cremona

Per Chromavis un partner asiatico

A gennaio sarà inaugurato il nuovo stabilimento hi-tech e sostenibile dell’azienda


2' di lettura

«Siamo in un momento di grande cambiamento. Ormai i trasferimenti nel nuovo stabilimento sono in atto e entro gennaio 2020 tutto il personale Chromavis sarà operativo nella nuova sede di Offanengo (Cremona, ndr): un progetto senza precedenti nel settore che ora si sta concretizzando secondo i nostri piani». A parlare è Fabrizio Buscaini, ad Chromavis, realtà della cosmetic valley cremasca attiva nel settore del make up conto terzi da 150 milioni di euro di ricavi con circa mille dipendenti, dieci stabilimenti produttivi e due uffici commerciali a New York e Parigi.

L’azienda, che dal 2012 fa parte del gruppo Fareva, lavora con il 95% dei brand del mercato cosmetico globale con una quota di export pari al 90% del fatturato concentrato tra Europa (50%) e Stati Uniti (40%). Il restante è distribuito sull’Asia con la Cina tra i mercati con maggiore potenzialità. «Stiamo lavorando a un’importante joint-venture con uno dei più grandi produttori di cosmetici in Asia per potenziare la nostra presenza in questo mercato - aggiunge l’ad -. La partnership è la soluzione che meglio ci permette di unire due expertise: da un lato la nostra capacità di innovazione e creatività made in Italy e dall’altro la conoscenza da parte del nostro partner della cultura e della produzione locale».

La ricerca è il perno attorno a cui ruota tutta l’attivita di Chromavis che investe in innovazione oltre il 10% del fatturato globale con sei hub dedicati e 120 persone. Una filosofia che prende forma nel nuovo stabilimento che sarà inaugurato a gennaio 2020 a Offanengo che riunirà in un unico sito tutti gli uffici e le unità produttive di Vaiano Cremasco, Chieve e Crespiatica. Sorgerà su un’area di 100mila metri quadrati, di cui 50mila costruiti. Intorno, giardini, terrazzi, un grande parco e una mensa per i dipendenti.

Obiettivo: creare un ambiente di lavoro sano, piacevole e sicuro all’insegna della sostenibilità. L’azienda sta progettando sistemi di monitoraggio e controllo del consumo dell’acqua sia negli impianti di irrigazione del verde che nelle utility. Ma non solo: vengono già utilizzate energie provenienti al 100% da fonti rinnovabili e si applica un codice etico di tracciabilità contro l’uso di materie prime dannose per l’ambiente o provenienti da realtà che non rispettano i diritti umani. Un team di persone si occupa inoltre dello sviluppo di progetti per ridurre gli scarti di produzione, l’utilizzo delle plastiche e l’inquinamento ambientale.

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