monitoraggio INPS

Pensioni, effetto «quota 100»: triplicano le uscite anticipate

Nei primi sei mesi dell’anno Inps segnala oltre 132mila nuove decorrenze nel settore privato(dipendenti e autonomi) mentre i pensionamenti di vecchiaia si fermano a 43mila. Assegno medio dei “quotisti” verso i 1.800 euro.

di Davide Colombo


Pensioni, l'allarme dell'Inps: in 20 anni la spesa raddoppierà

2' di lettura

Le pensioni liquidate dall’Inps nei primi sei mesi dell’anno registrano un vero e proprio boom degli assegni anticipati. Escludendo il settore pubblico, per il quale la prima finestra di uscita si apre il 1° agosto, a fine giugno sono state 233.080 le nuove pensioni in decorrenza di cui 96.679 sono pensioni di anzianità/anticipate.

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Il monitoraggio sui flussi di pensionamento pubblicato dall’Inps rivela che il balzo delle uscite anticipate, circa il triplo rispetto al primo semestre del 2018, è sostenuto dall’avvio di “quota 100” da aprile e dal blocco dell’incremento dei requisiti per l’accesso alle anticipate a 43 anni; per non parlare degli altri canali a partire da “quota 41” per i cosiddetti lavoratori precoci e da “Opzione donna”. Al contrario le pensioni di vecchiaia si fermano a 28.859, per effetto dell’aumento dell’età (a 67 anni).

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Assegno medio sopra i 1.800 euro
I nuovi anticipi superano le 132mila unità se alle uscite dei dipendenti pubblici si aggiungono le 35.673 nuove pensioni anticipate di artigiani, commercianti e parasubordinati. In questo caso l’assegno medio viaggia appena sotto i 1.500 euro mensili lordi, mentre nel caso degli ex dipendenti si sale sopra i 1.800 euro (contro una media di 1.900 sull’intero 2018). Se nei primi sei mesi del 2018 ogni cento pensioni di vecchiaia Inps ha erogato 108 nuove pensioni di anzianità/anticipata, nel primo semestre del 2019 il rapporto balza a 335. Guardando all’età media delle nuove pensioni in decorrenza nei primi sei mesi, le anticipate viaggiano attorno ai 62 anni e 4 mesi medi, contro i 66 anni e 7 mesi media delle nuove pensioni di vecchiaia.

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La frenata degli assegni sociali
Nei primi mesi dell’anno gli assegni sociali (importo medio 419 euro) sono invece rimasti al palo: ne sono stati pagati 6.119 contro gli oltre 15mila del primo semestre 2018. Lo stop ha una ragione molto semplice: quest’anno il requisito d’età è passato da 66 anni e 7 mesi a 67 anni per effetto dell’incremento della aspettativa di vita, parametro cui è agganciato il requisiti anagrafico per ottenere questo assegno assistenziale. Nel decreto di gennaio (n.4/2019) è stato deciso il congelamento dell’aumento di 5 mesi per le anzianità ma non quello per gli assegni sociali; una scelta singolare nel momento in cui il governo decideva di introdurre le nuove pensioni di cittadinanza, prestazioni queste ultime su cui continuano a mancare statistiche di dettaglio.

FONDO PENSIONI LAVORATORI DIPENDENTI NEL COMPLESSO

Distribuzione percentuale delle pensioni liquidate per categoria (Fonte: Inps)

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