mercato dell’antico

Per gli antiquari un 2020 con fatturati sotto pressione e pochi aiuti

Parla Alessandra Di Castro presidente dell’Associazione Antiquari d'Italia: grandissima preoccupazione sul primo trimestre 2021, la chiusura dei negozi nei centri storici ha portato al crollo del commercio con fatturati delle gallerie in molti casi ridotti di oltre il 50%

di Marilena Pirrelli

default onloading pic

3' di lettura

Alessandra Di Castro il suo primo anno da presidente dell'Associazione Antiquari d'Italia (Aai) lo ha trascorso al telefono e sul web. Chi lo avrebbe detto? Effetti della pandemia... «Dopo il buon successo di Modenantiquaria a febbraio e la settimana a marzo di Tefaf a Maastricht siamo finiti in lockdown. Abbiamo chiuso e il settore è entrato in crisi: l'antiquariato è un mondo che vive di tempi lunghi, di riflessioni e trattative che durano anche anni, gli scambi nascono da incontri e rapporti costanti con i clienti».

Che effetto ha avuto la pandemia sui conti degli antiquari?
Le chiusure dei negozi nei centri storici, luogo d'eccellenza per la nostra attività, ha portato al crollo del commercio al dettaglio. È difficile quantificare la caduta del fatturato dei colleghi, anche perché va considerata l'onda lunga del buon primo trimestre 2020, mentre c'è una grandissima preoccupazione sul primo trimestre 2021. Certo sono preoccupata per il futuro e la tenuta del settore e del suo indotto: i centri storici qualificati dalla presenza degli antiquari e artigiani vanno tutelati.

Loading...

Avete avuto aiuti?
I ristori hanno raggiunto marginalmente il nostro settore. L'Associazione li ha chiesti per tutta la categoria, poiché il fatturato delle gallerie in molti casi si è ridotto di oltre il 50%. Solo una minima parte è stata sostenuta.

Quale la reazione al primo lockdown?
Gli antiquari si sono aperti al digitale, soprattutto i colleghi più giovani. Ma riposizionare l'oggetto e l'opera antica sul web è difficile. Nessuna realtà aumentata, pur entrando nella grana dei materiali, può sostituire il contatto diretto e l'empatia con l'opera: l'immagine bidimensionale è senza anima. Molti colleghi più veloci hanno fatto mostre con nuovi cataloghi o esposizioni monografiche online.

I collezionisti si sono fatti vivi?L'interesse per l'arte antica è ancora fortissimo, rimane un'ottima forma d'investimento a lungo termine non solo economico, perché appaga il gusto e arricchisce la cultura personale: è ossigeno per la mente.

Sono cambiate le richieste dei clienti?
Cambiano le mode e i mobili sono tornati in auge a livello internazionale purché li si viva in casa come emergenze artistiche. Infatti, resta sempre l'interesse per l'oggetto unico dove c'è l'invenzione, uno spirito creativo, dall'arredo al disegno, dalla scultura alla pittura, dal design agli oggetti straordinari e rari. Non si arreda più la casa come una period room. Ci sono interi settori delle arti decorative e figurative che non hanno subito contraccolpi grazie alla loro rarità e provenienza e all'acquisto sicuro da un antiquario affidabile. Naturalmente vi è anche una massa di oggetti di decorazione che hanno avuto una flessione indiscutibile perché i collezionisti sono sempre più selettivi e chiedono stato di conservazione e descrizioni centrate.

Come avete comunicato con i collezionisti durante la chiusura?
Sulle piattaforme digitali e l'Associazione antiquari ha rivoluzionato il suo sito, ora ad altissima risoluzione, e poi ci siamo concentrati sui social dove ci seguono nuovi collezionisti. Personalmente ho sperimentato tante forme online, dalle piattaforme delle fiere a Instagram e ho fatto vendite incontrando collezionisti che non sono mai entrati in galleria: la fiera permette di superare le barriere psicologiche del negozio classico e il digitale in questo senso è di grande aiuto.

Quali fiere avete fatto?
Alcuni hanno partecipato a inizio novembre a Tefaf Online New York , dove dall'archeologia al contemporaneo si poteva esporre un solo oggetto per galleria: una bella sfida chiusa con successo. E a fine novembre siamo stati al London Art Week . Su queste piattaforme abbiamo imparato ad essere snelli e veloci, i colleghi più innovativi hanno declinato l'oggetto in filmati, foto e documentazione accessoria. Tuttavia per comprare un bene d'antiquariato lo si deve vedere: la foto rappresenta solo il primo indizio.

Dal 1° dicembre sono presenti sul Sue (Sistema informativo degli Uffici Esportazione) i modelli per esportare i beni sotto la soglia di 13.500 euro, cosa cambia?
Consentirà una più semplice proposta delle opere e aiuterà gli operatori in ulteriori lockdown. Il dialogo con il ministero è buono e il ministro ha mantenuto la promessa sulla circolazione, nella speranza che questo sia solo il primo passo verso le semplificazioni. La soglia esiste in moltissimi paesi europei, ma per allinearci ai mercati internazionali c'è ancora strada da fare.

Cosa prevede per i prossimi mesi?
Uno slittamento del calendario degli appuntamenti, molti colleghi si stanno preparando alla riapertura del mercato, tenendo da parte gli oggetti più rilevanti. Questo è un periodo di ricerca di opere e oggetti per le prossime fiere, quelle reali.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti