post Elezioni

Per gli analisti l'esito urne è scontato, ora rebus durata impasse e spread

di Stefania Arcudi

(FOTOGRAMMA)

3' di lettura

Un parlamento senza una chiara maggioranza, in cui il Movimento 5 Stelle è il primo partito e la coalizione di centro-destra ha battuto quella di centro-sinistra, e la prospettiva di uno stallo politico prolungato. E' questo il verdetto uscito dalle urne all'indomani del voto in Italia. Quello a cui si va incontro ora, spiegano gli analisti interpellati da Radiocor, è un periodo più o meno lungo in cui le forze politiche dovranno sedersi al tavolo delle trattative e trovare una quadra per formare coalizioni in grado di governare. Tutto sommato è il quadro che gli investitori e i mercati avevano anticipato, motivo per cui la reazione è stata composta: l'azionario, dopo la frenata in avvio, ha riguadagnato quota (segui qui l'andamento dei listini), l'euro ha retto il colpo e dopo essere scivolato in avvio sotto gli 1,23 dollari è tornato sopra quella soglia e lo spread oscilla tra rialzi e cali.

«L'incertezza politica è ordinaria amministrazione in Italia, per cui ci attendiamo con molta probabilità una reazione pragmatica dei mercati obbligazionari europei», se non addirittura «ottimista», ha detto David Zahn, head of european Fixed Income di Franklin Templeton. Detto questo, le oscillazioni dello spread potranno continuare, che potrà «risalire in area 170-190 punti nel breve periodo per poi scendere», ha spiegato Monica Defend, head of strategy del Gruppo Amundi, spiegando che «non è bene guardare alla reazione di un giorno», ma che «bisogna restare con i piedi bene per terra». In generale, il risultato elettorale non ha messo in evidenza «un forte scollamento rispetto ai sondaggi, lo stallo parlamentare era atteso e di fatto una situazione di questo tipo era stata scontata dai mercati, nonostante la prima lettura di reazione», ha aggiunto Mario Spreafico, direttore degli investimenti di Banca Leonardo, sottolineando che «a fare paura potrebbe essere lo spauracchio di elezioni anticipate e una serie di promesse irrealizzabili, cosa che allungherebbe lo stallo».

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Si spiega così il fatto che «per ora la reazione dei mercati è negativa, ma composta. Il risultato elettorale dà luogo a uno scenario complicato ma, come successo in altri Paesi, alla fine si dovrebbe arrivare alla formazione di un governo, magari dopo un lungo e tortuoso periodo di contrattazione politica», ha detto a Filippo Di Naro, direttore investimenti di Anima, sottolineando che, per quando riguarda i mercati finanziari, ci si può aspettare «maggiore volatilità sull'azionario e impatti poco significativi su valute e tassi domestici». Anche se il risultato delle elezioni «appare confusionario, non sembrano aumentate le probabilità che l'Italia lasci l'Eurozona», ha sottolineato Adrian Hilton, responsabile tassi e valute di Columbia Threadneedle Investments.

Guardando avanti restano dei rischi, soprattutto legati al protrarsi di una situazione di instabilità e incertezza. «I mercati prezzavano le elezioni come un non evento, scommettendo sulla continuità, ma così non è stato, visto che c'è stato un voto di forte discontinuità, cosa che non è stata apprezzata», ha detto Monica Defend, head of strategy del Gruppo Amundi, sottolineando che bisogna comunque «guardare al contesto strutturale, caratterizzato da una crescita globale sincronizzata e da un recupero significativo». Ulteriore incertezza potrebbe venire da una coalizione che comprenda M5S e Lega, cosa che «probabilmente peggiorerebbe le relazioni con la Commissione europea, in particolare per quanto riguarda gli obiettivi di bilancio», ha detto Hilton. In ogni caso, i mercati sembrano disposti ad aspettare e non sono preoccupati da un periodo di incertezza, a patto che non si protragga a lungo: «L'Europa è abituata a governi instabili, si pensi alla Spagna e alla Germania, dove è servito tempo per arrivare ad accordi per formare un esecutivo. I governi che non fanno sono stati digeriti dai mercati, l'importante è che non si stia vari mesi in sospeso», ha detto ancora Spreafico.

Sarà invece importante capire quale sarà la strategia politica ed economica del prossimo governo: «Sarà cruciale capire come l'Italia si confronterà con l'Europa» e in questo senso conforta il fatto che il M5S abbia di recente mitigato la propria posizione euroscettica, ha aggiunto Monica Defend, spiegando che sarà importante vedere «le scelte in termini di politica fiscale, perché un conto sono le promesse elettorali e un altro la loro fattibilità». Questo per non annullare i passi avanti fatti dall'economia italiana. «L'Italia sta mostrando tre principali segnali di miglioramento: competitività, investimenti, e accesso delle imprese al mercato. Crediamo che il risultato elettorale non debba influenzare negativamente questo posizionamento economico», ha detto Andrea Brasili, senior economist di Amundi Asset Management, sottolineando che «le imprese italiane hanno iniziato a reinvestire in macchinari e attrezzature che stanno crescendo adesso in linea con la media dell'Eurozona e hanno iniziato ad intercettare capitale sul mercato molto più che in passato e questo è un chiaro segnale di cambiamento».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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