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Pensioni, i piani dei partiti: da quota 41 alle minime, fino a quelle di garanzia

Il centrodestra punta sull’aumento delle pensioni minime. Quota 41 chiesta dalla Lega e da Si-Verdi. M5s per l’ampliamento dei lavori usuranti

Salvini: "Nella prossima manovra cancellare Fornero e parlare di quota 41"

3' di lettura

Sul tema pensioni il centrodestra, nel suo programma comune, parte da un assunto di fondo: la necessità dell’innalzamento delle pensioni minime. «La quantificazione della cifra non c’è perché bisogna capire la praticabilità di quanto si possano aumentare», ha detto a Radio24 la leader di Fratelli d’Italia Giorga Meloni, a ’24 Mattino su Radio 24». E ha aggiunto: «Io sono certa come tutto il centrodestra che le pensioni minime siano inadeguate e le risorse per renderle adeguate all’aumento dell’inflazione si possano trovare in un sistema che spende circa 110 miliardi in bonus inutili e che spende 780 euro a persona per il reddito di cittadinanza. Le risorse ci sono nel nostro sistema, si trovano, il punto è per cosa le spendi. Bisognerà ragionare di adeguare le pensioni»

Fi: aumento pensioni minime a 1.000 euro per 13 mensilità

Chi nel centrodestra chi propone già delle cifre è Forza Italia: con l’aumento
pensioni minime e di invalidità a 1,000 euro al mese per 13 mensilità. Ipotesi a cui si aggiunge quella di 1.000 al mese di pensione alle mamme e alle nonne per 13 mensilità

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Lega: superare la legge Fornero con quota 41

La profonda necessità di una revisione pensionistica in Italia è un’esigenza non più rimandabile per la Lega. L’obiettivo è superare la legge Fornero con Quota 41 (i lavoratori raggiungono il diritto alla pensione anticipata di anzianità con 41 anni di contributi). Varie le proposte formulate dal Carroccio sul fronte pensioni. Per le lavoratrici il diritto alla pensione di vecchiaia matura a 63 anni (oggi 67) di età e almeno 20 anni di contributi; per i giovani lavoratori con carriere interamente nel regime contributivo va riconosciuta, in ogni caso, una pensione minima di 1.000 euro; trattamento pensionistico Opzione donna che diventa strutturale; estendere la possibilità agevolata del riscatto contributi per il periodo relativo al percorso di laurea.

Pd: piano per l’occupazione per la sostenibilità del sistema

Il Pd propone di lanciare un «piano straordinario per l’occupazione femminile, perché gli ostacoli che le donne incontrano nella piena partecipazione alla vita economica del Paese non sono solo uno schiaffo alla dignità e alla libertà di scelte delle dirette interessate, ma impoveriscono l’Italia tutta e ne limitano le possibilità di sviluppo. Un incremento sostanziale dell’occupazione femminile è l’unica strada per affrontare con successo le due grandi sfide della bassa produttività e della sostenibilità del sistema pensionistico».

M5s: ampliare la categoria dei lavori gravosi

M5s chiede di evitare il ritorno alla legge Fornero, «attraverso l’ampliamento delle categorie dei lavori gravosi e usuranti e attraverso meccanismi di uscita flessibile dal lavoro». E di «completare l’incremento delle pensioni di invalidità per le persone con disabilità»

Si-Verdi: uscire dal lavoro a 62 anni o con 41 anni contributi

La proposta di Sinistra Italiana e Verdi è che «si possa uscire dal lavoro a 62 anni o con 41 anni di contributi (è la quota 41 chiesta anche dalla Lega), riconoscendo inoltre i periodi di disoccupazione involontaria, il lavoro di cura non retribuito, la maternità». La pensione minima «non dovrebbe essere inferiore a 1.000 euro» (come chiesto da Forza Italia).

Unione popolare: età pensionabile a 60 anni

Ancora più a sinistra, Unione popolare con De Magistris propone l’abolizione della legge Fornero «per giungere all’età pensionabile di 60 anni o 35 anni di contributi, con tetto massimo alle pensioni alte che pesano molto sulla spesa pensionistica». Nonché «l’aumento delle pensioni minime a 1.000 euro al mese e l’introduzione per le pensioni future di un massimo di pensione e di cumulo di trattamenti pensionistici a 5.000 euro mensili».


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