L’outlook del world Economic Forum

Per i business leader il clima è il più grande rischio globale

di Laura Galvagni

2' di lettura

La quattordicesima edizione del The Global Risks Report 2019 promossa dal World Economic Forum in collaborazione con Marsh & McLennan e Zurich Insurance Group offre una mappa dei rischi globali che ancora una volta, per il terzo anno consecutivo, vede al primo posto gli eventi metereologici estremi. Al secondo, invece, con un salto di ben tre posizioni rispetto all’anno precedente, il possibile fallimento dei piani di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici. Al terzo le catastrofi naturali. A dimostrazione del fatto che è ormai percezione diffusa che il clima è la variabile chiave per le prospettive future. Il sondaggio è stato condotto tra 1.000 leader di imprese e think tank.

The Global Risk 2019

Solo nel nostro paese il messaggio non sembra essere stato recepito come nel resto del mondo. La fotografia della sensibilità locale ai rischi emergenti è infatti ben diversa:  solo il rischio legato ai disastri naturali viene percepito tra i più rilevanti.

Loading...

The Global Risks Report 2019

Questo sebbene i fatti raccontino una realtà differente. A livello complessivo il numero di eventi disastrosi collegati a cambiamenti climatici è cresciuto di cinque volte in appena 50 anni (sette volte se si contano solo le alluvioni). E in Italia il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800. Ciò si è tradotto in ben 148 eventi estremi che hanno prodotto 32 vittime (66 allagamenti da piogge intense, 41 trombe d’aria). Il 91% dei comuni è a rischio di frane, allagamenti e alluvioni. E la sotto-assicurazione è al contempo un dato certo nel paese.

Saverio Longo, head of commercial insurance Zurich Italia ha commentato così il quadro italiano: «Se a livello mondiale i rischi climatici e ambientali sono ritenuti tra i più rilevanti, in Italia sembra non vi sia una reale percezione della loro enorme portata. Le imprese maggiormente virtuose, che svilupperanno una strategia di adattamento resiliente ai cambiamenti climatici, potranno godere, da una parte di un vantaggio reputazionale legato alla maggiore sostenibilità, e dall’altra – ben più importante – di coperture da rischi che ormai sono diventati quasi certezze».

Stesso discorso, se possibile, vale anche per i cyber risk. In Italia non viene considerato neppure tra i primi cinque rischi principali, mentre è considerato tra quelli chiave a livello globale ed è addirittura al primo posto secondo la Perception Survey Europea. Anche in questo caso, d’altra parte sono i numeri a parlare: gli attacchi cyber sono raddoppiati nel 2018 vs 2017 tanto che sono state colpite l’81% delle grandi aziende. Normalmente un attacco cyber dura meno di tre ore mentre il tempo medio impiegato da un’impresa per capire di essere sotto attacco cyber è di 205 giorni e servono 74 giorni per riprendere completamente l’operatività. Ed è un tema che non riguarda soltanto le multinazionali: nel 2017 il 50% delle piccole e medie aziende sono state colpite da cyber crime.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti