gli elettori dei due partiti

Pensioni, Jobs Act, migranti, euro: convergenze e divergenze tra gli elettori di M5S e Lega

di Davide Mancino

Cantiere di governo M5S-Lega: i nodi irrisolti, dalle grandi opere alla giustizia

6' di lettura

Dopo 88 giorni – un record assoluto – l’Italia ha un nuovo governo, basato sul “contratto” sottoscritto da M5S e Lega. Ma in Italia più che altrove la distanza che separa promesse e realtà non è proprio piccolissima.

I motivi sono diversi: intanto i due partiti non hanno elencato praticamente nessuna copertura certa per spese e tagli di tasse che intendono realizzare, il che provocherebbe una voragine nei conti pubblici italiani come non se ne vedevano forse dai tempi di Bettino Craxi.

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M5S-Lega, le affinità elettive
Ma se anche per ipotesi realizzassero le loro proposte, resta da vedere come reagiranno i loro elettori. Esistono evidenze – fra cui ormai diversi sondaggi – secondo cui la distanza che separa le idee degli elettori leghisti da quelle dei 5 Stelle è senz’altro minore rispetto, per esempio, a un'ipotetica alleanza di questi ultimi con il Partito Democratico. Anche alcune dichiarazioni di leader dell'ormai primo partito italiano hanno espresso chiaramente questo concetto, ribadendo che l’elettorato del Movimento 5 Stelle è tutto sommato più affine a quello della Lega che a qualunque altro partito esistente.
Affine però non significa identico, e non a caso alle elezioni i due schieramenti si sono presentati in coalizioni diverse. Per parte sua, il Movimento 5 Stelle ottiene voti da un gruppo più eterogeneo di persone, e quando si tratterà di mettere in pratica quanto promesso – ammesso sia possibile – ci sono pochi dubbi che su alcuni temi sarà più facile legiferare senza temere ritorsioni in cabina elettorale e su altri invece l’opposto.

I principali punti di incontro
Per distinguere i primi dai secondi possiamo ricorrere a un sondaggio condotto da Quorum/YouTrend per SkyTG24 che compare all'interno del libro “Una Nuova Italia”, uscito da poco per l’editore Castelvecchi. L’indagine ha cercato di capire come la pensano gli elettori dei due partiti su quattordici temi diversi, con le conclusioni riportate in diversi post sul blog dell’istituto di ricerca, e trovato che sono in particolare sei quelli su cui i due gruppi di persone hanno maggiore affinità.

M5s-Lega: ecco le convergenze
Il più rilevante, almeno rispetto alla tenuta dei conti pubblici, riguarda senza dubbio le pensioni. Oltre metà di entrambi gli elettorati non ritiene affatto che se si vive più a lungo si debba andare in pensione più tardi dal che – sebbene in maniera indiretta – si deduce che un intervento volto a indebolire la legge Fornero potrebbe essere fra le primissime mosse del nuovo governo.
Altro punto su cui potrebbe crearsi convergenza è quello della flat tax. In campagna elettorale è stata uno dei cavalli di battaglia della Lega, e per quanto il Movimento 5 Stelle si sia concentrato soprattutto sul reddito di cittadinanza anche i suoi elettori sembrano essere spesso d’accordo o molto d’accordo con la necessità di semplificare il fisco attraverso un’aliquota uguale per tutti.
Meno incisivo, rispetto ai temi precedenti, ma comunque negativo resta il giudizio nei confronti del Jobs Act. Molti i “poco” o “per nulla d'accordo” quando si chiede se si tratta di una riforma che è stata positiva per l’economia e il mercato del lavoro. In entrambi gli elettorati risalta però una fetta di indecisi, o comunque di tiepidi, e in generale fra i leghisti la freddezza verso questa riforma sembra minore – se dunque si trattasse di modificarla, eventuali difficoltà potrebbero forse arrivare da loro.

Altro tema sentito da entrambi gli elettorati – da quello leghista in misura però maggiore – è quello della sovranità. Circa un terzo di entrambi i gruppi ritiene che «dovremmo riprenderci la sovranità che ci ha tolto l’Europa», anche se fra chi ha votato il Movimento troviamo il 15% circa del totale che non la pensa affatto così.
La sfiducia per le elite, d’altra parte, risulta diffusissima fra gli italiani in generale e ancora di più fra gli elettori delle due future forze di governo. Oltre tre quarti di loro si dicono abbastanza o molto d’accordo con l’affermazione secondo cui «le elite politiche e finanziarie fanno i loro interessi senza curarsi di gente come me». Resta però non proprio chiarissimo capire come questo possa tradursi in politiche specifiche.

Tra M5S e Lega non mancano le divisioni
Sempre facendo riferimento al sondaggio Quorum/YouTrend per SkyTG24, scopriamo, però, che non mancano gli aspetti che dividono Lega e Movimento 5 stelle. Temi sui quali trovare un accordo fra loro risulterà invece parecchio difficile. Sono argomenti su cui ciascuna delle due forze politiche ha battuto durante la campagna elettorale, ma che agli elettori dell’altra piacciono poco o affatto.

