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Pensioni: saldatori, pasticceri, tassisti e maestri i nuovi indiziati per l’Ape sociale

La partita sull'estensione della platea dell'Anticipo pensionistico sociale si gioca su una trentina delle numerose categorie individuate dalla Commissione sui lavori gravosi

di Marco Rogari

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3' di lettura

Ci sono i conducenti di bus e tram, i saldatori e i magazzinieri. Ci sono anche maestre e maestri della scuola elementare, pasticceri, cassieri, macellai e tassisti. E ancora: forestali specializzati e operatori sanitari qualificati. Sono alcuni dei potenziali “indiziati” ad avere le credenziali per entrare in quella parte del mondo previdenziale denominata Anticipo pensionistico sociale. Queste mansioni e attività professionali sono comprese nella trentina di categorie, tra quelle censite e indicate dalla Commissione tecnica sui lavori gravosi, su cui di qui a metà ottobre si giocherà la vera partita sull’estensione della platea che con 63 anni d’età può accedere all’Ape sociale. Un allargamento del bacino sul quale si dovranno pronunciare i ministeri dell’Economia e del Lavoro, tenendo conto delle simulazioni dell’Inps, soppesando anche le reali ricadute nella gestione del “dopo Quota” 100.

Chi accede oggi all’Ape sociale

Attualmente possono richiedere l’Anticipo pensionistico sociale, con oneri interamente a carico dello Stato, i disoccupati non più “coperti” da strumenti di sostegno al reddito dopo il licenziamento, gli invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa di almeno il 74%, i “caregiver famigliari” in particolari condizioni e i lavoratori dipendenti che rientrano in 15 attività considerate particolarmente usuranti o pericolose. L'importo dell'assegno non può superare i 1.500 euro mensili.

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L’attuale elenco di attività «gravose»

Dell’elenco di 15 mansioni gravose attualmente riconosciute ai fini dell'accesso all’Ape fanno parte: operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e di pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni; addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia. Rientrano in questo gruppo anche gli operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti; gli operai dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca; i pescatori della pesca costiera, in acque interne, in alto mare, dipendenti o soci di cooperative; i lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti a lavori ad alte temperature non già ricompresi nella normativa del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67; i marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini e in acque interne.

I requisiti richiesti

L’Ape sociale è entrata in funzione il 1° maggio 2017 ed è stata prorogata più volte. L'ultimo prolungamento è scattato con la legge di bilancio approvata alla fine dello scorso anno dalle Camere e si esaurirà il 31 dicembre di quest’anno. L'anticipo pensionistico può essere richiesto dai disoccupati senza più strumenti di sostegno e dai caregiver famigliari con almeno 63 anni d’età e 30 di contribuzione. Per i lavoratori impegnati in attività gravose il requisito contributivo sale a 36 anni.

I risparmi

Anche a causa di queste soglie d’accesso, che ad esempio “penalizzano” le lavoratrici, la diffusione dell'Ape social risulta limitata. Non a caso dagli approfondimenti della Commissione tecnica sui lavori gravosi (istituita dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando), che è presieduta da Cesare Damiano, emergono alcuni risparmi rispetto alle somme stanziati. Risparmi che sarebbero superiori ai 500 milioni.

La partita su almeno 30 nuove mansioni gravose

La Commissione tecnica ha individuato, sulla base di indici Inail sulla gravità delle malattie e degli infortuni sul lavoro, oltre 200 mansioni che potrebbero essere considerate gravose. Tra queste, 27 rientrano in categorie considerate molto simili, o affini, alle 15 per le quali è già consentito l'utilizzo dell'Ape. Ma nel nucleo ristretto di quelle su cui sarà operata la scelta finale dal governo in vista del varo della legge di bilancio ne potrebbero rientrare almeno altre 5 se non 10.

La soglia contributiva

Sempre la Commissione tecnica di fatto suggerisce di consentire almeno agli operai del settore dell’edilizia di accedere all’Ape sociale con 63 anni d’età e 30 anni di contribuzione (anziché 36). Ma i sindacati spingono per abbassare a 30 anni la soglia contributiva anche ad altre categorie, come ad esempio quella dei lavoratori agricoli.


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