Legge di bilancio

Pensioni: maestre, pescatori e giardinieri. Ecco chi potrà uscire con meno di 64 anni anche nell’era di Quota 102

Nel 2022 potrà utilizzare canali alternativi, con un'età anagrafica variabile tra 60 e 63 anni a seconda dei casi, una platea “potenziale” di almeno 30-35mila lavoratori. Ancora per 12 mesi anticipo possibile per le donne ma con una soglia anagrafica che sale da 58 a 60 anni (61 se “autonome”)

di Marco Rogari

3' di lettura

Una platea potenziale di non meno di 30-35mila persone. È quella che il prossimo anno potrebbe accedere al pensionamento anticipato svicolando il “paletto” di un'età anagrafica non inferiore ai 64 anni fissato (con 38 anni di contributi) dalla nuova Quota 102, che è stata inserita dal governo nella legge di bilancio 2022 varata dal Consiglio dei ministri. A farne parte sono, tra gli altri, le lavoratrici pubbliche, private e autonome, i soggetti con un'invalidità civile di almeno il 54%, i caregiver che assistono famigliari in particolare situazione di difficoltà, maestri, portantini, operai, agricoltori, pescatori, minatori, in cosiddetti lavoratori notturni e quelli impegnati in attività considerate usuranti e gravose. Un gruppo non proprio risicato che potrà optare per l'uscita con un'età variabile, a seconda dei casi, tra i 60 e i 63 anni.

Con Quota 102 in pensione a 64 anni

Come è noto, Quota 100, che scade a fine anno, non sarà prorogata. La scelta del governo, prima di tornare alla legge Fornero nella sua versione integrale (comprensiva dei provvedimenti precedentemente approvati), è stata quella di far scattare dal 1° gennaio 2022, per soli 12 mesi, una Quota 102: uscite con almeno 64 anni d'età e 38 di contribuzione. Nelle prossime settimane il governo cercherà di individuare con le parti sociali eventuali nuove forme di flessibilità in uscita, strettamente vincolate al sistema contributivo, per il 2013 e gli anni successivi.

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Per le lavoratrici “assegno contributivo” a 60 anni

Il Governo ha anche previsto il prolungamento di anno di Opzione donna, ma senza ricorrere a una proroga secca. Nel 2022 le lavoratrici potranno uscire dal lavoro, usufruendo di un assegno interamente contributivo, se in possesso di almeno 60 anni d'età (61 se “autonome”) e 35 di contribuzione, con una soglia anagrafica che però si alza rispetto a quella in vigore quest'anno (58 anni).

Con l’Ape maestre, giardinieri, operai in pensione a 63 anni

Anche il prossimo anno rimarrà accessibile il canale d'uscita dell'Ape sociale (l'anticipo pensionistico con oneri interamente a carico dello Stato). Il governo ha infatti prorogato di un anno questo strumento estendendolo ad altre otto categorie di lavori gravosi in aggiunta alle 15 già previste. Potranno così uscire dal lavoro con 63 anni d'età e 36 di versamenti, tra gli altri, gli insegnanti della scuola materna (maestre e maestri), portantini, giardinieri, i lavoratori delle pulizie, i conduttori di veicoli, macchinari mobili e di sollevamento. E lo stesso canale potrà continuare ad essere utilizzato da operai dell'industria estrattiva, agricoli, pescatori, lavoratori del settore siderurgico, conduttori di mezzi pesanti e tutti gli altri lavoratori già previsti dall'elenco originario delle mansioni gravosi. Sempre con l'Ape sociale, ma con una contribuzione di almeno 30 anni, potranno continuare a chiedere di anticipare la pensione i soggetti con invalidità civile superiore o uguale al 74%, i “caregiver” che assistono in familiari in particolari situazione di difficoltà e i lavoratori disoccupati che abbiano di fatto esaurito gli strumenti di sostegno.

Uscita anticipata anche per “usuranti” e lavoratori notturni

L'uscita dovrebbe rimanere possibile con 61 anni e 7 mesi d'età e 35 di versamenti anche per i soggetti impegnati in attività faticose o pesanti (che rientrano negli “usuranti”) o nel lavoro notturno (in questo caso per almeno 78 giorni l'anno). Gli attuali requisiti per chi svolge lavoro notturno da 64 a 71 giorni l'anno sono 63 anni e 7 mesi d'età e 35 di contribuzione mentre quelli par attività lavorativa notturna per un periodo compreso tra 72 e 78 giorni l'anno sono 62 anni e 7 mesi d'età e 35 di contributi.

Chi va in pensione a 64 anni con 20 di contributi

Resta aperto anche il canale di uscita anticipata previsto dalla legge Fornero per i lavoratori “interamente” contributivi (chi ha cominciato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995). Il pensionamento anticipato sarà possibile con 64 anni d'età (come per Quota 102) con 20 anni di contributi anziché 38.


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