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Per i Bronzi di Riace, a 50 anni dalla scoperta, 45mila visitatori nel solo mese di agosto

di Donata Marrazzo

2' di lettura

La festa continua. Durante l’estate gli effetti delle celebrazioni dei 50 anni dei Bronzi di Riace sul territorio di Reggio Calabria e la città metropolitana sono stati tangibili. Statua A e Statua B, come li hanno chiamati i tecnici del lungo restauro, il giovane e il vecchio, Polinice ed Eteocle o Tideo e Anfiarao, secondo l’interpretazione degli studiosi che hanno provato a definirne l’identità, hanno fatto registrare un boom di visitatori a beneficio di strutture ricettive e commerciali di gran parte dell’area dello Stretto.

Le statue, custodite nel museo archeologico di Reggio Calabria, rappresentano la più grande – e discussa, anche controversa – scoperta archeologica del ‘900 e saranno protagoniste, insieme alle altre preziose testimonianze che compongono il ricco patrimonio della città metropolitana di Reggio Calabria, della prossima Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum ( dal 27 al 30 ottobre, veda l’articolo affianco).

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Tutta la Calabria della Magna Grecia è veicolo di attrattività e i Bronzi di Riace ne sono una formidabile testimonianza, come dimostrano le 45.000 presenze al museo solo nel mese di agosto. Visitatori – molti stranieri - che hanno goduto anche di un calendario fitto di eventi diffusi su tutto il territorio metropolitano, dal parco archeologico Taureani di Palmi alla Villa romana del Naniglio a Gioiosa, da Bova marina all’antica Kaulon, fino al parco archeologico di Locri e a Reggio Calabria, «con un boom di presenze, oltre le 400mila persone», come riferisce il delegato alla cultura della Città metropolitana Filippo Quartuccio. I numeri danno soddisfazione al sindaco facente funzioni Carmelo Versace pronto a investire due milioni per proseguire le celebrazioni fino al 2023. Il risultato è corroborante anche per il direttore del museo di Reggio Calabria Carmelo Malacrino che ha fatto dell’istituzione «un museo di comunità, vissuto e dinamico, connesso ad altri musei del territorio».

I due Bronzi, insieme agli standard internazionali raggiunti dal MaRc, hanno attirato ospiti illustri e addetti ai lavori, come Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, e Mario Micheli, professore di Tecnica del restauro a Roma: fu lui a dirigere, dal 1991 al ’93, gli interventi sulle statue.

Il reggino Franco Timpano, docente di Economia all’università Cattolica di Piacenza, ed esperto di marketing territoriale, guarda commosso al successo riscosso dai Bronzi e dal museo di Reggio Calabria. Ma sottolinea che «serve ancora molto per costruire un vero modello di sviluppo. Non solo strategie di marketing, ma un grande lavoro che investa le scuole, l’università, la società, affinché si rafforzi il legame tra patrimonio culturale e territorio. E serve soprattutto un progetto-Paese che punti su Reggio , eliminando il gap delle infrastrutture ».

Molto di più della brandizzazione di prodotti tipici, menù, vetrine: «Ma un grosso investimento – conclude Timpano – che interessi, per cominciare, le nuove generazioni».

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