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Per Bulgari business raddoppiato sul web Bene le fiere diffuse

di Paco Guarnaccia

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3' di lettura

Reduce dai Geneva Watch Days di cui è stato il principale promotore, Jean-Christophe Babin, ceo di Bulgari, fa un bilancio positivo di quella fiera diffusa in varie location tra hotel, negozi e temporary con 17 brand, che per tre giorni ha animato la città di Ginevra durante l’ultima settimana di agosto: «Abbiamo osato e si è rivelato un grande successo. Siamo riusciti a incontrare tutti, chi fisicamente, chi digitalmente. Abbiamo deciso di consegnare immediatamente i prodotti presentati privilegiando i nostri partner del wholesale dando loro due mesi di esclusività: un segnale per dimostrare quanto sia forte la partnership tra di noi».

Il più importante dei lanci è stato il ritorno di Aluminium (orologio introdotto per la prima volta sul mercato alla fine degli anni ’90) nella versione solo tempo con datario o in quella con cronografo, con cassa in alluminio, lunetta e cinturino in caucciù: «È stato accolto molto bene e ha superato l’obiettivo che ci eravamo posti di sell in, ma soprattutto di sell out che è quello che più ci interessa. Sono state ottime anche le performance di Octo che, insieme ad Aluminium, ha confermato come questi due modelli sono destinati a essere i pilastri della nostra offerta maschile». Di Octo, peraltro, sempre a Ginevra è stato presentata la versione Finissimo Tourbillon Chronograph Skeleton Automatic: il sesto record consecutivo in sei anni, questa volta con il titolo di cronografo e tourbillon più sottile al mondo. Tra le altre cose decise da Bulgari in questo 2020 condizionato dal Covid c’è l’espansione dell’e-commerce: «Abbiamo anticipato i tempi a maggio e oggi abbiamo una piattaforma con un servizio di gestione dei clienti centralizzato a Dublino, ma multilingua».

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Difficile dire quanto peserà questo canale quest’anno. Continua il ceo: «Con i negozi che sono stati chiusi per mesi, le sue performance saranno anomale rispetto al normale. Diciamo che con l’e-commerce già così a regime raggiungeremo nel 2021 i numeri che avevamo ipotizzato per il 2024. Il Covid in questo senso è stato un acceleratore incredibile. Nel 2021 prevediamo di raddoppiare il nostro business online rispetto al 2020 che è già due volte superiore del 2019. Credo che nella categoria hard luxury peserà tra il 5 e il 10% a seconda dei paesi: per certi prodotti come alta gioielleria o orologi con bracciali metallici bisognerà andare nei negozi».

Nonostante questi risultati, l’anno resta difficile. «Basta guardare i dati totali delle esportazioni rilasciati dal Federazione Orologiera Svizzera. Anche noi chiuderemo in negativo rispetto a un 2019 che per noi è stato da record. E questo pur avendo guadagnato delle quote che, guardando ai dati del 2019 -  non considerando il 2020 come termine di paragone per la sua straordinarietà -, vale per Bulgari tra il 15 e il 20%. Ci saranno paesi che chiuderanno in positivo, come Cina e Corea del Sud in cui gli effetti del Covid sono durati di meno».

Per quanto riguarda il 2021, Babin dice che: «Sarà ancora un anno molto incerto e molto dipenderà dall’eventualità che arrivino i vaccini per la prima metà del 2021. Noi proveremo ad avvicinare il più possibile i numeri del 2019». Lanciando altri prodotti da presentare a partire da gennaio, «in un evento digitale che probabilmente faremo in Svizzera dalla nostra manifattura di Neuchâtel» chiude.

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