Bandi MiC

Per i Borghi storici un miliardo di euro dal PNRR Cultura

Pubblicato dal MiC punta a ripopolare antich luoghi: due le linee d’investimento. La A è un sperimento sociale, la B un'alleanza con il privato, senza però chiarire con quali investimenti digitali. Entro giugno 2025 si conosceranno i 1.300 interventi di siti culturali o turistici e le 1.800 imprese sostenute

di Giuseppe Cosenza

6' di lettura

Il 20 dicembre scorso il Ministero della Cultura ha dato finalmente avvio alla fase attuativa del PNRR Cultura che prevede nove linee di intervento (macrovoci di investimento) e una riforma per un totale di risorse da investire, entro il 2026, di 4,28 miliardi di euro, pari all'1,82% delle risorse totali del PNRR di 235,12 miliardi di euro (compresi fondi europei e nazionali).
Dopo un lungo lavoro preparatorio, è stato pubblicato l'avviso dell'intervento 2.1 Attrattività dei borghi, un investimento di 1,020 miliardi, pari al 24% del totale del PNRR Cultura, che ne fa l'investimento più importante di tutto il comparto. Come già scritto in precedenza da Arteconomy24, l'intervento sarà gestito dal Servizio V del Segretariato Generale, la struttura sotto la direzione di Salvatore Nastasi che si avvale del supporto di Cassa Depositi e Prestiti, il colosso finanziario pubblico, per la trasmissione e gestione, via informatica, delle domande da parte dei comuni per la linea B dell'intervento in questione.
Il piano di rilancio dei borghi si suddivide in due parti, denominate in freddo burocratese, linea A e linea B. La differenza tra le due sottomisure è sostanziale sia per l'ammontare delle risorse assegnate, sia per la modalità di selezione dei progetti di valorizzazione dei borghi. Alle risorse assegnate si aggiungono ulteriori 20 milioni del bando il Turismo delle radici, gestito dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

La linea A dedicata a progetti pilota

Alla linea A sono assegnati 420 milioni di euro suddivisi tra 21 progetti pilota, uno per ciascuna regione o provincia autonoma per una media di 20 milioni di euro per borgo. Come dichiarato da Angelantonio Orlando, il responsabile dell’Unità di Missione per l’attuazione del PNRR del MiC, “I borghi prescelti dalle regioni, in accordo con i comuni, dovranno essere soggetti al fenomeno dello spopolamento e una componente residenziale ben identificata di massimo 300 unità abitative. In questo caso non è previsto un numero di residenti preciso”. Dunque, la linea A del bando Borghi si prefigura come un esperimento sociale e, secondo quanto previsto nelle linee di indirizzo dettate dal MiC, è previsto che “I progetti dovranno includere l'insediamento di nuove funzioni, infrastrutture e servizi nel campo della cultura, del turismo, del sociale o della ricerca, come scuole o accademia di arti e dei mestieri della cultura, alberghi diffusi, residenze d'artista, centri di ricerca e campus universitari, residenze sanitarie assistenziali (RSA) dove sviluppare anche programmi a matrice culturale, residenze per famiglie con lavoratori in smart working e nomadi digitali”. I comuni possono partecipare anche come capofila di un gruppo formato da altri soggetti pubblici e privati. Per questa linea di azione gli enti dovranno presentare la propria proposta al MiC entro il 15 marzo 2022, d'intesa con il comune interessato. Alla presentazione delle candidature seguirà una fase negoziale condotta da un Comitato tecnico istituito dal MiC che si concluderà entro maggio 2022 con l'ammissione a finanziamento delle 21 proposte. Per la linea A oltre quanto scritto nelle linee di indirizzo del MiC si rimanda alle regioni e alle province autonome, con la mediazione dell'ANCI, l'individuazione del comune e del progetto pilota. Alcune regioni si stanno già muovendo come, ad esempio, la regione Lombardia che ha fissato come scadenza di ricezione delle istanze da parte dei comuni il 24 gennaio alle ore 15.00, mentre la regione Puglia ha allungato i termini fino al 31 gennaio. Nella selezione, probabilmente, si daranno precedenza a progetti ad elevato livello di cantierabilità e già dotati di progettazione esecutiva o definitiva.
Il pericolo è che gli enti interessati non diano la giusta trasparenza nella selezione dei comuni e che dati i tempi stretti non si arrivi a una selezione di progetti veramente meritevoli di ricevere l'ambito sostegno di 20 milioni di euro. È sicuro che il borgo prescelto riceverà un aiuto senza precedenti con buona pace di tutti gli altri progetti scartati.

