Il progetto

People mover e skytram Genova investe 1,5 miliardi

di Raoul de Forcade

3' di lettura

Si avvicina al valore di 1,5 miliardi di euro l’ambizioso piano di rivoluzione della mobilità, in chiave sostenibile, messo in pista dal Comune di Genova, gran parte del quale dovrebbe essere compiuto entro il 2026. Un progetto che spazia dagli autobus elettrici ai prolungamenti dell’esistente linea metropolitana, comprendendo anche due mezzi molto innovativi come lo skytram della Val Bisagno e il people mover pensato per collegare l’aeroporto Cristoforo Colombo con la collina degli Erzelli, dove sta sorgendo il polo tecnologico e scientifico di Genova.
Un piano della mobilità che, spiega l’assessore comunale ai trasporti e all’ambiente, Matteo Campora, «si concentra su tre nodi: velocità, con mezzi pubblici confortevoli che si muovono velocemente, e poi sicurezza e sostenibilità». Il disegno complessivo è in realtà composto da diversi progetti, in alcuni dei quali sono coinvolti, insieme al pubblico, anche soggetti privati, e che presentano differenti livelli di iter autorizzativi e d’accesso ai finanziamenti.
Il progetto di più immediata realizzazione appare quello denominato 4 assi, nato dal bando, lanciato nel 2018 dall’allora Mit (ministero delle Infrastrutture e dei trasporti), oggi Mims (ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili), sul trasporto rapido di massa. Il ministero ha già stanziato 471,6 milioni destinati a Genova per mettere sulle strade cittadine 145 nuovi mezzi elettrici e infrastrutture adatte ad accoglierli e a ricaricarne le batterie, anche in movimento. Nel bando originale (che prevedeva solo filovie o tram) il progetto proponeva la realizzazione di una rete filoviaria (con filobus di 18 metri), prevalentemente su sede riservata o protetta, lungo le principali direttrici del trasporto pubblico locale di Genova. E poi interventi su sede stradale e segnaletica, nonché specifici adeguamenti urbanistici e di viabilità e due parcheggi di interscambio.
«Ora però – dice Campora – il piano è stato modificato proponendo tecnologie più avanzate e i filobus si sono trasformati in bus articolati completamente elettrici, in grado di viaggiare senza linee aeree di collegamento ma con l’utilizzo dell’opportunity battery charging». Un sistema che consente varie tipologie di ricarica delle batterie: una in 4-5 minuti al capolinea; una di sicurezza lungo la linea presso le fermate dove la sosta di 30 secondi la consente; una in deposito, durante la sosta lunga, da circa 30 minuti. I quattro assi indicati , su cui saranno distribuiti i 145 bus, sono quelli di Levante , della Val Bisagno, del Centro e di Ponente. Il piano prevede anche la ristrutturazione di tre rimesse, una delle quali ospiterà sul tetto un parcheggio di interscambio da 700 posti, e la realizzazione di una quarto rimessa con park di interscambio a supporto dell’asse di Levante. Si attendono le risposte del Mims sulle modifiche al piano.
Intanto Amt (l’azienda comunale di trasporto), spiega il presidente Marco Beltrami, sta procedendo all’acquisizione di bus elettrici tradizionali: «Ne avremo 66 nuovi – dice – entro fine 2021».
Altri progetti sono stati presentati, alla call del ministero del 15 gennaio scorso. Il pacchetto comprende il quinto asse della Valpolcevera, che si aggiunge ai quattro precedenti, con 15 bus elettrici di nuova generazione e relativi sistemi di ricarica. Questo piano è stato presentato come partnership pubblico-privata (Ppp) da Iren Mercato. Il costo complessivo dell’opera è 19,3 milioni, di cui il 49% di quota pubblica (9,5 milioni) e il rimanente di quota privata. L’operatività è prevista per gennaio 2024. Altro progetto riguarda la realizzazione di uno skytram in Val Bisagno. Anche questo è stato presentato come Ppp, dal raggruppamento di imprese Itinera – AlstomFerroviaria – Meridiam. Prevede la progettazione e costruzione di una infrastruttura sopraelevata senza alcuna interferenza con la viabilità ordinaria, per una lunghezza di 6,5 chilometri con otto fermate da Genova Brignole a Molassana. Costo: 576,6 milioni di cui il 49% di quota pubblica (284 milioni) e il resto a carico dei privati. L’inizio dei lavori è previsto per settembre 2022 e la fine per ottobre 2026. Per questo progetto verrà richiesto un finanziamento anche a valere sul Recovery plan. Lo skytram sarà gestito da Amt.
Nella call è stato inserito poi il people mover per raggiungere dall’aeroporto il polo hi-tech degli Erzelli. Il costo del progetto, sempre con gestione di Amt, è di circa 249 milioni e il Comune punta a renderlo operativo entro gennaio 2026. Infine sono stati inseriti nella call l’estensione dell’esistente linea di metro nella Val Polcevera, da via Canepari a Rivarolo (costo 74 milioni) e la realizzazione della stazione di piazza Corvetto (63,4 milioni). La prima opera dovrebbe essere pronta a fine 2025, la seconda a ottobre dello stesso anno.

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