Trimestrali

Per Amazon utili in forte calo, il titolo crolla oltre il 9%

Nel terzo trimestre Amazon ha visto crollare gli utili netti del 26% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sotto le aspettative. Anche le previsioni di vendita per la stagione hanno deluso gli analisti

di Riccardo Barlaam


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2' di lettura

NEW YORK - Amazon ha investito miliardi di dollari per espandere il suo programma di consegne gratuite in un giorno. Nel terzo trimestre ha visto crollare gli utili netti del 26% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sotto le aspettative. Anche le previsioni di vendita per la stagione hanno deluso gli analisti. Subito dopo la diffusione dei conti trimestrali nelle contrattazioni after-hours le azioni del colosso di Jeff Bezos hanno avuto un ribasso di oltre il 9%.

Per riuscire a diminuire da due giorni a un giorno il tempo di consegna delle sue merci Amazon ha assunto 100mila persone nel periodo e ha allargato il suo network di logistica, con più camion e aerei. Gli sforzi sono costati circa 1,5 miliardi, il doppio rispetto al previsto. Ma la società di e-commerce sostiene che la consegna in un giorno attirerà più clienti e spingerà a spendere di più. “E' un grande investimento – ha detto il ceo Jeff Bezos – ed è la decisione a lungo termine giusta da prendere per i nostri clienti”.

Nel trimestre che si è chiuso il 30 settembre Amazon dunque ha riportato utili netti per 2,1 miliardi, in deciso calo rispetto ai 2,9 miliardi dello stesso periodo di un anno fa. Gli utili per azione scendono a 4,23 dollari. Il 36% meno di quanto stimato dagli analisti nel panel di FactSet. Per gli utili si tratta del peggiore risultato da due anni a questa parte.
I ricavi sono andati meglio del previsto, con una crescita del 24%, a 70 miliardi di dollari: il terzo trimestre include i risultati record delle vendite nel giorno del “Prime Day”.

Continuano a crescere i fatturati nelle divisioni del cloud computing, e del servizio di video streaming (+36%). Fanno ancora meglio i ricavi della pubblicità e delle “altre categorie” saliti del 44%.

Amazon ha visto schizzare la sua forza lavoro, salita a fine settembre nel mondo a 750mila persone, con un incremento nel trimestre, come accennato, di circa 100mila persone: non solo i lavoratori nei magazzini di logistica, ma anche ingegneri e figure commerciali per i servizi cloud. Amazon è ormai il secondo più grande datore di lavoro privato degli Stati Uniti dopo WalMart.

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