ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl discorso per la fiducia

Pensioni, flat tax e tregua fiscale: il manifesto economico di Meloni

Un vero manifesto programmatico di legislatura quello pronunciato dalla neo-premier Giorgia Meloni nel giorno della fiducia

di Andrea Gagliardi

Governo, Meloni: non intendiamo perdere tempo

8' di lettura

Un vero manifesto programmatico di legislatura quello pronunciato dalla neo-premier Giorgia Meloni nel giorno della fiducia. Il primo punto è una rassicurazione sull’ancoraggio atlantico dell’Italia: «L’Italia è a pieno titolo parte dell’Occidente e del suo sistema di alleanze: è stato fondatore Ue, dell’alleanza altantica, parte del G7 e culla insieme alla Grecia della civiltà occidentale e del suo sistema di valori, libertà uguaglianza e democrazia, oltre che alle sue radici “classiche e giudaico-cristiane»

Non sabotare Ue ma che sia più efficace

Nessuno euroscetticismo insomma. L’obiettivo del governo «non è frenare o sabotare l’integrazione europea ma contribuire a indirizzarla verso una maggiore efficacia in risposta alle crisi». Italia sarà dentro le istituzioni Ue «perché quello è il luogo in cui i farà sentire forte la sua voce»

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Nessun limite a i diritti esistenti

Meloni cita Montesquieu che diceva che «la libertà è quel bene che fa godere di ogni altro bene». La libertà è definita «il fondamento di una vera società delle opportunità; è la libertà che deve guidare il nostro agire; libertà di essere, di fare, di produrre». Ecco perché «un governo di centrodestra non limiterà mai le libertà esistenti di cittadini e imprese. Vedremo alla prova dei fatti, anche su diritti civili e aborto, chi mentiva e chi diceva la verità in campagna elettorale su quali fossero le nostre reali intenzioni».

Mai provato simpatie per regimi, fascismo compreso

Libertà e democrazia sono gli elementi distintivi della civiltà europea contemporanea nei quali «da sempre mi riconosco» ha scandito la premier. E dunque, «a dispetto di quello che strumentalmente si è sostenuto, non ho mai provato simpatia o vicinanza nei confronti dei regimi antidemocratici. Per nessun regime, fascismo compreso». E le leggi razziali del 1938 rappresentano «il punto più basso della storia italiana, una vergogna che segnerà il nostro popolo per sempre. I totalitarismi del ’900 hanno dilaniato l’intera Europa, non solo l’Italia, per più di mezzo secolo, in una successione di orrori che ha investito gran parte degli Stati europei»

Il sostegno all’Ucraina

Un riferimento quindi alla causa ucraina, sposata senza tentennamenti: «Sbaglia chi crede che sia possible barattare la libertà dell’Ucraina con la nostra libertà. Cedere al ricatto di Putin non risolverebbe il problema».

Aggiustamenti Pnrr, avanti senza sprechi

Dopo aver ribadito che Il PNRR è un’opportunità straordinaria di ammodernare l’Italia, Meloni ha precisato che «abbiamo tutti il dovere di sfruttarla al meglio». Certo, la sfida è complessa «a causa dei limiti strutturali e burocratici che da sempre rendono difficoltoso per l’Italia riuscire ad utilizzare interamente persino i fondi europei della programmazione ordinaria. Ma ha assicurato che«spenderemo al meglio i 68,9 miliardi a fondo perduto e i 122,6 miliardi concessi a prestito all’Italia dal Next Generation EU. Senza ritardi e senza sprechi, e concordando con la Commissione europea gli aggiustamenti necessari per ottimizzare la spesa, alla luce soprattutto del rincaro dei prezzi delle materie prime e della crisi energetica. Perché queste materie si affrontano con un approccio pragmatico, non ideologico»

Sostegno su bollette e carburanti a famiglie e imprese

La prima emergenza a livello nazionale è «rafforzare le misure a sostegno di famiglie e imprese», su bollette e carburanti, un «sostegno imponente» per creare un «argine al caro energia» che «ci costringerà - ha ammesso apertamente - a rinviare alcuni provvedimenti» in programma.

Le misure contro l’inflazione

Contro l’inflazione «è indispensabile intervenire con misure volte ad accrescere il reddito disponibile delle famiglie, partendo dalla riduzione delle imposte sui premi di produttività, dall’innalzamento ulteriore della soglia di esenzione dei cosiddetti fringe benefit e dal potenziamento del welfare aziendale. Allo stesso tempo dobbiamo riuscire ad allargare la platea dei beni primari che godono dell’ IVA ridotta al 5%. Misure concrete, che dettaglieremo nella prossima legge di bilancio, sulla quale siamo già al lavoro»

Ridurre il debito con crescita strutturale

Quanto alla strada per ridurre il debito «non è la cieca austerità o avventurismi creativi», l’unica strada è la «crescita strutturale». Per questo «siamo aperti agli investimenti esteri, ma senza «logiche predatorie».

