.000 euro.

Come cambia il peso dell'assegno
Confronto tra assegno mensile lordo nel 2018 e nel 2019 in base ai diversi sistemi di adeguamento all'inflazione. L'inflazione prevista nel 2019 è +1,1% e l'adeguamento pieno è riconosciuto solo agli assegni di importo fino a 3 volte il minimo. Importi in euro

Le cose cambiano, ma per pochi euro, se il confronto è con il sistema ora in vigore. Da 5 scaglioni di pensione si sale a 7. Per il primo l’aliquota di retrocessione è sempre del 100%. Per gli importi superiori e fino a quasi 4.060 euro invece le aliquote saranno superiori di due punti. Una condizione di maggior favore che nei fatti incide per massimo un euro al mese sugli assegni. Qualcosa in meno invece spetterà a chi incassa oltre 4.567 euro, dato che verrà applicato il 40% dell’inflazione anziché il 45% attuale. Ma dato che si parte sempre da un aumento dell’1,1%, significa beneficiare di un adeguamento dello 0,440% invece che dello 0,495%. Salendo ulteriormente, gli assegni più che di questo meccanismo risentiranno del contributo di solidarietà che scatterà a partire dai 100mila euro lordi annui.

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