Le sfide

People of Shibuya sale del 18% e porta al Pitti tre nuovi progetti

Un flagship a Milano

di Silvia Pieraccini

2' di lettura

Al Pitti Uomo numero 100 il marchio People of Shibuya raddoppia lo stand e presenta tre nuovi progetti con l’obiettivo di ampliare l’offerta e spingere ancor più sull’acceleratore della crescita nel 2022. Si tratta di una collezione di jeans da uomo (15 pezzi) fatti con denim organico fornito da Candiani, disegnati da Piero Turk e prodotti dalla veneta Giada spa; di una capsule di 12 capi urban active tutti di colore nero disegnata dallo stilista italo-inglese Joe Amoruso; e di una collezione donna disegnata da uno staff stilistico esterno, la modenese Dresstail.

Il marchio fondato nel 2014 da Angelo Loffredo, Marco Locatelli e Luca Orsatti e partecipato da un fondo d’investimento asiatico, nato per il viaggiatore intercontinentale che ha bisogno di tessuti leggeri e performanti e di vestibilità comoda, è cresciuto anche durante il difficile 2020 segnato dalla pandemia, e crescerà quest’anno. Per due motivi, spiega Angelo Loffredo, direttore commerciale e art director Stile: innanzitutto per demerito dei concorrenti, perché «noi siamo stati vicini ai clienti (più di 600 multibrand per il 75% in Italia, ndr), abbiamo dialogato con loro, ascoltato gli sfoghi, interpretato i bisogni di prodotto che, nella confusione mentale in cui si trovavano, non erano in grado di focalizzare, e abbiamo acquistato una riconoscibilità di brand che prima non avevamo». Oggi lo spartiacque è fissato: il fatto di stare vicino al mercato - che ha “salvato” People of Shibuya durante la pandemia - «in futuro non sarà più una strategia ma la normalità».

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Il secondo motivo che ha spinto la crescita è la voglia di comodità che il Covid ha amplificato, e che è alla base stessa della nascita del brand, ormai allargatosi dall’outerwear alle felpe, polo, pantaloni light traspiranti e in microfibra. «Non mi sogno di dire che facciamo total look – spiega Loffredo - perché abbiamo quattro felpe tecniche, tre pantaloni e quattro polo, ma la crescita di tutto cioè che è “altro” rispetto alla giubbotteria ci avvicina all’apertura di un flagship store a Milano».

La società che possiede il marchio, Goodfellas srl, ha chiuso il 2020 con un fatturato di 10,5 milioni (+18%), per il 20% realizzato all’estero, e un margine operativo lordo del 26%; per quest’anno la previsione è di accrescere i ricavi del 12-13%. Le sfide sono lo sviluppo estero, ora presidiato da un manager, Manlio Massa, entrato anche nel board esecutivo, e l’e-commerce diretto che partirà con la stagione autunno-inverno 2022. «Finora eravamo contrari all’e-commerce e non abbiamo lavorato con alcuna piattaforma, ma la pandemia ci ha fatto capire che avevamo bisogno di un progetto nostro», conclude Loffredo.

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