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Per i Ceo la strada obbligata dei social media

Indagine Brunswick: in Italia, 2 dipendenti su 3 preferirebbero lavorare per un Ceo che utilizza digital e social media. E con un rapporto di 8 a 1, i lettori finanziari si fidano di un Ceo che usa i social media più di uno che non lo fa

di Andrea Biondi

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(AdobeStock)

Indagine Brunswick: in Italia, 2 dipendenti su 3 preferirebbero lavorare per un Ceo che utilizza digital e social media. E con un rapporto di 8 a 1, i lettori finanziari si fidano di un Ceo che usa i social media più di uno che non lo fa


3' di lettura

Accessibilità e trasparenza. E più presenza sui social per raggiungere clienti, stakeholders, dipendenti. La leadership connessa, soprattutto in quest’epoca stravolta dalla pandemia da Covid-19, è ormai quasi una precondizione. La leadership è connessa, o non lo è. E comunque rischierebbe di rimanere monca.

L’indagine Brunswick

Eccola la “connected leadership” nell’era del Covid-19. A passare sotto la lente questa evoluzione su cui inevitabilmente giocano un ruolo decisivo la pandemia e le restrizioni a collegamenti e comunicazioni da una parte, e l’esplosione delle comunicazioni attraverso social ma anche le piattaforme di videocomunicazione a distanza, da Zoom a Teams dall’altra, è Brunswick Group, società internazionale di consulenza strategica in comunicazione aziendale presente in 14 Paesi con 23 uffici, nata nel 1987 e guidata in Italia da Alessandro Iozzia.

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La leadership moderna

La nuova ricerca di Brunswick sulla “connected leadership” è stata condotta sulla base di interviste a 6.500 dipendenti e 5.200 lettori di tematiche finanziarie in 13 Paesi e mercati diversi, tra cui Stati Uniti, Brasile, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, India, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Cina e Hong Kong, Giappone e Singapore. La connected leadership, lanciata la prima volta a giugno 2019, è nei una piattaforma di Brunswick volta a comprendere la leadership moderna in un mondo connesso.

Pochi Ceo sui social

Per quanto riguarda l’Italia il risultato è lampante. La nuova ricerca di Brunswick rivela che nella Penisola 2 dipendenti su 3 preferirebbero lavorare per un Ceo che utilizza digital e social media. E con un rapporto di 8 a 1, i lettori finanziari in Italia si fidano di un Ceo che usa i social media più di uno che non lo fa. Tuttavia solo il 15% degli amministratori delegati di società presenti negli indici Ftse Mib, Mid Cap & Small Cap della Borsa Italiana ha avuto una presenza attiva nel 2019.

I vantaggi della leadership connessa

«In un anno caratterizzato da stress, incertezza e spinta al cambiamento, l'asticella della leadership si è dovuta alzare» dice Alessandro Iozzia, Office head di Brunswick in Italia. «Sia i dipendenti, sia i lettori di notizie finanziarie che includono quindi investitori e risparmiatori, si aspettano che i leader aziendali si adattino a queste sfide, siano più accessibili, trasparenti ed empatici e consolidino le loro connessioni con gli stakeholder, sfruttando digital e social media. I dati mostrano che questo stile di leadership, efficace e connessa, rappresenta un vantaggio competitivo per i temi critici delle aziende, tra cui attrarre e trattenere talenti, costruire e sostenere la fiducia e resistere alle crisi».

I touchpoint in aumento

Cosa emerge dunque nel dettaglio dalla ricerca? Sicuramente uno degli elementi più evidenti è la necessità per i leader d’azienda di utilizzare la più ampia varietà di media per creare quei touchpoint necessari a venire in contatto con, in questo caso, dipendenti e lettori finanziari. Che secondo l’indagine Brunswick utilizzano i social media – in particolare Whatsapp e Facebook – un 10% in più rispetto ai media tradizionali.

Ceo activism

Da qui il corollario, inevitabile: i leader dovrebbero comunicare con gli stakeholder di più sui social media. Stando ai risultati dell’indagine l'88% dei dipendenti trova fondamentale ascoltare i leader in tempi di crisi. Un risultato che, seppur influenzato dal particolare momento, altro non fa che confermare quella tendenza all’apprezzamento per il cosiddetto Ceo activism che negli Usa è diventato un aspetto molto importante per la leadership d’azienda. A ogni modo, ritornando allo studio Brunswick, indipendentemente dalla situazione, 9 lettori finanziari su 10 affermano che è importante ascoltare gli amministratori delegati sui social media.

Fiducia da conquistare (e difendere)

Da qui la necessità di strategie improntate ad accessibilità e trasparenza, in cui i social media devono giocare un ruolo da protagonisti. Anche perché la parola chiave, tanto più in tempi in cui la mediazione avviene sempre di meno tramite corpi intermedi e media tradizionali, è “fiducia”. In questo quadro i leader devono costruire e mantenere la fiducia utilizzando i social media. La maggior parte dei dipendenti e dei lettori finanziari in Italia si fidano di un Ceo che utilizza i social media più di uno che non lo fa. Uso e dimestichezza con i social media rappresentano un elemento fondamentale anche per gli stakeholder. I quali risultano trarre le loro prime impressioni da fonti digitali. Più della metà dei dipendenti esaminerà la presenza di un Ceo sui social media prima di entrare a far parte di un’azienda.


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