SUMMIT ONU SUL CLIMA

Per 65 Paesi e per la Ue obiettivo zero emissioni

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco

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3' di lettura

NEW YORK - Il grande show del climate change si è consumato. Sulla passerella dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha sfilato una sessantina tra capi di Stato e di Governo e business leader. Hanno avuto una manciata di minuti a testa per illustrare i loro “ambiziosi” piani contro il climate change. A preparare l’atmosfera, un docu-video di pochi minuti: immagini a impatto sui disastri causati dal surriscaldamento globale, colonna sonora e suadente voce narrante. A riportare tutti alla realtà, le durissime parole di una sedicenne di Greta Thunberg.

L’accusa di Greta
«Voi leader del mondo, siete venuti da noi ragazzi a chiedere speranza. Come osate! Io - ha detto la piccola attivista svedese - non dovrei essere qui, dovrei essere a scuola. Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia». E ancora: «Vi terremo d’occhio. E se sceglierete di fallire non vi perdoneremo mai». Vestito ciclamino, stagliata sullo sfondo azzurro del palco, voce rotta dalla rabbia, Greta ha aggiunto: «Il mondo si sta svegliando e il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no».
Ieri, Greta e altri 15 ragazzi tra gli 8 e i 17 anni hanno presentato una denuncia al Comitato Onu sui diritti dell’infanzia, contro Argentina, Brasile, Francia, Germania e Turchia: l’incapacità degli Stati di affrontare la crisi climatica, sostiene la denuncia, costituisce una violazione dei diritti dei minori.

Macron contro la Polonia
Difficile stare sul palco dopo una condanna così. Ci ha provato il presidente francese Emmanuel Macron: «Abbiamo bisogno che i giovani ci aiutino a cambiare le cose. Dobbiamo muoverci per azzerare le emissioni di carbonio». Macron ha poi criticato la Polonia, invitando i giovani attivisti a spostare le loro manifestazioni da Parigi a Varsavia, che non vuol rinunciare alle proprie centrali a carbone e frena i piani della Ue.

L’impegno della Germania e delle imprese
Prima di lui, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha ribadito gli impegni presi dalla Germania, anche con il piano di investimenti appena varato, e ha detto che Berlino raddoppierà gli stanziamenti per la tutela dell’ambiente nel mondo, portandoli a 4 miliardi di euro. La Germania, poi, donerà 1,5 miliardi di euro al Green Climate Fund, per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad affrontare i disastri causati dal climate change.
Un leader dopo l’altro ha preso la parola sul palco, promettendo di raggiungere traguardi più o meno ambiziosi, e ammettendo che non è comunque abbastanza. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha fatto quel che poteva perché quello di ieri fosse un summit di proposte concrete: «La natura - ha detto - sta lanciando il suo grido agghiacciante, se non cambiamo stile di vita, metteremo a rischio la vita stessa». La giornata del vertice sul clima si era aperta con l’annuncio della ratifica dell’Accordo di Parigi da parte della Russia.
A New York, 65 Paesi più la Ue, 102 città e 93 imprese si sono impegnati ad azzerare le emissioni di anidride carbonica entro il 2050, nella «Climate Ambition Alliance». E l’Italia ha aderito, assieme ad altri Paesi, «alla Carbon Neutrality Coalition», che ora conta 24 Stati (6 membri del G7), rappresenta il 15% delle emissioni globali di CO2 e quasi il 30% del Pil globale.

Trump spunta a sorpresa
A sorpresa, anche il presidente Usa Donald Trump è arrivato al vertice. Ha ascoltato l’intervento della Merkel e se ne è andato. Guterres aveva chiarito che sul palco sarebbero saliti solo i leader pronti a presentare proposte concrete. Trump, che ha deciso di portare gli Usa fuori dagli Accordi di Parigi, non è certo uno di loro. Velenoso il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi: tutti «dovrebbero onorare gli impegni presi con gli Accordi di Parigi», ma il ritiro di alcuni non pregiudicherà «l’obiettivo collettivo della comunità mondiale».
Si apre così la Climate Week a New York, centinaia di eventi e annunci arriveranno nei prossimi giorni. Quello che davvero resterà sono le immagini e i suoni della grande marcia dei giovani di venerdì scorso, e la condanna della piccola Greta ai grandi della Terra, che fanno tanta fatica a prendere le decisioni necessarie per fermare il cambiamento climatico: «Come osate!».

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