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Pensioni quota 100, i settori più colpiti dalla scuola alle banche

di Francesca Barbieri


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(Adobe Stock)

2' di lettura

Scuola, banche, commercio, artigianato. Dietro le 142mila le domande presentate al 3 giugno all’Inps per quota 100, l’uscita anticipata dal lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi, ci sono in primis lavoratori iscritti nel 36% dei casi (51.644) alla gestione lavoratori dipendenti e nel 32% (46.099) alla gestione pubblica. Seguono gli artigiani (9%), i commercianti (11.965) e i lavoratori iscritti ai fondi speciali (7.036). Pochissime invece le domande arrivate dagli iscritti alla gestione separata (appena 139).

Nel settore pubblico, un buon numero di richieste - circa 27 mila - sono arrivate dal mondo della scuola: tutte presentate entro la scadenza del 28 febbraio per uscire a partire da settembre, in coincidenza con l’avvio del nuovo anno scolastico.

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A partire dal primo di agosto si aprirà poi la prima possibilità di uscita per i dipendenti pubblici: non per tutti ma per coloro che hanno maturato i requisiti al 1° gennaio 2019.

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Spostando i riflettori sul settore privato, nelle banche per ora, sono stati siglati 3 accordi che prevedono 1.680 uscite con quota 100.

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I l primo riguarda Ubi banca - siglato il 27 marzo 2019 - e contiene 80 richieste di quota 100. Paolo Citterio, coordinatore Fabi gruppo Ubi Banca sottolinea che: «Questo accordo è molto importante sia perché consente l’uscita volontaria di circa 300 colleghi, ma anche perché assicura circa 100 nuovi posti di lavoro per i giovani che potranno trovare occupazione in Ubi».

Da Bnl Pnb Paribas sono arrivate 600 richieste “Quota 100” - l’accordo è del 16 aprile 2019.

Infine da Intesa Sanpaolo sono arrivate ben mille richieste per quota 100 Secondo Giuseppe Milazzo, Segretario nazionale Fabi, ha commentato «È stata colta l’opportunità offerta dalle nuove norme in tema previdenziale per accontentare la richiesta di alcuni lavoratori di uscire dalla banca. Allo stesso tempo, abbiamo ottenuto 150 nuovi assunzioni che contribuiranno al ricambio generazionale del settore».

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