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Pensioni: più quote, una sola o nessuna. Tutte le ipotesi nel risiko della maggioranza

Tra le ultime ipotesi una transizione più lunga con un passaggio intermedio nel 2023 a Quota 103. Ma la possibile linea Maginot della Lega sembra essere Quota 102 in versione “fissa” con ampie deroghe

di Marco Rogari

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3' di lettura

Il risiko pensioni. Con Quote che con il trascorrere delle ore si moltiplicano e si riducono. È quello in cui rischia di trasformarsi il confronto nella maggioranza e nel governo sul dopo Quota 100. E che dovrà tradursi in una sintesi finale in tempo utile per l'ormai prossimo varo della legge di bilancio, al netto degli ulteriori ritocchi da discutere in sede parlamentare.
La proposta di una Quota 102 nel 2022 seguita da una Quota 103 nel 2023 per chiudere una transizione di soli due anni prima di tornare alla legge Fornero (e provvedimenti precedenti) in versione integrale, che è stata messa a punto dal ministero dell'Economia, non piace alla Lega e neppure ai sindacati. E non convince del tutto Pd, Leu e, almeno in parte, anche i Cinque stelle. Di qui la trattativa serrata per provare a correggere la rotta. E tra le ultime opzioni sul tavolo è spuntata quella, non sgradita ai tecnici del governo, di una transizione leggermente più lunga (tre anni) con un passaggio intermedio nel 2023 a Quota 103: uscite con almeno 66 anni d'età e 38 di contributi. Ma anche questa ipotesi non piace alla Lega, che come obiettivo minimo sembra avere quello di eliminare dal campo almeno Quota 104.

La probabile linea Maginot del Carroccio su Quota 102 “fissa”

Nelle prossime ore il gruppo lavoro della Lega, guidato da Claudio Durigon, dovrebbe presentare al governo e alle altre forze della maggioranza una proposta alternativa. La linea Maginot potrebbe essere rappresentata da Quota 102 (pensionamento con 64 anni d'età e 38 di versamenti), che potrebbe essere forse digerita dal Carroccio in versione “fissa” (senza salire ulteriormente) e se affiancata da ampie deroghe per consentire uscite più soft ai lavoratori precoci, a quelli delle Pmi ed altre categorie specifiche del settore privato.

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Il pressing del Pd su “gravosi” e Opzione donna

Il Pd, Leu e anche i sindacati spingono per ottenere una maggiore tutela per i lavoratori impegnati in attività gravose, anche attraverso un'estensione dell'Ape sociale, così come indicato dalla Commissione tecnica istituita dal ministro del Lavoro Orlando, che al momento non sembra far parte della “griglia” del governo. Dalla quale è assente anche Opzione donna. E proprio il prolungamento al 2022 della possibilità di pensionamento per le lavoratrici con 58 anni d'età (59 se “autonome”) e 35 di versamenti, usufruendo di un assegno totalmente “contributivo”, e inserita tra le priorità di Pd e sindacati.

Dai sindacati “no” alle Quote

I sindacati continuano a chiedere al governo di essere convocati prima della manovra per dire la loro. Cgil, Cisl e Uil sono contro il sistema delle Quote e invocano una riforma complessiva del sistema previdenziale per aprire la strada a una vera flessibilità in uscita.

Il vincolo-risorse

Gli spazi di manovra per modificare il pacchetto del Mef appaiono però limitati a causa della ristretta dote indicata del Documento programmatico di bilancio approvato dal Governo: poco più di 1,5 miliardi in tre anni, partendo da 600 milioni nel 2022. Una dote che potrebbe però complessivamente avvicinarsi ai 2,5 miliardi con l'eventuale utilizzazione dei risparmi derivanti dalla minor spesa sostenuta per alcune misure previdenziali varate negli ultimi anni.

L’allineamento di fatto di Quota 104 alla “Fornero”

Per Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previdenziali ed ex sottosegretario al Lavoro, nella proposta del governo c'è un «errorino tecnico» perché «fare nel 2022 Quota 102 e nel 2023 Quota 104», equivale «a rifare la riforma Fornero», con il risultato che «per 5 anni non va più in pensione nessuno». Soprattutto a causa di Quota 104 perché, sostiene Brambilla, «io devo dare almeno 18 mesi per poter consentire a quelli bloccati da Quota 100 a Quota 102 di poter andare in pensione».

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