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Per i camper immatricolazioni in crescita oltre il 100% nei mesi estivi

Boom delle vendite in luglio (più 114%) e in agosto (104%). Il settore, con un fatturato di 1,5 miliardi, si presenta ora al salone di Parma, dal 12 al 20 settembre

di Natascia Ronchetti

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(Stefano Neri - stock.adobe.com)

Boom delle vendite in luglio (più 114%) e in agosto (104%). Il settore, con un fatturato di 1,5 miliardi, si presenta ora al salone di Parma, dal 12 al 20 settembre


2' di lettura

L’emergenza sanitaria fa volare le immatricolazioni di camper: un’impennata del 50% in giugno, del 114% in luglio e del 104% in agosto. Tanto da consentire alle aziende del settore, nonostante il lockdown, di aumentare del 3% le vendite nei primi otto mesi dell’anno. Il risultato di un cambiamento degli stili di vita e di vacanza.

Molti italiani hanno scelto il camper, invece dell’albergo, per garantirsi maggiore sicurezza di fronte all’epidemia di Covid-19. «Una scelta fatta soprattutto da coppie giovani con figli e da persone in età matura», spiega Gianni Brogini, direttore marketing di Apc, l’associazione dei produttori di camper e caravan -. E non parliamo di un acquisto d’impulso ma meditato: il costo di uno di questi veicoli oscilla da un minimo di 50-55mila euro a un massimo di 90mila, anche se per quelli superaccessoriati si può arrivare fino a 180mila».

I più venduti sono i caravan (circa il 60% del totale), seguiti dai van, più piccoli e dotati di maggiore leggerezza e velocità (30%), e dai motorhome (10%). È così, in decisa controtendenza, che il settore si presenta a Fiere di Parma all’undicesima edizione del Salone del Camper, previsto nella città emiliana dal 12 al 20 settembre. Quattro padiglioni occupati per un totale di 61mila metri quadrati e duecento espositori provenienti da tutto il mondo.

Tra questi, le quattro grandi aziende italiane intorno alle quali ruota la filiera della componentistica: Trigano, Sea, Pla, Laika, per un totale di sei stabilimenti e di oltre dieci marchi. Tutte aziende con oltre duecento dipendenti, concentrate tra la Toscana – dove si trova la camper valley che si estende tra Firenze e Siena -, l’Abruzzo e l’Umbria. Insieme alle imprese della filiera generano un fatturato di circa 1,5 miliardi e occupano seimila addetti. E vantano una grande tradizione manifatturiera, molto apprezzata all’estero. L’85% della produzione è infatti destinata a soddisfare la domanda proveniente da oltre confine, in particolare dall’Europa, Germania e Francia in prima fila.

«E anche se il balzo delle vendite si deve in primo luogo alla pandemia e alla necessità di evitare assembramenti e mantenere il distanziamento sociale – spiega Brogini – si sta anche diffondendo sempre di più la cultura del camper, un modo di fare turismo che permette di muoversi in libertà, partendo quando si vuole, senza fare prenotazioni». Generalmente le vendite sono concentrate tra febbraio e luglio e tra ottobre e gennaio. Quest’anno in un solo mese sono state recuperate tutte le perdite registrate durante il lockdown.

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