ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDopo il voto per il parlamento europeo

Per gli analisti ritorno alle urne improbabile in Italia

di Andrea Fontana

3' di lettura

L’esito delle elezioni europee sostanzialmente in linea con le attese, con la crescita delle forze euroscettiche che non si è tradotta in exploit, ha fatto respirare i mercati finanziari che, già sotto pressione a maggio per il braccio di ferro Usa-Cina, non auspicavano in Ue scenari di discontinuità ma gli operatori guardano alle conseguenze del voto soprattutto nei singoli Paesi dell’Unione con l’Italia sotto osservazione. «Non c'è stata una vera e propria sorpresa in nessuno dei Paesi Ue sotto la lente e quindi a livello complessivo i mercati tirano un
sospiro di sollievo - commenta Vincenzo Longo, market strategist di IG -ma poi va guardata con attenzione la situazione dei singoli Paesi con elementi interessanti: in Italia la vittoria della Lega con i possibili riflessi sulla maggioranza di Governo, in Francia il sorpasso della Le Pen su Macron, la Grecia che andrà al voto. Un altro fattore inusuale di oggi sarà il fatto che i mercati saranno orfani di Londra e Wall Street, entrambe chiuse, per cui sarà particolare vederne la reazione».

Rischio stallo su Commissione Ue: freno a fiducia
Secondo gli analisti di Deutsche Bank, l’incapacità dei partiti principali a livello europeo (Ppe e sociademocratici) di raggiungere i numeri necessari per avere insieme la maggioranza del Parlamento potrebbe portare a tempi lunghi e a molti compromessi politici per formare la nuova Commissione e questo «si rifletterebbe in modo negativo sulla capacità prospettica dell'Ue di dare vita a politiche costruttive e decisioni congiunte e potrebbe quindi incidere sulla fiducia del mercato così come sulla fiducia nella moneta unica». Secondo Morgan Stanley, l’esito del voto a livello europeo ha portato a una maggiore frammentazione politica che potrebbe significare maggiori difficoltà nel raggiungere un punto di equilibrio sulle scelte tra i partiti principali in Ue anche se questi hanno saputo mantenere una buona maggioranza a fronte dell’incremento dei seggi dei partiti di alternativa: il focus dei mercati, secondo gli analisti, verrà posto sulle implicazioni politiche nazionali ma anche sulla distribuzione degli incarichi nell’Ue.

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Focus dei mercati torna su braccio di ferro Usa-Cina
A livello europeo, se il rischio politico legato al voto Ue sembra superato senza strappi e anzi con una reazione positiva all’affermazione contenuta dei movimenti euroscettici, le piazze finanziarie torneranno ad avere al centro il tema Usa-Cina: «Nonostante le ultime aperture, c’è scetticismo su un accordo in tempi brevi e questa incertezza è destinata a farsi sentire ancora per un po’ di tempo – osserva Luca Tobagi, Investiment Strategist di Invesco – A fine aprile ci si aspettava che tutta una serie di questione arrivasse a soluzione: una tregua Usa-Cina sulla guerra commerciale da una parte e una Brexit morbida dall’altra. Questo non è avvenuto e se sulla Brexit è ancora tutto aperto, sul negoziato Usa-Cina c’è stato un deterioramento della dialettica e delle relazioni che ha pesato».

Elezioni improbabili in Italia, ma monitorare nuovi equilibri Lega-M5S
Per quanto riguarda l’Italia, Morgan Stanley, il risultato delle urne non comporterà immediatamente un cambiamento dello scenario politico anche se l’incertezza è in aumento. Anche secondo Barclays è da ritenersi improbabile un ritorno al voto in Italia con nuove elezioni politiche perché la Lega (diventata primo partito con il 34% a fronte del crollo al 17% del Movimento 5 Stelle, suo alleato) non avrebbe interesse a rischiare una nuova tornata elettorale e allo stesso tempo il Presidente della Repubblica non sembra intenzionato a favorire una situazione di instabilità a pochi mesi dalla Legge di Bilancio 2020. Allo stesso tempo, secondo gli esperti dell’istituto britannico, la permanenza del Movimento 5 Stelle nella maggioranza di governo, pur con una posizione di debolezza rispetto al partner, potrebbe costituire un freno al sentiment dei mercati che guardano con favore le politiche fiscali pro-crescita sostenute dalla Lega. Questo quadro potrebbe far riemergere tensioni con le istituzioni Ue in vista della approvazione della Legge di Bilancio. I nuovi equilibri nella maggioranza, secondo Equita Sim, «potrebbero tradursi in un`agenda di governo più spostata sui temi più rilevanti per la Lega (opere infrastrutturali, autonomie, sicurezza, confronto aspro con l`Ue sulla politica di bilancio). Difficile dire al momento se la nuova agenda sarà accettabile per il M5S e quindi compatibile con gli equilibri di governo o se porterà a nuove elezioni. Si mantiene quindi alta l`incertezza politica, in un contesto economico che rimane fragile».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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