Lavoro

Per i 100mila panificatori nuovo contratto con un aumento di 77 euro

Siglato l’accordo tra Confartigianato, Cna, Casa e Claai e Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil che riguarda oltre 30mila imprese. Numerose misure a sostegno della formazione e della genitorialità

di Cristina Casadei

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

Nel settore alimentare arriva un nuovo contratto per i 100mila panettieri dell’artigianato. Il contratto, scaduto alla fine del 2018, è stato rinnovato dopo una trattativa lunga e complessa, complice anche l’emergenza sanitaria. A siglarlo sono stati la Confartigianato, Cna, Casa e Claai per la parte datoriale e Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil per i rappresentanti dei lavoratori. Il nuovo contratto, che coprirà il periodo 2019-2022, interessa circa 30mila aziende e più di 100mila lavoratrici e lavoratori. L’accordo, secondo quanto spiegano in una nota i sindacati, prevede «un incremento economico del 4,7% pari a 77 euro a regime per il livello 3A per il settore alimentazione e di 74 euro per il livello A2 del settore panificazione, che saranno erogati a partire dal 1° novembre 2021. Ad integrale copertura del periodo di vacanza contrattuale, sarà inoltre corrisposto un importo forfettario ’una tantum’ di 140 euro per entrambi i settori».

Numerose le novità normative, tra cui il rilancio dell’Osservatorio di settore cui viene affidato anche il monitoraggio della contrattazione di secondo livello, degli accordi territoriali e di distretto. Inoltre aumentano le ore retribuite per la formazione continua che passano da 32 a 40, oltre alla possibilità di utilizzare le 150 ore riconosciute nell’ambito del diritto allo studio, anche per corsi di lingua italiana per i lavoratori stranieri. Sul versante del welfare, è stata prevista la possibilità per la madre lavoratrice e il padre mono-affidatario di richiedere il prolungamento del periodo di esenzione dal lavoro notturno per sei mesi, a partire dal terzo anno del figlio. Sempre a sostegno della genitorialità l’accordo prevede la facoltà di ottenere l’anticipo del Tfr nella misura del 30% nei periodi di astensione facoltativa dal lavoro per maternità o paternità, ma anche l’introduzione di forme di flessibilità nell’orario di entrata e uscita per i genitori con figli fino a tre anni di età e per coloro che sono impegnati nell’inserimento all’asilo.

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