ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa partita contro il Covid

Come fare il vaccino in vacanza? Governo e Regioni al lavoro, 15 milioni di italiani in attesa

Il commissario per l’emergenza sanitaria Figliuolo sta valutando di «utilizzare strutture presso centri montani o estivi». Si lavora per mettere i sistemi informativi delle regioni in comunicazione tra di loro

di Andrea Carli

Coronavirus, i vaccinati al 12 maggio 2021

5' di lettura

L’operazione sta prendendo forma. Mancano ancora alcuni tasselli, ma la linea appare tracciata. Le regioni incalzano il governo con un pressing a tutto campo. Ora non resta che trovare quel punto di equilibrio tra la necessità di andare avanti con i vaccini, in vista dell’obiettivo del 70-80% della popolazione immunizzata entro settembre, e quella, altrettanto rilevante dopo mesi di lockdown e misure restrittive, di andare in vacanza, per chi ne avrà la possibilità. Con il graduale rallentamento delle misure restrittive adottate in un anno abbondante di lotta contro il coronavirus, e nell’attesa che la settimana prossima la cabina di regia decida di allentare ulteriormente la stretta con un allungamento del coprifuoco, gli italiani cominciano a “sognare l’estate”. Ma è un sogno che dovrà fare inevitabilmente i conti con la realtà, e non solo in termini di risorse a disposizione. Il conto alla rovescia per trovare una soluzione è iniziato.

Per 15 milioni di italiani seconda dose tra luglio e agosto

Quest’anno infatti la pianificazione delle vacanze estive dovrà fare i conti con un’incognità in più. Eccola: occorrerà attendere di aver concluso il percorso di immunizzazione prima di partire, o sarà possibile muoversi prima, confidando nella possibilità di essere immunizzati direttamente sul luogo di villeggiatura? Una questione che interessa una nutrita platea di persone: secondo una stima di Sky Tg24 su dati del ministero della Salute la seconda dose - necessaria per 3 vaccini su 4 disponibili - potrebbe riguardare a luglio-agosto 15 milioni di persone. Con scadenze temporali molto spesso diverse all'interno della stessa famiglia. Insomma, sarebbero opportune certezze. All’inizio del mese il commissario per l’emergenza Covid-19 Figliuolo guardando all’estate aveva confidato che stava pensando a luoghi ad hoc dove poter vaccinare, ovvero di «utilizzare strutture presso centri montani o estivi, che potrebbero dare un appeal a quel tipo di utenti». Il dossier è dunque sul tavolo, e non da oggi. Si lavora per mettere i sistemi informativi delle regioni in comunicazione tra di loro.

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Il richiamo “va in vacanza”

Un problema, quello dei tempi del richiamo, che riguarda sia chi ha già effettuato la prima iniezione, sia chi effettuerà la prima vaccinazione nei prossimi giorni. Chi ad esempio viene vaccinato oggi con AstraZeneca (o Vaxzevria), dovrà effettuare il richiamo a distanza di 4-12 settimane. Nella peggiore delle ipotesi concluderebbe l’iter a ridosso di Ferragosto. Chi dovesse ottenere la prima dose di Pfizer-BioNTech a fine giugno, ad esempio mercoledì 30, dovrebbe attendere 42 giorni per il richiamo, quindi l’11 agosto. La scelta del governo di spostare la seconda dose del vaccino Usa 42 giorni dopo la prima, superando così il criterio dei 21 giorni, se da una parte consente di raggiungere con la prima dose un numero più elevato di persone, dall’altra allunga i tempi per la chiusura del percorso, con l’inevitabile conseguenza che l’appuntamento con la seconda puntura cadrà nel cuore delle vacanze estive. Allo stato attuale, alcune regioni (Sicilia, Puglia, Basilicata, Calabria, Lazio, Umbria, Piemonte ed Emilia-Romagna) stanno convergendo sui 35 giorni di attesa.

Vaccini in vacanza, vantaggi per tutti

Insomma, la possibilità di vaccinarsi in vacanza potrebbe essere una fattore determinante. Per le famiglie, che potrebbero organizzare le ferie in maniera più flessibile, senza dover rimandare la partenza al giorno dopo aver effettuato il richiamo. Per la campagna vaccinale, che così potrebbe mantenere il ritmo necessario a ottenere l’obiettivo di immunizzazione della popolazione previsto per fine settembre. E per il comparto del turismo, che potrebbe contare in tempi stretti su prenotazioni che altrimenti, nel caso in cui la situazione rimanesse incerta, rischierebbero di farsi attendere. C’è poi un altro elemento da prendere in considerazione: le persone potrebbero decidere di rimandare l’appuntamento con la vaccinazione al ritorno dalle ferie, con conseguenze non solo sulla tabella di marcia della campagna vaccinale, in termini di rallentamento, ma anche sui contagi, che potrebbero ripartire, peraltro nei luoghi di villeggiatura, dove non sempre i presidi ospedalieri sono in grado di fronteggiare eventuali focolai.

