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Pensioni quota 100: subito 5mila pensionati d’oro in più

di Andrea Carli e Davide Colombo


Pensioni, Boeri: "Con quota 100 debito salirà di 100 miliardi"

2' di lettura

Paradossi della riforma previdenziale allo studio del governo M5s-Lega. Il presidente dell’Inps Tito Boeri in occasione della recente audizione in Commissione lavoro alla Camera ha “lanciato il sasso”: l’introduzione della “quota 100” per uscire, ovvero 62 anni e 38 di contributi, «premia quasi in 9 casi su 10 gli uomini, quasi in un caso su tre persone che hanno un trattamento pensionistico superiore a quello medio degli italiani (e un reddito potenzialmente ancora più alto, se integrato da altre fonti di reddito). Si tratta nel 40% dei casi di dipendenti pubblici che, in un caso su 5, hanno trattamenti superiori ai 35.000 euro all’anno (in più di un caso su 10, superiore ai 40.000 euro). Fin qui, nulla di strano.

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Circa 5mila pensionati d’oro solo nel 2019
Il problema è che nel suo intervento Boeri ha messo in evidenza che «c’è una sovrapposizione importante fra la platea interessata dalle quote e quella investita dalla correzione attuariale. Solo nel 2019 - ha spiegato -, l’introduzione di quota 100 potrebbe interessare circa 4.700 persone con pensioni di importo superiore a 90.000 euro annui e soggette alla correzione attuariale nel caso il ddl 1071 diventasse legge dello Stato. In altre parole - ha concluso il numero uno dell’Inps -, questi lavoratori, da un lato, verrebbero spinti al pensionamento (a volte anche involontariamente), e, dall’altro, si vedrebbero, di lì a poco tempo, tagliare le prestazioni loro appena concesse».

Alla Camera il ddl M5s-Lega per cancellare i trattamenti di privilegio
Il disegno di legge a cui ha fatto riferimento il presidente dell’Inps è la proposta di legge, targata da M5s e Lega e attualmente all’esame della Commissione lavoro della Camera, di correzione attuariale delle pensioni cosiddette “d’oro”, il cui obiettivo è cancellare i trattamenti di privilegio.

Pensioni, Boeri: con quota 100 forti sacrifici imposti a giovani

«Misure che vanno in direzioni opposte»
La «quota 100», dunque, va in direzione opposta rispetto alla correzione attuariale promossa dal disegno di legge. I due progetti, ha sottolineato Boeri, sono in totale contraddizione. Con il ddl, ha spiegato, si risparmierebbero pochi milioni (circa 150) colpendo non più di 30mila persone; con quota 100 invece si premiano molti lavoratori uomini con carriere forti, che avranno una pensione elevata (quasi un caso su tre sopra la media delle pensioni vigenti), con un costo che secondo il presidente dell’Inps graverà sulle spalle dei giovani: 8,5 miliardi il primo anno, per giungere nel giro di tre anni a 16 miliardi.

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