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Per Alcantara sfida decarbonizzazione al 2050

Riaperto con rigide misure di sicurezza lo stabilimento di Nera Montoro che era stato chiuso durante il lockdown. Fatturato 2019 oltre i 200 milioni

Coronavirus, Alcantara riprende la produzione in sicurezza

Riaperto con rigide misure di sicurezza lo stabilimento di Nera Montoro che era stato chiuso durante il lockdown. Fatturato 2019 oltre i 200 milioni


2' di lettura

I dati ufficiali dell’ultimo esercizio registrano un fatturato di 203,6 milioni di euro e un Ebitda incrementata a 67,4 milioni di euro, pari al 33,6%. I numeri sono quelli di Alcantara, che dopo essere nata ed essersi sviluppata nell’ambito dei tessuti per il settore automotive ha via via allargato il proprio raggio d’azione a elettronica di consumo, interior design, moda e arte.

Nei prossimi anni l’azienda – che ha quartier generale a Milano e stabilimento produttivo e centro di ricerca e sviluppo a Nera Montoro (Terni), nel cuore dell'Umbria – sarà impegnata in un piano di decarbonizzazione al 2050. Questo prevede di ridurre al minimo la parte residua di emissioni da compensare. Si tratta quasi di una naturale evoluzione dopo la certificazione Carbon Neutral ottenuta dal TÜV SÜD nel 2009, grazie all’attuazione di un piano di misurazione, riduzione e compensazione delle emissioni di CO2 derivanti dall'attività produttiva.

Come ha ricordato il presidente e ad Andrea Boragno nella lettera agli stakeholder in occasione della presentazione del bilancio, «Alcantara è stata la prima azienda industriale italiana a raggiungere lo status di Carbon Neutrality e una tra le prime nel mondo». Ora il piano di decarbonizzazione «prevede di ridurre al minimo la parte residua di emissioni da compensare - ha sottolineato il manager – e l’azienda monitora anche la fase di produzione delle materie prime e richiede ai propri fornitori e partner il rispetto dei principi universali di tutela dei diritti umani, degli standard di lavoro, dell’ambiente e di lotta alla corruzione. Così come coinvolge i suoi principali portatori d’interesse nella promozione e diffusione della cultura della sostenibilità».

Dopo aver chiuso lo stabilimento (dove lavorano circa 500 persone) in seguito al lockdown, ora Alcantara ha ripreso l’attività nei giorni scorsi applicando un protocollo aziendale che prevede che, oltre ad essere dotati di mascherina, guanti e occhiali, periodicamente tutti i dipendenti vengano sottoposti a test rapidi per individuare se il soggetto sia contagiato o un asintomatico in grado di contagiare. Per i casi sospetti si prevede l’effettuazione del tampone. A questi controlli, oltre all’obbligo dei dispositivi di protezione individuale, si aggiunge l’aumento delle distanze di sicurezza, la sanificazione periodica degli spazi e la misurazione della temperatura del personale all'ingresso.

«Oggi la nostra responsabilità sociale d'impresa è volta a garantire la salute dei nostri lavoratori. Non è un problema di riapertura ma di continuità d'impresa» spiega Andrea Boragno. «Alcantara ha una storica tradizione di impegno di responsabilità sociale di impresa, sottolineata dall'impegno per il rispetto dell'ambiente e la compensazione delle emissioni per contrastare il cambiamento climatico».

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