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Pensioni, riscatto laurea 2020: requisiti, costi e sconti fiscali dell’iter agevolato

Per poter accedere al riscatto agevolato è necessario che il lavoratore sia iscritto con almeno un contributo versato a una delle gestioni Inps: il riscatto agevolato non è infatti accessibile a chi risulta iscritto unicamente a una cassa professionale

di Francesca Barbieri


Riscatto laurea o fondo pensione? Ecco le scelte giuste da fare

2' di lettura

Il decreto legge 4/2019 (convertito dalla legge 26/2019) ha introdotto la possibilità di un riscatto agevolato della laurea, rendendo meno costoso il recupero degli anni dell’università per “avvicinare” la pensione e aumentare l’assegno. Questa possibilità vale per tutti gli anni di studio, anche quelli precedenti il 1996, come di recente precisato dall’Inps.

Ma ci sono dei paletti ben precisi da rispettare.
Partiamo dai requisiti. Come per il riscatto ordinario è possibile “valorizzare” i seguenti titoli: il diploma universitario (2-3 anni di durata), la laurea triennale, quadriennale o a ciclo unico, il diploma di specializzazione post-laurea, nonché il dottorato di ricerca (se si sono versati i contributi alla gestione separata Inps).
È possibile chiedere il riscatto anche di periodi parziali, più brevi rispetto alla durata legale del proprio corso di studio. Non si possono invece riscattare gli anni fuori corso.

Gestioni Inps d’obbligo
Per poter accedere al riscatto agevolato è necessario che il lavoratore sia iscritto con almeno un contributo versato a una delle gestioni Inps: il riscatto agevolato non è infatti accessibile a chi risulta iscritto unicamente a una cassa professionale.
Ma non solo: la gestione in cui viene richiesto il riscatto dovrà risultare già esistente nel periodo del corso legale di studi. E ancora: il riscatto non potrà coprire periodi già sottoposti a contribuzione, (è il caso dello studente lavoratore).
Il requisito più importante del riscatto light è che il periodo di studi deve collocarsi in periodi da valutare con il sistema contributivo, cioè dal 1° gennaio 1996. Tuttavia, con la circolare n. 6 del 22 gennaio 2020 l’Inps ha precisato che una persona con meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995, ha la possibilità di esercitare l’opzione per il metodo contributivo (articolo 1, comma 23, legge 335/1995) e applicare alla sua intera carriera il metodo introdotto dalla Riforma Dini.

Questa opzione rende a questo punto “sdoganato” il riscatto light anche per gli anni di studio precedenti il 1996. Va però tenuto presente che così facendo l’importo della pensione futura sarà meno generoso visto che dovrà essere ricalcolato con il metodo contributivo (più sfavorevole).

Il costo e gli sconti fiscali
Ogni anno di riscatto costa 5.260 euro (se la richiesta viene presentata nel 2020). La somma sborsata è integralmente deducibile ai fini fiscali.

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