Obiettivo è taglio 5 punti del cuneo fiscale

Non solo. «Imprese e lavoratori chiedono da tempo, come priorità non rinviabile, la riduzione del cuneo fiscale e contributivo. L’eccessivo carico fiscale sul lavoro è uno dei principali ostacoli alla creazione di nuova occupazione e alla competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali. L’obiettivo che ci diamo è intervenire gradualmente per arrivare a un taglio di almeno cinque punti del cuneo in favore di imprese e lavoratori, per alleggerire il carico fiscale delle prime e aumentare le buste paga dei secondi».

Tregua fiscale, tassa piatta per partite Iva sino a 100mila euro

Meloni ha parlato di un nuovo patto fiscale, che poggerà su tre pilastri Il primo: ridurre la pressione fiscale su imprese e famiglie attraverso una riforma all’insegna dell’equità: riforma dell’Irpef con progressiva introduzione del quoziente familiare ed estensione della tassa piatta per le partite Iva dagli attuali 65 mila euro a 100 mila euro di fatturato. E, accanto a questa, introduzione della tassa piatta sull’incremento di reddito rispetto al massimo raggiunto nel triennio precedente: una misura virtuosa, con limitato impatto per le casse dello Stato». Altro punto del patto fiscale sarà anche «una tregua fiscale per consentire a cittadini e imprese (in particolare alle PMI) in difficoltà di regolarizzare la propria posizione con il fisco».

Riforma presidenziale e avanti su autonomia differenziata

Ribadita poi la necessità di una riforma in senso presidenziale. «Siamo fermamente convinti del fatto che l’Italia abbia bisogno di una riforma costituzionale in senso presidenziale, che garantisca stabilità e restituisca centralità alla sovranità popolare. Una riforma che consenta all’Italia di passare da una “democrazia interloquente” ad una “democrazia decidente”.Parallelamente alla riforma presidenziale, l’obiettivo è dare seguito al processo virtuoso di autonomia differenziata già avviato da diverse Regioni italiane secondo il dettato costituzionale e in attuazione dei principi di sussidiarietà e solidarietà, in un quadro di coesione nazionale


Questione meridionale deve tornare al centro

Al centro dell’agenda Italia deve tornare la questione meridionale. Il Sud «non più visto come un problema ma come un’occasione di sviluppo per tutta la nazione». «Lavoreremo sodo - ha promesso - per colmare un divario infrastrutturale inaccettabile, eliminare le disparità, creare occupazione, garantire la sicurezza sociale e migliorare la qualità della vita. Dobbiamo riuscire a porre fine a quella beffa per cui il Sud esporta manodopera, intelligenze e capitali»


Assicurare la proprietà pubblica delle reti

Altro obiettivo è « tutelare le infrastrutture strategiche nazionali assicurando la proprietà pubblica delle reti, sulle quali le aziende potranno offrire servizi in regime di libera concorrenza, a partire da quella delle comunicazioni. La transizione digitale, fortemente sostenuta dal Pnrr, deve accompagnarsi alla sovranità tecnologica, al cloud nazionale e alla cyber-security»

Agevolare chi fa impresa, non disturbare chi vuole fare

Perché tutti gli obiettivi di crescita possano essere raggiunti, «serve una rivoluzione culturale nel rapporto tra Stato e sistema produttivo, che deve essere paritetico e di reciproca fiducia». Chi oggi ha la forza e la volontà di fare impresa in Italia «va sostenuto e agevolato, non vessato e guardato con sospetto. Perché la ricchezza la creano le imprese con i loro lavoratori, non lo Stato tramite editto o decreto. E allora il nostro motto sarà ’non disturbare chi vuole fare’».

No al reddito di cittadinanza, sì al merito

Dopo aver ribadito che la soluzione non è reddito cittadinanza ma il lavoro, la premier è tornata sulla polemica nata dalla scelta di rilanciare la correlazione tra istruzione e merito. E ha ribadito che diversi studi dimostrano come, oggi, chi vive in una famiglia agiata abbia una chance in più per recuperare le lacune di un sistema scolastico appiattito al ribasso, mentre gli studenti dotati di minori risorse vengono danneggiati da un insegnamento che non dovesse premia il merito, perché quelle lacune non le colmerà nessun altro».Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel discorso per la fiducia alla Camera.