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Scorcio di un borgo storico

Linea B per i progetti di rigenerazione culturale e sociale

La linea B come definita dal MiC è l'intervento che prevede meno risorse per singolo comune rispetto alla linea A. Difatti, i 580 milioni di euro si suddividono in un intervento B1 dove si prevedono risorse per 380 milioni di euro da ripartire tra 229 borghi, pari a 1,60 milioni di euro per ogni comune (l'importo aumenta del 30% per ciascun borgo se si presentano in forma aggregata, in un massimo di tre) e, successivamente, ulteriori 200 milioni di euro da investire in imprese non profit e profit di natura commerciale, artigianale, culturale già localizzate nei borghi prescelti o che vogliano aprire una sede. La linea B è il classico avviso pubblico che, come scritto nell'atto, è destinato a “Piccoli comuni singoli o aggregati con popolazione residente fino a 5.000 abitanti nei quali sia presente un borgo storico chiaramente identificabile e riconoscibile (o, nel caso di comuni dimensionalmente molto piccoli, si configurino essi stessi come un borgo storico). Le aggregazioni di comuni possono riguardare comuni limitrofi o comuni ricadenti nella medesima regione che condividono I medesimi temi. Nel caso di aggregazioni di più comuni fino ad un massimo di tre, in ogni comune dovrà essere presente un borgo storico. Nel caso di comuni in forma aggregata la candidatura deve essere presentata dal comune che assume il ruolo di proponente e capofila”. Il termine ultimo per la presentazione della domanda è il 15 marzo 2022 entro le ore 13.59.

La ripartizione delle risorse per Regione

LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE
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Secondo quanto previsto dal PNRR (vale come regola generale) al Nord Italia è assegnato il 60% delle risorse totali della linea B1 pari a 228 milioni di euro, mentre alle regioni del Mezzogiorno è assegnato il restante 40% pari a 152 milioni di euro. Da questa prima ripartizione si passa a una ripartizione di risorse su base territoriale, secondo l'Accordo di Partenariato 2021-2027. Ad esempio, all'Abruzzo sono assegnate 3,46 milioni di euro, al Molise 2,4 milioni di euro, delle cifre inferiori alla provincia autonoma di Trento a cui sono assegnate 3,55 milioni di euro. La regione che ha una maggiore assegnazione è la Sicilia con 41,10 milioni di euro, mentre il fanalino di coda è la Valle d'Aosta con 1,81 milioni di euro. (inserire tabella risorse)

I contenuti dei progetti di rigenerazione

I progetti di valorizzazione che si possono presentare devono avere l'ambizione di cambiare il volto del borgo prescelto. Non sono meri progetti di ristrutturazione, ma devono avere un'anima di rigenerazione del tessuto culturale, sociale, economico del territorio oggetto dell'investimento. Si possono presentare, dunque, progetti di realizzazione di: a) servizi e infrastrutture culturali, o il potenziamento di questi; b) iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale; c) iniziative per l'incremento della partecipazione culturale e per l'educazione al patrimonio delle comunità locali; d) attività per il miglioramento e la razionalizzazione della gestione di beni, servizi e iniziative; e) infrastrutture per la fruizione culturale-turistica; f) iniziative per l'incremento dell'attrattività residenziale e contrastare l'esodo demografico; g) azioni di supporto alla comunicazione e diffusione delle informazioni sull'offerta del territorio (borgo); h) azioni di cooperazione interterritoriale. La tipologia di interventi finanziabili si conclude con la voce i) altro, a cui il MiC non sa dare un'esplicitazione come per le voci precedenti.
Per ogni linea di azione il bando contiene un lungo elenco di possibili progetti, si va dagli interventi materiali e immateriali per la creazione di itinerari culturali e/o naturalistici, fino alla costruzione di collaborazioni e partnership pubblico-privato per la gestione di beni e servizi e per l'erogazione di attività e servizi. Finalmente al privato è data la giusta dignità di partecipazione alle scelte di investimento alla cura del patrimonio culturale e non come avviene per il tanto sbandierato Fondo Cultura, dove il ruolo del privato è del tutto marginale. Difatti, nel comma 11 dell'art. 4 dell'avviso si prevede che il progetto locale di rigenerazione culturale e sociale possa essere attuato anche da “soggetti privati, selezionati in conformità della normativa vigente, attraverso accordi di cooperazione in partenariato speciale pubblico-privato”.

Spese ammissibili

Nell'articolo 10 dell'avviso sono elencate le spese ammesse, confuse tra investimenti e costi di gestione. Non vi è un'esplicita menzione di investimenti in beni immateriali a utilità pluriennale, quali software, brevetti e infrastrutture digitali immateriali.

Criteri di valutazione dei progetti

I progetti sono valutati con un punteggio da 0 a 100, con una soglia minima di 60 per entrare in una graduatoria di ordine decrescente, stabilita dalla commissione istituita dal MiC e sono finanziati fino ad esaurimento dei fondi. Alla strategia di rigenerazione culturale e sociale si è dato un punteggio massimo di 50, seguono le caratteristiche del contesto con un punteggio di 25, il ruolo del privato, della comunità e di altri stakeholder è valutato con un punteggio di massimo 15, mentre la tempistica e la cantierabilità sono valutati con un punteggio di 10. Nella valutazione dei progetti si è tenuto conto del ruolo del privato, della sostenibilità gestionale e della realizzabilità nei tempi stretti previsti dal PNRR. Gli allegati all'avviso contengono le macrovoci del Progetto di rigenerazione e le singole schede in cui è suddiviso l'intero piano. Si passa quindi dalle parole ai fatti e da qui a giugno 2025 si capirà quali sono i 1.300 interventi di siti culturali o turistici conclusi e quali saranno le 1.800 imprese sostenute, secondo i target da riportare all'Unione Europea per ricevere i contributi del PNRR.

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