M5s-Lega distanti sull’idea di “Ius soli”
Il principale punto di tensione del nuovo governo sarà, con tutta probabilità, l’immigrazione. Oltre tre elettori del Movimento su quattro per esempio si dicono abbastanza o molto d’accordo con l’affermazione secondo cui un bambino che nasce in Italia è italiano, non importa di chi sia figlio. La risposta allo stesso tema è parecchio diversa per i leghisti, che accolgono l’idea con molta più freddezza.

M5S-Lega spaccate sul rapporto tra immigrati e sicurezza
Ancora maggiore è la distanza nella percezione del rapporto fra immigrazione e sicurezza. L’elettorato a 5 stelle sembra molto spaccato su questo tema, e diviso equamente fra chi si sente insicuro quando si trova fra immigrati e chi invece no. Più monolitica è invece l’opinione di chi ha votato Lega, che risulta spessissimo abbastanza o molto d’accordo nel dirsi insicuro in presenza di persone di origine non italiana.

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Se vedo più immigrati in giro mi sento più insicuro Quota % di elettori M5S e Lega
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M5S e Lega lontani anche su “prima gli italiani”
Una spaccatura simile emerge chiedendo alle persone se, a pari condizioni, un italiano deve avere la precedenza su un immigrato. Qui di nuovo gli elettori arancioni sembrano dividersi in due gruppi opposti, anche se comunque poco meno del 30% di loro si dice abbastanza d’accordo. D’altra parte il principio secondo cui un immigrato deve passare in secondo piano rispetto a un italiano viene apprezzato, con sfumature diverse, da oltre il 70% dell’elettorato leghista.
Il testo dell’accordo fra partiti è cambiato parecchio, fra le diverse versioni, e alcuni temi sono spariti mentre ne sono comparsi di altri forse inaspettati.

Certo è interessante notare, come ha fatto il commentatore economico di Bloomberg Ferdinando Giugliano, che alle riforme dello sport in Italia sono state dedicate due pagine con invece sei righe dedicate al deficit di bilancio.

Tra M5S e Lega posizioni diverse sull’uscita dall’euro
Per la tenuta dell'economia italiana uno dei principali punti riguarda senz'altro l'uscita dall'euro, tema su cui l’elettorato della Lega sembra avere opinioni abbastanza diverse rispetto a quello del Movimento. E infatti in circa un caso su quattro l’elettore leghista non pensa affatto che uscire dall'euro sarebbe una catastrofe per l’Italia – come invece ritiene la maggior parte degli esperti dell’argomento –, mentre tutto sommato chi ha votato il Movimento 5 Stelle risulta più in favore dell’euro che il contrario.
Nonostante questo, gli elettori della Lega sembrano comunque avere opinioni meno forti sull'argomento, e infatti troviamo circa il 18% non in accordo né in disaccordo. Oltre alle tensioni sui mercati, forse sta anche qui il motivo per cui nella versione definitiva dell’accordo i riferimenti all’uscita dalla moneta unica sono stati rimossi.

Uscire dall'euro sarebbe una catastrofe per l'Italia Quota % di elettori M5S e Lega
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Vaccini, maggiori le obiezioni tra i 5 stelle
Nel testo dell'accordo di programma compaiono inoltre dei riferimenti ai vaccini, che fanno pensare alla possibilità di rivedere la recente legge che ne ha imposto, in alcuni casi, l’obbligo. A guardare cosa ne pensano i due elettorati tuttavia è difficile trovare la ragione di questa aggiunta, perché in ciascun caso le persone si dichiarano ampiamente più sicure nel mandare i propri figli a scuola se esiste l’obbligo di vaccinarsi.
Al contempo fra i gruppi l’opinione non risulta simmetrica, e nell’elettorato del Movimento la fetta di chi potrebbe avere obiezioni sull’obbligo appare in effetti maggiore.
Se poi affermiamo il diritto di potersi difendere anche con le armi dentro casa propria gli elettori arancioni in completo disaccordo sono poco meno del 60%, quelli leghisti scendono al 45. Solo una piccola percentuale di entrambi lo ritiene un'ottima idea, e dati tali presupposti è difficile ipotizzare grandi cambiamenti in questo senso.

M5S e Lega poco omogenei anche sui diritti civili e religione
Grandi assenti nella discussione del futuro governo sono i diritti civili, dei quali praticamente non si è parlato per niente. Il che può essere un segno di disaccordo, o in alternativa di mancanza d'interesse. Chiedendo alle persone se li infastidisce che i gay abbiano gli stessi diritti degli eterosessuali, troviamo ancora che gli elettori del Movimento 5 Stelle risultano in qualche misura meno omogenei della Lega, ma in entrambi i casi non sembrano emergere motivi per pensare, tanto per fare un'ipotesi, che l’attuale legge sulle unioni civili possa essere modificata.
Nel rapporto con la religione risulta invece qualche differenza in più. Certo nella maggior parte dei casi nessuno dei due elettorati ritiene che sia necessario, per essere “moralmente a posto”, credere in una religione. Fra i leghisti però il ruolo delle proprie credenze spirituali appare più significativo, mentre chi ha votato il Movimento appare più “laico”.

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