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Per il centrodestra in Umbria c’è anche il rischio-vittoria

Il confronto con i risultati delle europee: se il voto premierà Salvini e penalizzerà Forza Italia, per Berlusconi sarà difficile tenere unito il partito

di Barbara Fiammeri

Regionali Umbria, Conte-Di Maio-Zingaretti a Narni

2' di lettura

Il profumo di vittoria lo sentono già nell’aria. Matteo Salvini batte l’Umbria da oltre un mese per mettere a segno il primo colpo al Governo giallorosso. Difficile infatti continuare a derubricare il voto del 27 ottobre come test locale. Lo sanno anche i protagonisti. A partire dai leader della maggioranza e dello stesso premier che - ad eccezione di Matteo Renzi - hanno deciso di chiudere assieme la campagna elettorale.

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Salvini, Berlusconi e Meloni chiudono divisi la campagna elettorale
Il contrario di quanto deciso nel centrodestra dove ognuno ha preferito salutare gli elettori per conto proprio. Una scelta che mostra le crepe della Coalizione degli italiani. O meglio, che certifica la necessità più che la volontà di stare assieme.

Coalizzati per forza
Per Salvini l’alleanza è oggi una condizione imprescindibile per mettersi al riparo da una eventuale sconfitta, che avrebbe minato in modo probabilmente irreparabile la sua ascesa. Vale anche per Berlusconi, alle prese con la perdita di consensi di Forza Italia , che spera di poter limitare attraverso la vittoria. Più facile per Giorgia Meloni, che non essendo mai scesa a patti né con il Pd né con il M5s, può rivendicare con maggiore credibilità (e la crescita di consensi le da ragione) l’appartenenza alla coalizione.

Il confronto con le europee
Ma una volta terminato lo scrutinio gli effetti del voto si faranno sentire. E potrebbero essere dirompenti. Soprattutto se a vincere fosse solo la Lega. Il partito di Salvini alle europee della scorsa primavera ha superato in Umbria il 38%, raddoppiando quasi i voti delle politiche del 2018. FdI, invece, pur migliorando la sua performance è ferma al 6,5% (alle politiche aveva sfiorato il 5%).

Con la fine del patto Lega-M5s, si è arrestata l’ascesa di Fdi?
In Umbria Meloni sonderà quanto spazio ha davanti, se con la fine dell’alleanza tra Lega e M5s si è esaurita anche la sua capacità di attrarre gli elettori delusi del Carroccio.

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Rischio implosione per FI
Chi rischia di più è però Forza Italia, che in un anno ha quasi dimezzato i voti passando dall’11,2 al 6,4%. Un’ulteriore perdita di consensi metterebbe a serio rischio di implosione il partito di Berlusconi perchè ridarebbe fiato a quanti (come Mara Carfagna) si sono pubblicamente dissociati dalla scelta di partecipare alla manifestazione della Lega, il 19 ottobre, a Piazza San Giovanni, ritenendo suicida l’appiattimento su Salvini.

Le sirene renziane
Tra i più interessati c’è Matteo Renzi, che si è tenuto ben distante dalla campagna elettorale. Il leader di Italia Viva attende il verdetto delle urne per marcare da un lato la distanza dell’alleanza varata in Umbria da M5s, Pd e Leu e dall’altro proprio per raccogliere i delusi azzurri.

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