L’incontro a Palazzo Chigi

Pensioni, via al cantiere delle riforme: nel 2022 tavoli su flessibilità, donne e complementarità

Il confronto governo-sindacati riprenderà subito dopo il periodo delle festività natalizie, attraverso una serie di tavoli di confronti tematici

di N.Co.

Pensioni, il tavolo riparte in salita: il contributivo per tutti divide

3' di lettura

Il confronto Governo-sindacati riprenderà subito dopo il periodo delle festività natalizie, attraverso una serie di tavoli di confronti tematici. L’annuncio è arrivato dal segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri, al termine della riunione a Palazzo Chigi, durata circa un’ora, presieduta dal presidente del Consiglio Mario Draghi. I tre tavoli di confronto riguarderanno la flessibilità in uscita, la previdenza per i giovani e le donne e la previdenza complementare. Sarà lo stesso Draghi, ha aggiunto Bombardieri, a comunicare ai sindacati, domani mattina, il calendario degli incontri tematici, che si terranno a partire dall’inizio del 2022.

Bombardieri: al via finalmente cantiere riforma

«Un appuntamento importante. Si è deciso di aprire finalmente il cantiere per discutere della rigorma della legge Fornero. Con tre confronti: sulla flessibilità in uscita, sulla previdenza per giovani e donne e sulla previdenza complementare. Abbiamo concordato il metodo», ha detto il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi sulle pensioni, spiegando che il confronto partirà dopo Natale e domani arriverà il calendario dal governo.

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Sbarra: «Incontro importante, giudizio positivo»

«È stato un incontro importante. Il governo ha accolto la nostra impostazione per avviare una fase di confronto per negoziare una riforma complessiva, strutturale delle pensioni. Domani ci invieranno un calendario di incontri. Abbiamo riaffermato il principio che il tema pensioni non può essere solo un costo economico ma un tema di sostenibilità sociale. Il giudizio è positivo: finalmente apriamo il cantiere della riforma Fornero, nella prospettiva di rendere il nostro sistema più flessibile più equo, più sostenibile», ha dichiarato il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi sulle pensioni.

Landini: «Al governo la proposta unitaria dei sindacati»

«Noi abbiamo consegnato al governo la proposta unitaria sulla riforma delle pensioni e abbiamo chiesto che il confronto che si dovrà aprire deve affrontare tutte le questioni che dentro la piattaforma ci sono, quindi non ci interessa di discutere di qualche aggiustamento ma fare una riforma che corregga tutte le distorsioni, gli errori, i limiti e le diseguaglianze che ci sono dentro alla riforma Fornero», ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini uscendo dall’incontro sulle pensioni con il premier Mario Draghi e i ministri dell’Economia Daniele Franco, del Lavoro Andrea Orlando e per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Sui vari temi ha detto Landini «il governo si è impegnato a farci aver domani mattina un calendario di incontri da avviare nei prossimi giorni e mesi in modo che l’insieme di queste questioni venga affrontato».

Inps: a gennaio perequazione +1,7%, con scaglioni più ad assegni bassi

Ripartirà dal 1° gennaio 2022 la perequazione piena delle pensioni congelata di fatto nel 2020 a fronte di un’inflazione negativa dello 0,3%. Una rivalutazione del +1,7% che sarà applicata in maniera decrescente al salire della pensioni ma anche, a differenza del 2020, calcolata in forma progressiva scaglione per scaglione. Una formulazione questa che porterà incrementi più generosi agli assegni più bassi. É un dossier dell’Inps a mettere a fuoco una stima di quanto deciso con decreto Mef lo scorso novembre. Il doppio calcolo infatti porterà le pensioni di importo fino a 4 volte il trattamento minimo, cioè sino a 2.062,32 euro, a ottenere l'incremento dell'1,7%; quelle superiori a 4 e fino a 5 volte il trattamento minimo Inps, tra i 2.062,33 euro e i 2.577,90 euro, ad avere una rivalutazione dell'1,53%, e la rivalutazione all'1,7% dello scaglione sino a 2.062,32 euro. Le pensioni di importo superiore a 5 volte il minimo Inps, cioè oltre i 2.577,90 euro, otterranno invece un incremento dell'1,275%, ferma restando la rivalutazione dell'1,7% dello scaglione sino a 2.062,32 euro e dell'1,53% della fascia compresa tra 2.062,33 e 2.577,90 euro. Complessivamente dunque una pensione di 2mila lordi euro al mese godrà di un incremento sempre al lordo di 34 euro mensili, una pensione di 2.500 euro lordi al mese, localizzata cioè tra 4 e 5 volte il minimo Inps, otterrà quasi 42 euro al mese in più.

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