Pa e digitalizzazione

Per l'86% degli enti il Pnrr è opportunità, ma per il 41% uffici non pronti

I risultati dell'indagine svolta da The Innovation Group e Gruppo Maggioli su 224 tra comuni,regioni, province, scuole

di Simona Rossitto

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Pnrr è un'occasione per riformare la Pa, ma servono interventi ad hoc, visto che la pubblica amministrazione, per quasi la metà degli enti pubblici, è poco o per niente pronta a recepire le novità. Le opportunità e le criticità del Piano nazionale di ripresa e resilienza, visto con gli occhi degli enti pubblici emergono, dall'indagine curata da The Innovation Group e Gruppo Maggioli sul "Pnrr e l'innovazione digitale nella Pa" che sarà pubblicata il 18 ottobre in occasione del prossimo evento "Digital Italy Summit 2021" e che DigitEconomy. 24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e della Luiss Business School) può anticipare.

In particolare l'86% degli enti pubblici (comuni, province, regioni e scuole) promuove il piano nazionale di ripresa e resilienza e lo giudica un'occasione importante per promuovere nella Pa le riforme strutturali da tempo auspicate. Tuttavia, serviranno degli interventi specifici per favorire l'adozione del piano, visto che per il 41% degli intervistati la Pa è "poco/per niente" pronta a recepire il Pnrr. All'indagine hanno partecipato 224 enti, tra comuni, province, regioni e scuole, di tutte le dimensioni.

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Tra i benefici del Pnrr la semplificazione dei processi

Tra i benefici delle misure del Pnrr percepiti nel settore pubblico, gli intervistati individuano la possibilità di semplificare e sburocratizzare i processi (50% delle risposte); maggiori fondi a disposizione per l'innovazione digitale (45%) e promozione del ricambio generazionale (40%). Parlando di trasformazione digitale, lo stato dell'arte dell'agenda digitale, ossia dell'attuazione di obiettivi pregressi di digitalizzazione, è considerato sufficiente dagli enti intervistati. Il 44% dei partecipanti al sondaggio è "abbastanza" soddisfatto del progresso tecnologico raggiunto dalla propria organizzazione nell'ultimo anno, contro il 23% che è "molto/moltissimo" soddisfatto e il 32% "poco/per niente". Per il 51% le misure del Pnrr accelereranno "abbastanza" la trasformazione digitale della Pa, mentre per il 31% il cambiamento sarà più intenso.

Per superare le criticità per il 53% degli intervistati serve una Pa digitalmente preparata

Ma che cosa servirà per garantire una corretta attuazione del Pnrr e superare le criticità? Secondo il 53% dei rispondenti, sarà importante avere una Pa digitalmente preparata a programmare e a gestire progetti. Segue, come aspetto abilitante, il tema di un modello di governance che attribuisca precise responsabilità politiche e amministrative (51%) e la possibilità di dotarsi di una gestione integrata dei progetti e di un chiaro monitoraggio sull'andamento della spesa (entrambi aspetti indicati dal 47% del campione).Il piano dovrebbe inoltre essere migliorato, da più punti di vista, per portare risultati concreti e per evitare gli "errori del passato". I punti critici individuati nell'attuale approccio del Pnrr sono: governance, competenze e selezione del personale, resistenza al cambiamento, procurement, scarso sostegno alle logiche di partenariato pubblico-privato, mancanza di una più ampia riforma istituzionale e organizzativa, possibilità di incorrere in una dispersione di iniziative.

Solo per il 19% degli enti la digitalizzazione raggiunta è sufficiente per recepire il Pnrr

Anche per quanto riguarda il livello di digitalizzazione raggiunto, solo un 19% degli enti intervistati afferma che, allo stato attuale, è sufficiente per recepire bene i progetti previsti dal Pnrr: per il 49% l'adozione sarà rallentata da ostacoli che ancora permangono.«Un aspetto centrale del piano sarà il miglioramento del rapporto con i cittadini – ha dichiarato Roberto Masiero, presidente di The Innovation Group - soprattutto sul fronte della semplificazione dell'accesso ai servizi pubblici e di un migliore citizen journey. Alla trasformazione digitale, favorita fortemente dal piano, è oggi riconosciuto un ruolo centrale per ottenere benefici come l'ampliamento dei servizi digitali erogati; il lancio di servizi di cittadinanza digitale (app Io, pagoPa, Cie, Spid, la condivisione di informazioni tra Pa). Il problema sarà come adeguarsi alla nuova rapidità di attuazione delle misure imposta dal piano. Un ente su due afferma infatti di essere pronto ad accogliere i cambiamenti previsti sul fronte della trasformazione digitale, ma dichiara che si tratterà di un percorso di adozione lento».

L'indagine svolta in collaborazione con The Innovation Group, «rappresenta una conferma rispetto alle necessità di riforma della Pa, percepita anche dagli enti. Sappiamo - afferma Paolo Maggioli, amministratore delegato del Gruppo Maggioli - che le perplessità e le difficoltà organizzative del settore pubblico possono rallentare un processo già avviato, ma integrando competenze pubblico-private, sia in termini operativi che consulenziali, si può davvero cogliere le opportunità che il Piano ci presenta, accelerando e concretizzando l'evoluzione. La trasformazione digitale è inevitabile, non dobbiamo temerla ma guidarla e favorirla grazie allo slancio che il Pnrr può apportare».

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