Sistema pensionistico garantisca i giovani

La priorità per il futuro sarà un sistema pensionistico «che garantisca anche le giovani generazioni e chi percepirà l’assegno solo in base al regime contributivo». E la questione è stata definita «una bomba sociale che continuiamo a ignorare ma che investirà in futuro milioni di attuali lavoratori, che si ritroveranno con assegni addirittura molto più bassi di quelli già inadeguati che si percepiscono attualmente»

Piano anti-glaciazione demografica

Altra istituzione formativa importante è la famiglia. Perciò bisogna «sostenerla e tutelarla; e con questa sostenere la natalità». Per uscire «dalla glaciazione demografica», serve «un piano imponente, economico ma anche culturale, per riscoprire la bellezza della genitorialità e rimettere la famiglia al centro della società». Di qui l’impegno è «di aumentare gli importi dell’assegno unico e universale e di aiutare le giovani coppie ad ottenere un mutuo per la prima casa, lavorando progressivamente per l’introduzione del quoziente famigliare»

Asili gratis e aperti fino a tardi

Visto che i progetti familiari vanno di pari passo con il lavoro, l’intenzione è «incentivare in ogni modo l’occupazione femminile, premiando quelle aziende che adottano politiche che offrono soluzioni efficaci per conciliare i tempi casa-lavoro e sostenendo i Comuni per garantire asili nido gratuiti e aperti fino all’orario di chiusura di negozi e uffici». L’Italia «ha bisogno di una nuova alleanza intergenerazionale»

In prima linea contro cancro mafioso

La legalità sarà «la stella polare dell’azione di governo», ha assicurato Meloni. «Ho iniziato a fare politica a 15 anni, il giorno dopo la strage di Via D’Amelio - ha ricordato - nella quale la mafia uccise Paolo Borsellino, spinta dall’idea che non si potesse rimanere a guardare, che la rabbia e l’indignazione andassero tradotte in impegno civico. Il percorso che mi ha portato oggi a essere Presidente del Consiglio nasce dall’esempio di quell’eroe». E ha aggiunto: «Affronteremo il cancro mafioso a testa alta», in «prima linea», come ci hanno insegnato «i tanti eroi che con il loro coraggio hanno dato l’esempio».

Al centro principio certezza della pena

«Legalità vuol dire anche una giustizia che funzioni, con una effettiva parità tra accusa e difesa e una durata ragionevole dei processi, che non è solo una questione di civiltà giuridica e di rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, ma anche di crescita economica: la lentezza della giustizia ci costa almeno un punto di Pil l’anno secondo le stime di Bankitalia». Di qui l’ompegno a «lavorare per restituire ai cittadini la garanzia di vivere in una Nazione sicura, rimettendo al centro il principio fondamentale della certezza della pena, grazie anche a un nuovo piano carceri».

71 suicidi in carcere, indegno di nazione civile

Meloni ha messo in rilievo infatti anche la condizione inadeguata delle carceri. «Dall’inizio di quest’anno sono stati 71 i suicidi in carcere. È indegno di una nazione civile, come indegne sono spesso le condizioni di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria».

No alla replica di un modello restrittivo contro Covid

La premier ha poi ribadito la sua contrarietà al modello restrittivo adottato contro il Covid. «L’Italia - ha detto - ha adottato le misure più restrittive dell’intero Occidente, arrivando a limitare fortemente le libertà fondamentali di persone e attività economiche, ma nonostante questo è tra gli Stati che hanno registrato i peggiori dati in termini di mortalità e contagi. Qualcosa, decisamente, non ha funzionato». E dunque - ha assicurato - voglio dire fin d’ora che non replicheremo in nessun caso quel modello» in caso di riacutizzarsi dell’epidemia.

Non siano scafisti a selezionare chi entra in Italia

Quanto alla politica sui migranti Meloni ha evitato di parlare di blocco navale ma ha precisato: la nostra intenzione è sempre la stessa, recuperare la proposta originaria della missione navale Sophia dell’Unione europea che nella terza fase prevista, e mai attuata, prevedeva proprio il blocco delle partenze dei barconi dal nord Africa. Intendiamo proporlo in sede europea e attuarlo in accordo con le autorità del Nord Africa, accompagnato dalla creazione sui territori africani di hotspot, gestiti da organizzazioni internazionali, dove poter vagliare le richieste di asilo e distinguere chi ha diritto ad essere accolto in Europa da chi quel diritto non ce l’ha». Perché «non intendiamo in alcun modo mettere in discussione il diritto d’asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni. Tutto quello che vogliamo fare in rapporto a tema immigrazione è impedire che la selezione di ingresso in Italia la facciano gli scafisti»

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