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Pensioni, nei primi nove mesi oltre 18mila via dal lavoro con Opzione donna

Secondo l’Inps, l’andamento del canale di uscita anticipata per le donne è in linea con il trend del 2021

di Marco Rogari

Da “opzione uomo” a quota 41: il cantiere pensioni

2' di lettura

Nessun rallentamento ma neppure un’accelerazione. Nei primi nove mesi del 2022 sono stati poco più di 18mila i pensionamenti con Opzione donna, la possibilità per le lavoratrici di uscire con 58 anni d’età (59 se «autonome») e 35 di contributi ma con il ricalcolo contributivo dell’assegno. E l’andamento di questo canale di uscita, che il governo Meloni si accinge a prolungare a tutto il prossimo anno insieme ad Ape sociale, si presenta sostanzialmente in linea con il «trend» del 2021. A evidenziarlo è l’ultimo monitoraggio sui flussi di pensionamento dell’Inps.

Le nuove pensioni con decorrenza nel periodo gennaio–settembre 2022 sono state in totale 596.640, con un importo medio mensile di 1.185 euro, in calo rispetto ai 1.200 euro rilevati su tutto il 2021. Lo scorso anno i trattamenti monitorati su tutti i 12 mesi sono stati nel complesso 883.876. Nel 2022 crescono gli assegni erogati alle donne e risultano in calo quelli anticipati, anche per effetto di Quota 102 che ha preso il posto di Quota 100.

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Aumentano le uscite delle donne ma con assegni più bassi

Delle 596.640 pensioni con decorrenza gennaio-settembre 2022 ben 335.006 sono erogate a lavoratrici contro le 261.634 di cui beneficiano i lavoratori, ma l’importo medio mensile degli assegni risulta sensibilmente più basso: 1.005 euro contro i 1.415 euro degli uomini. Complessivamente, nei primi nove mesi di quest’anno sono state liquidate 207.789 pensioni di vecchiaia, 195.852 anticipate, 29.224 d'invalidità e 163.775 ai superstiti.

Oltre 18mila uscite con Opzione donna

Opzione donna è uno degli strumenti ai quali guarda con maggiore attenzione il governo Meloni, che sta valutando la possibilità di estenderne nei prossimi anni, ma non subito, il meccanismo (uscita anticipata con ricalcolo contributivo dell'assegno) anche agli uomini con una soglia anagrafica più elevata. Il prolungamento a tutto il prossimo anno di questo canale di uscita appare ormai quasi certo. Nei primi nove mesi del 2022 hanno utilizzato questa «via» 18.273 lavoratrici. In tutto lo scorso anno le uscite erano state 20.641. Tra gennaio e settembre a scegliere in prevalenza questo canale d'uscita sono state le lavoratrici con età compresa tra 60 e 61 anni (7.355) e quelle con 59 anni (6.493), che nel 2021 erano state la maggioranza.

Nel 2021 oltre 883mila pensioni

Dal monitoraggio dell’Inps emerge che nel 2021 l’Istituto ha liquidato 883.876 pensioni, per un importo medio mensile alla decorrenza di 1.200 euro. A beneficiare di più della metà dei trattamenti (493.155) sono state le lavoratrici: importo medio mensile di 1.016 euro mentre quello degli uomini è risultato di 1.432 euro al mese.

Lo scorso anno più pensioni anticipate che di vecchiaia

Lo scorso anno, anche sotto la spinta di Quota 100, le pensioni anticipate (prepensionamenti compresi) sono risultate più numerose (294.728) di quelle di vecchiaia (284.678). Nei primi nove mesi dell'anno, anche per l'introduzione di Quota 102, il primato delle uscite è andato a quelle di vecchiaia: 207.789 contro 195.852 pensionamenti anticipati.

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