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Per il Brescia di Cellino in lizza due fondi e una holding europea

Sulla vendita al lavoro gli advisor di Pirola, in campo anche imprenditori locali

di Carlo Festa

(ANSA)

2' di lettura

Entra nel vivo la cessione del Brescia Calcio da parte dell’azionista Massimo Cellino, dopo la riammissione in serie B delle Rondinelle e la bocciatura, da parte del Consiglio di stato, del ricorso della Reggina.

La sicurezza della permanenza nella serie cadetta ha riacceso gli interessi degli investitori dopo che, ad inizio estate, lo stesso Cellino ha affidato un mandato per cedere il club ai consulenti di Pirola Corporate Finance e agli avvocati dello studio Pirola.

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Gli «information memorandum» erano già arrivati ad alcuni investitori nello scorso mese di luglio e la platea dei potenziali interessati è stata sfoltita dai consulenti: in lizza per rilevare il Brescia Calcio, secondo le indiscrezioni, ora ci sarebbero così una holding europea già presente nel calcio e due fondi di private equity internazionali attivi nel settore dell’intrattenimento.

A questo punto, secondo i rumors, si attendono i dati economici aggiornati al 30 giugno, per iniziare una fase di «due diligence» sulla situazione economica e patrimoniale del club, oltre che sugli asset di proprietà.

Pronte a scendere in campo, sempre secondo i rumors, ci sarebbero anche cordate di imprenditori della zona del bresciano, che tuttavia avrebbero qualche difficoltà a formarsi. Già ad inizio anno, prima che il presidente Cellino affidasse mandati ufficiali ai consulenti per la cessione del club, erano emerse indiscrezioni su possibili interessati alla squadra tra imprenditori locali, ma si era fatta avanti soprattutto la candidatura del gruppo olandese Azerion, società attiva in diversi settori fra i quali l’intrattenimento, entrata anche nel mondo del calcio acquisendo una quota del 20% del Fortuna Sittard, club calcistico femminile olandese.

Da allora è però cambiato totalmente lo scenario: il Brescia e Cellino hanno attraversato diverse disavventure, ma alla fine il club è risorto, dopo una possibile retrocessione in Serie C e il ripescaggio in Serie B. Ora, con una situazione più stabile, si guarda a un cambio di proprietà. Secondo alcune stime apparse nei mesi scorsi, le Rondinelle potrebbero valere tra i 20 e i 25 milioni di euro.

Massimo Cellino, in passato già presidente del Cagliari ed ex proprietario del club inglese Leeds United, possiede il 100% del Brescia Calcio tramite Brescia Holding. Il bilancio delle Rondinelle in questi anni si è mantenuto, abbastanza costantemente, in leggero attivo. Solo il 2022 è finito con una leggera perdita.

Il Brescia Calcio ha archiviato la stagione 2021-2022 con ricavi per circa 30 milioni di euro, dei quali 12,4 milioni di euro dalla cessione di giocatori: in cima quella di Sandro Tonali al Milan, grazie alla quale il club ha beneficiato di un ulteriore 10% dopo la vendita del giocatore al Newcastle.

Ci sono poi 4,6 milioni generati da incentivi, per continuare con 3,4 milioni ottenuti dai diritti televisivi, 2,3 milioni dagli sponsor, 1,9 milioni dalle partite interne allo stadio Rigamonti e, infine, altri 2,5 milioni da attività varie, fra cui in particolare la pubblicità. Uno dei punti di forza, in una possibile cessione del Brescia, resta anche la rosa dei giocatori, la più giovane della Serie B, valutata in bilancio 2,2 milioni, rispetto a una stima di mercato di 15 milioni.

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