ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI chiarimenti Inps

Pensioni, opzione donna: ecco chi può aderire nel 2022 e come fare

La legge di Bilancio 2022 ha prorogato il trattamento pensionistico anticipato, per il 2022, nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2021 hanno maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età pari o superiore a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e a 59 anni per le lavoratrici autonome

di Andrea Carli

In futuro in pensione in Italia si andra' solo a 71 anni

4' di lettura

La manovra 2022 ( legge 234/2021, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024”), in vigore dal 1 gennaio, ha modificato il decreto legge 4/2019 (articolo 16), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 del 2019. La legge di Bilancio ha in particolare prorogato al 31 dicembre 2021 il termine per la maturazione dei requisiti richiesti per l'accesso alla pensione anticipata c.d. opzione donna (prevista per la prima volta in misura sperimentale dalla legge 243 del 2004).

Il decreto legge 4/2019 aveva previsto infatti la possibilità di ricorrere all’opzione donna alle lavoratrici che avessero maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome) entro il 31 dicembre 2018 (in luogo del 31 dicembre 2015), disponendo al contempo che a tale trattamento si applicassero le decorrenze (cosiddette “finestre”) pari, rispettivamente, a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e a 18 mesi per le lavoratrici autonome, mentre i requisiti anagrafici non sono stati adeguati agli incrementi alla speranza di vita. Il termine era stato poi prorogato al 31 dicembre 2020 dall’articolo 1, comma 336, della legge 178/2020 (legge di bilancio 2021).

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Proroga al 31 dicembre 2021

Ora la legge di Bilancio 2022 ha esteso la possibilità di accedere al trattamento pensionistico anticipato, calcolato con il metodo contributivo, alle lavoratrici che abbiano perfezionato i requisiti entro il 31 dicembre 2021. Un messaggio Inps (numero 169 del 13 gennaio 2022) ha fornito alcuni chiarimenti sulla proroga.

I requisiti

Possono conseguire quel trattamento pensionistico, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, le lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2021, abbiano maturato un'anzianità contributiva minima di 35 anni e un'età anagrafica minima di 58 anni se lavoratrici dipendenti e di 59 anni se lavoratrici autonome. Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.

Come fare domanda

La domanda va presentata online all'Inps attraverso il servizio dedicato. In alternativa, si può fare la domanda tramite contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile o tramite degli enti di patronato e intermediari dell’Istituto attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

I termini di decorrenza

Il diritto alla decorrenza della pensione si consegue trascorsi: a) dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti; b) diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Lavoratrici comparto scuola e Afam

Per le lavoratrici del comparto scuola e degli Istituti di alta formazione Artistica e Musicale (AFAM) trova applicazione la legge 449/97 (articolo 59); pertanto, al ricorrere dei requisiti, le stesse possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre 2022 e dal 1° novembre 2022.

Decorrenza non anteriore a febbraio 2022

Il trattamento pensionistico “Opzione donna”, relativamente alle lavoratrici che hanno perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2021, può essere conseguito anche successivamente alla prima decorrenza utile. Tenuto conto della data del 1° gennaio 2022, di entrata in vigore della legge 234, la decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 1° febbraio 2022, per le lavoratrici dipendenti e autonome la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima, e al 2 gennaio 2022, per le lavoratrici dipendenti la cui pensione è liquidata a carico delle forme esclusive della predetta assicurazione generale obbligatoria.

No adeguamento alla speranza di vita

Per quanto riguarda il requisito anagrafico richiesto, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita (articolo 12 del decreto legge 78/2010, convertito, con modificazioni, dalla legge 122/2010).

I contributi

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell'assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Lavoratrici madri e riforma Dini

Alle lavoratrici madri, che accedono al trattamento, non si applicano le disposizioni previste dal comma 40 dell'articolo 1 della legge 335/95. La riforma Dini in particolare ha previsto alcune agevolazioni per le lavoratrici madri che maturano la pensione esclusivamente nel sistema contributivo o che scelgono il criterio di calcolo col sistema contributivo e precisamente:a prescindere della assenza o meno dal lavoro al verificarsi dell'evento maternità, è riconosciuto alla madre lavoratrice un anticipo di età rispetto al requisito di accesso alla pensione di vecchiaia di 4 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 12 mesi oppure, in alternativa, la possibilità per il calcolo del trattamento economico della pensione dell'applicazione del moltiplicativo del montante relativo all'età di accesso alla pensione, maggiorato di un anno in caso di uno o due figli, maggiorato di due anni in caso di tre o più figli. La riforma Dini ha dato inoltre la possibilità dell'accredito figurativo per assenze dal lavoro per periodi di educazione e assistenza dei figli sino al sesto anno di età in ragione di 170 giorni per ciascun figlio. In caso di figli oltre il sesto anno di età, di coniuge o di genitori, purché conviventi, portatori di handicap, è previsto per assenze dal lavoro l'accredito figurativo per la durata di 25 giorni nel limite massimo complessivo di 24 mesi.


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