l’audizione Inps alla camera

Pensioni, il taglio agli assegni d’oro slitta a maggio

di Davide Colombo e Marco Rogari


Pensioni d'oro: la storia della sforbiciata dal ddl al taglio fino al 40%

2' di lettura

Scatterà a maggio l’operazione solidarietà che riguarda le pensioni più elevate, superiori a 100mila euro lordi l’anno, in pagamento a non più 24mila persone e che dovrebbe assicurare quest'anno risparmi per 76,1 milioni di euro. Sempreché il governo non decida di spostare ancora l’intervento vista la coincidenza con l'appuntamento elettorale. Il direttore generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, in audizione alla Camera ha spiegato che l’Istituto è pronto a garantire con le pensioni di aprile la nuova perequazione all’inflazione, misura che a regime farà risparmiare circa 2,2 miliardi tagliando nella gran parte dei casi gli assegni per non più di 70 centesimi.

Solo il mese successivo potrebbe quindi scattare il prelievo sulla parte retributiva degli assegni cosiddetti d'oro. Non è ancora chiaro come verranno conguagliati i primi mesi dell'anno, un recupero sulle pensioni in pagamento che sarà minimale sul fronte della nuova indicizzazione all'inflazione ma che potrebbe rivelarsi molto pesante per gli assegni d'oro. Da qui la delicatezza dell'intervento.

La norma con il prelievo di solidarietà è prevista in legge di Bilancio e la sua attuazione è slittata anche per il gran lavoro che Inps ha dovuto affrontare per l'implementazione del decretone con il reddito di cittadinanza e “quota 100”. Ricordiamo come è stato definito questo prelievo su assegni più elevati. Nei prossimi cinque anni le pensioni elevate saranno ridotte di un'aliquota pari al 15 per cento per la parte eccedente i 100.000 euro e fino a 130.000 euro, al 25 per cento per la parte eccedente 130.000 euro fino a 200.000 euro, pari al 30 per cento per la parte eccedente 200.000 euro fino a 350.000 euro, pari al 35 per cento per la parte eccedente 350.000 euro fino a 500.000 euro e pari al 40 per cento per la parte eccedente 500.000 euro.

È prevista una clausola di salvaguardia per garantire che le pensioni colpite dal taglio non scendano in nessun caso sotto la soglia dei 100.000 euro lordi annui, e sono escluse le pensioni interamente liquidate con il sistema contributivo. E' il caso, per esempio, di una pensione elevata conseguita dopo un'operazione di totalizzazione.

La norma prevede che all'operazione solidarietà si adeguino, nell'ambito della loro autonomia, anche gli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale. I risparmi verranno raccolti in appositi fondi da attivare in Inps e gli altri enti previdenziali interessati. Secondo una interpretazione diffusa, al momento non smentita dal governo, sono escluse le pensioni erogate dalle Casse dei professionisti.

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