Lazio, vicino accordo su vacanzieri, immunità a agosto

Il Lazio anche in questo caso si porta avanti, e annuncia di essere vicino a un accordo sui vacanzieri. In un intervento a Radio24 l’assessore alla Sanità della regione Alessio D’Amato ha confidato che l'immunità di gregge potrebbe arrivare a metà agosto. «Dipende dalle forniture dei vaccini», ha sottolineato. Quanto alla possibilità di vaccinare chi va in vacanza in un'altra regione, «penso che ci sarà un accordo - ha detto -, è necessario per evitare una battuta d'arresto nel mese di agosto. Ne abbiamo parlato, il commissario Figliuolo è determinato, c'è un tema di sistemi informativi da mettere in comunicazione tra di loro, ma attraverso l'anagrafe vaccinale nazionale io credo che ci si arriverà in breve tempo».

Il pressing delle regioni

Le Regioni si sono mosse per sondare il governo sulla questione. I governatori chiedono all’esecutivo di mettere in campo un sistema che consenta agli italiani di fare il vaccino nel luogo prescelto per le vacanze. Il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga ha annunciato l’intenzione di promuovere «un confronto con il Commissario per l’emergenza Covid-19 Figliuolo» per verificare se a chi ha avuto la prima dose possa essere fatto il richiamo in vacanza. Insomma, lì dove si troverà in villeggiatura e non nel luogo di residenza. Il governatore del Friuli Venezia Giulia non si nasconde le notevoli difficoltà logistiche dell'operazione.

La Lombardia per ora non cambia schema

Nell’attesa che governo e regioni raggiungano un accordo, e che creino le condizioni per vaccinarsi nelle aree di villeggiatura, la Lombardia non cambia “schema di gioco”. «In linea di principio, al momento non autorizziamo la modifica della data di somministrazione della seconda dose», ha chiarito il direttore generale del Welfare della regione Giovanni Pavesi, intervenendo nel corso della Commissione Sanità del Consiglio Regionale, a proposito della possibilità di modificare la data della seconda dose di vaccino, soprattutto qualora la stessa capiti nei giorni in cui gran parte dei lombardi si trovino in vacanza. «È in corso un'interlocuzione già da ieri in conferenza Stato-Regioni per capire se si possa trasferire nella sede di vacanza della persona la seconda dose, ma in questo momento non siamo in grado, dal punto di vista della prenotazione e della disponibilità di vaccini, di dare una risposta positiva - ha aggiunto -. Abbiamo fatto una deroga pratica per la seconda dose degli insegnanti che fossero impegnati nelle attività di scrutini di esami con il contatto diretto al call center per chiedere spostamenti, ma in linea di principio la data della seconda dose è quella fissata». Raffaele Donini, assessore alla Salute della regione Emilia-Romagna e presidente della Commissione Salute della Conferenza delle regioni, ha messo in evidenza «la disponibilità di tutte le regioni a discuterne con il governo in un tavolo di lavoro e che prevede che si possa fare la seconda dose nel luogo in cui un italiano è in vacanza».

Zaia: seconda dose a turisti da noi? nessun problema

Ma la realizzazione del progetto non dipende solo dalla capacità del governo di trovare un’intesa con le diverse amministrazioni sul territorio. Sarà fondamentale la collaborazione tra le stesse regioni, come messo in evidenza dalla vicepresidente della Lombardia Letizia Moratti. Nei giorni scorsi l’ex ministra dell’Istruzione ha auspicato una condivisione con le altre regioni «per dare la stessa possibilità a chi dalla Lombardia si deve spostare». «Il Veneto è pronto a somministrare la seconda dose di vaccino ai turisti italiani che decidessero di trascorrere le vacanze estive nella regione, in un periodo nel quale hanno programmato il richiamo», ha sottolineato il presidente Luca Zaia. «Noi - ha aggiunto - siamo in grado di organizzare senza problemi un'eventuale seconda inoculazione». La partita sui vaccini in vacanza vede dunque la regioni dalla stessa parte. Una convergenza di interessi che per una volta potrebbe scongiurare strategie a macchia di leopardo nel braccio di ferro contro il Covid.

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