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Pensioni, tutte le falle di «quota 100» nel pubblico impiego

di Andrea Gagliardi


Pensioni: dal 1992 a oggi la lunga stagione delle strette

3' di lettura

Dalla spesa per le liquidazioni al rischio esodo dalla scuola alla sanità. Sono diverse le “falle” di quota 100 per il pubblico impiego. Il 40% di coloro che anticiperanno la pensione grazie alla norma (62 anni di età e 38 di contributi) voluta da M5s e Lega è composta da statali. Si tratta di circa 160mila pensionati su un totale di 400mila. A loro deve essere pagato il Tfs (trattamento di fine servizio), la liquidazione che Stato e enti locali versano ai loro dipendenti quando si ritirano dal lavoro.

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Non è una questione da poco, perché le regole attuali prevedono che i primi 50mila euro di liquidazione vadano pagati a stretto giro agli statali che si pensionano, mentre la parte che eccede questa somma viene pagata successivamente.

Secondo le stime dei sindacati la liquidazione di un dipendente pubblico oscilla tra i 70mila e gli 80mila euro*. La soluzione alla quale starebbe lavorando il governo prevede il pagamento tutto e subito del Tfs ai dipendenti statali che si pensionano. Ma l’esborso non sarebbe a carico dello Stato, bensì anticipato dalle banche. Il Tesoro restituirebbe capitale e interessi in cinque anni, riducendo così il costo della liquidazione a circa 1,5 miliardi l’anno.

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Non solo. Esiste un rischio esodo, con oltre 40mila uscite nella scuola e 70mila nella sanità. Sono questi i possibili effetti della nuova quota 100 - con 62 anni di età e 38 di contributi - su due settori chiave della galassia del pubblico impiego. Nel campo dell'istruzione - in base alle stime della Cisl scuola - considerando solo i docenti di ruolo, alle 21mila uscite già “programmate” in base alla legge Fornero per il 2019, potrebbero esserci tra i 6mila e i 20mila insegnanti che matureranno i requisiti della quota cento.

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Ma la «quota 100» (che in realtà vale solo per chi ha 62 anni e 38 di contributi) allo studio del Governo rischio di provocare un «esodo» anche tra medici e dirigenti sanitari ospedalieri: circa 70mila camici bianchi in uscita dal 2019 al 2023. A lanciare l'allarme è il sindacato Anaao Assomed che somma alle 45mila uscite che potrebbero maturare con la legge Fornero nei prossimi cinque anni, ulteriori 25mila per effetto della quota 100. Sulle 70mila uscite, 50mila potrebbero riguardare medici ospedalieri, gli altri 20mila si dividono tra specialisti degli ambulatori, biologi, veterinari e ricercatori. A peggiorare la situazione, dicono da Anaao Assomed, è che non basteranno i giovani neo specialisti a sostituire gli ospedalieri in uscita.

* In una prima versione dell’articolo è stata riporata erroneamente la cifra di 8 miliardi di spesa per pagare nel 2019 la somma di 50mila euro di anticipo di Tfs a tutti i 160mila statali pensionabili. Ma in realtà esiste una finestra di 12 mesi per il pagamento della prima trance del tfs per qualunque dipendente pubblico collocato in quiescenza per raggiunti limiti di età. E tale finesta è elevata a 24 mesi per tutti coloro che cessino il rapporto di lavoro anticipatamente.

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