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Pensioni, per Opzione donna uscite in calo ma le urne spingono la proroga

Dall'ultimo monitoraggio Inps emerge che nei primi sei mesi del 2022 i trattamenti erogati alle lavoratrici con almeno 58 anni d'età (59 se “autonome”) e 35 anni di versamenti con il vincolo del ricalcolo contributivo sono stati 10.997 contro i 20.585 del 2021.

di Marco Rogari

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2' di lettura

Scadrà a fine anno come Quota 102 e Ape sociale. E anche per Opzione donna il futuro prossimo è al momento a dir poco incerto. Ma proprio dalla prossima tornata elettorale del 25 settembre potrebbe arrivare la spinta per il prolungamento di almeno un altro anno del canale che consente alle lavoratrici di uscire con 58 anni (59 se “autonome”) e 35 di versamenti, ma con il vincolo del ricalcolo contributivo dell'assegno.

Divisi sul destino della legge Fornero e sugli interventi per rendere più flessibile in uscita il sistema previdenziale, quasi tutti i partiti si mostrano d'accordo sulla necessità di rendere strutturale questa misura. Anche se dall'ultimo monitoraggio dei flussi di pensionamento condotto dall''Inps con una rilevazione aggiornata al 2 luglio scorso emerge che nel primo semestre di quest'anno i trattamenti liquidati con Opzione Donna sono risultati in forte calo rispetto al 2021: 10.997 contro 20.585.

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L'appeal di Opzione donna per le lavoratrici con 60 e 61 anni

Il monitoraggio dell'Inps mette in evidenza come nei primi sei mesi del 2021 il numero più elevato di trattamenti liquidati per Opzione donna abbia interessato le lavoratrici comprese nella fascia di 60 e 61 anni d'età (4.652) mentre nell'anno precedente a guidare la classifica delle uscite erano state le “dipendenti” e le “autonome” fino a 59 anni d'età. Un bacino, quest'ultimo, al quale nel primo semestre 2022 sono stati destinati 3.724 assegni, mentre le restanti 2.621 pensioni erogate dall'Inps tra gennaio e giugno di quest'anno hanno riguardato le lavoratrici con 62-63 anni (1.737), 64-65 anni (764) e con 66 anni e oltre (120).

Nei primi sei mesi di quest'anno 390.932 nuove pensioni Inps

Dalla rilevazione condotta dall'Istituto guidato da Pasquale Tridico emerge che in totale le nuove pensioni con decorrenza nel periodo gennaio–giugno 2022 sono state 390.932 in totale, per un importo medio mensile di 1.173 euro. Nel 2021, invece, complessivamente erano stati liquidati 877.724 assegni, per un importo medio mensile alla decorrenza di 1.203 euro.

Lega e Pd e di fatto anche M5S spingono per Opzione donna strutturale

Come è noto, l'ultima legge di bilancio ha prorogato Opzione donna per tutto il 2022. In mancanza di nuovi interventi, questo canale di uscita si interromperà il prossimo anno. Ma dai programmi elettorali, nella maggior parte dei casi abbastanza sintetici e generici sul capitolo previdenza, emerge una volontà trasversale di prolungare questa misura. Soprattutto Lega e Pd considerano prioritario dare una fisionomia strutturale a Opzione donna. E anche il M5S sembrerebbe non contrario. Una volontà che sembra aprire come minimo la strada alla proroga della misura per un altro anno. Anche perché i costi non sarebbero eccessivi. L'ultimo prolungamento era stato messo a bilancio per poco più di 110 milioni.

Con Opzione donna l'assegno si “contrae” in media del 20-30%

Il vincolo del ricalcolo contributivo del trattamento produce una decurtazione dell'assegno erogato alle lavoratrici in media del 20-30% rispetto allo “schema” del sistema misto. La riduzione varia comunque a seconda dell’età della lavoratrice e delle caratteristiche di carriera, della retribuzione e della contribuzione maturata alla data di accesso alla pensione con Opzione donna.

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