ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùipotesi primo dividendo

Per Banco Bpm profitti a quasi 600 milioni, sopra le stime

Crescita del 68% rispetto al 30 giugno 2018. Crediti deteriorati netti pari a 6,2 miliardi con una contrazione di 537 milioni rispetto a fine 2018 (-8%)

di Carlo Festa

Giuseppe Castagna, ad di Banco Bpm

2' di lettura

Le cessioni e il miglioramento dell'attività “core” spingono la redditività delBanco Bpm nel primo semestre, che si chiude con un utile netto di 593 milioni di euro che evidenzia una crescita del 68% rispetto al 30 giugno 2018, sopra le stime degli analisti. «Finalmente possiamo dedicare la nostra attenzione e il nostro focus sull'azione commerciale» indica il ceo di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, sottolineando come per la banca sia venuto il momento di beneficiare dalla importante azione di derisking condotta in questi anni, che ha permesso di «normalizzare il costo del rischio», sceso nel primo semestre a 65 punti base rispetto ai 184 (116 'normalizzati') registrati nel 2018.

I riflettori sono puntati sul secondo trimestre, che si chiude con un utile netto di periodo pari a 442,6 milioni, rispetto al risultato netto di 150,5 milioni realizzato nel primo trimestre (al di sopra del consensus che si fermava a 410 milioni), più che triplicato rispetto ai 129,3 milioni dello stesso periodo del 2018. L'utile per azione adjusted' dell'esercizio, al netto cioè delle componenti reddituali non ricorrenti, è atteso superare i trenta centesimi di euro. «Quest'anno penso che potremo ricominciare a pensare alla distribuzione dei dividendi», indica Castagna.

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Ad influire sono stati gli utili da cessione di partecipazioni e investimenti per 336,8 milioni che includono le plusvalenze lorde conseguite per effetto della riorganizzazione del comparto del credito al consumo (189,5 milioni) e della realizzazione della partnership con Credito Fondiario nella gestione delle attività di recupero dei crediti deteriorati (€ 142,7 milioni). Nel primo semestre 2018 erano presenti utili per 178,6 milioni derivanti quasi interamente dalle cessioni di quote partecipative effettuate nell'ambito della riorganizzazione del comparto del bancassurance.

Il margine di interesse si attesta in calo a 1,02 miliardi di euro e si confronta con il dato di 1,18 miliardi del corrispondente periodo del precedente esercizio. Le commissioni nette ammontano a 888,2 milioni, con una contrazione del 5%.

Il costo del credito, misurato dal rapporto tra le rettifiche nette di valore su crediti e gli impieghi netti, risulta pari a 65 b.p. in diminuzione rispetto al dato dello scorso esercizio pari a 184 b.p. Per quanto riguarda la qualità del credito, gli stock di crediti deteriorati netti sono pari a 6,2 miliardi con una contrazione di 537 milioni rispetto a fine 2018 (-8%).

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