previdenza

Pensioni, più contributi con riscatto della laurea e “pace”

Le due misure vanno però fra loro distinte in quanto la prima è stabile nel nostro ordinamento, mentre la seconda è una sperimentazione che sopravviverà solo fino alla fine del 2021

di Antonello Orlando


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(Adobe Stock)

3' di lettura

Anche per il 2020 restano confermati i due metodi “innovativi” per potere aumentare la propria anzianità contributiva, entrambi introdotti dal decretone di riforma di fine gennaio 2019 (decreto legge n. 4/2019). Si tratta del riscatto di laurea agevolato e della pace contributiva. Le due misure vanno però fra loro distinte in quanto la prima è stabile nel nostro ordinamento, mentre la seconda è una sperimentazione che sopravviverà solo fino alla fine del 2021.

Il riscatto laurea agevolato
Consiste nella possibilità, dietro pagamento di un onere economico, di accreditare un numero di anni di contributi pari alla durata del corso legale di laurea, includendo i dottorati di ricerca, ma escludendo i master universitari. Il riscatto agevolato aveva visto un originario requisito anagrafico nella prima versione del decreto, secondo cui poteva essere richiesto solo da chi aveva meno di 45 anni di età al momento della domanda. Durante la conversione in legge tale condizione è stata abrogata, mantenendone però una meno evidente, ma altrettanto esclusiva.

L’articolo 20 del decreto 4/2019 prevede, infatti, che il riscatto possa essere concesso in forma agevolata solo per i periodi collocati nel metodo di calcolo contributivo e quindi dopo il 1995. Il vantaggio consiste in un costo ridotto e soprattutto forfettario: l’onere sarà pari al 33% per il minimale di reddito della gestione degli autonomi; il valore della spesa richiesta per il riscatto light nel 2020 sarà quindi attorno 5.260 euro per anno. Va ricordato che il costo è fiscalmente deducibile e rateizzabile, senza alcun interesse, per un massimo di 10 anni.

D’altro canto, bisogna anche tenere conto che trattandosi di un riscatto nel metodo di calcolo contributivo, il vantaggio sulla pensione costituito da tale formula di riscatto è abbastanza contenuto in quanto capace di aumentare di poco la quota contributiva della futura pensione (in assenza di rivalutazioni, attorno a 20 euro lordi al mese in più per ogni anno riscattabile).

Resta ancora da esplorare, nel silenzio della prassi di Inps, la possibilità di accedere a tale riscatto nel caso di soggetti che abbiano volontariamente optato per il metodo di calcolo contributivo.

La pace contributiva
È attiva fino al 2021 e consiste nella possibilità di riscattare un massimo di 5 anni di periodi scoperti da contribuzione. Il riscatto può essere chiesto per un periodo collocato dopo il primo contributo registrato post 95 ed entro il 28 gennaio 2019. I requisiti e i costi sono ben più severi del riscatto di laurea agevolato: per potere accedere alla pace contributiva bisogna essere (e rimanere) privi di qualsiasi contributo anteriore al 1996 e il costo annuo è pari alla aliquota di computo IVS della gestione in cui si riscatta moltiplicata per l’imponibile previdenziale degli ultimi 12 mesi prima della richiesta. Per un impiegato con 40mila euro di retribuzione annuale lorda, il costo di riscatto di un periodo di 3 anni è quindi di più di 39.500 euro.l

L’onere sostenuto è fiscalmente detraibile nella misura fissa del 50% e per 5 anni d’imposta, mentre il pagamento può essere dilazionato, senza interessi, in un massimo di 10 anni. La pace contributiva può anche essere finanziata, in parte o del tutto, con i premi di produzione detassabili da parte del datore di lavoro, ma si attendono sul tema da quasi un anno istruzioni da parte di Inps e Agenzia delle Entrate.

Per Approfondire:
Guida Facile Pensioni 2020

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