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Per Comau la vendita è più vicina. Il nodo è la valutazione

Con Iveco e Teksid è al centro di una strategia che prevede lo scorporo. In passato le tre società della galassia Exor sono state più volte oggetto di attenzioni da parte di possibili compratori, soprattutto asiatici

di Carlo Festa


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(Armando Dadi / AGF)

2' di lettura

All’interno del grande riassetto della galassia Fiat Chrysler, i riflettori sono puntati anche su Iveco e Comau, le due società della galassia Exor attive nella produzione di veicoli industriali e autobus da una parte e, dall’altra, nel campo dell’automazione industriale. Ma anche su un’altra società come Teksid, che fa sempre capo a Fca. Tutte queste società hanno, anche se su fronti diversi, caratteristiche comuni nella strada che porta alla holding Exor: sono infatti al centro di uno scorporo e nel passato sono state più volte oggetto di attenzioni da parte di possibili compratori, soprattutto asiatici.

Il mercato si interroga da tempo sulle sorti di queste aziende, a maggior ragione ora, dopo i cambiamenti epocali previsti per Fiat Chrysler. Una banca d’affari storicamente vicina a Fca, come Goldman Sachs, ha ben presente questi dossier.

C’è da chiedersi se non sia prevista una sorte simile a quella che ha portato Magneti Marelli, a fine 2018, a essere ceduta alla giapponese Calsonic Kansei per 6,2 miliardi. All’interno della fusione con Peugeot, infatti la partecipazione in Comau (controllata al 100%) verrà scorporata e tornerà a tutti gli azionisti di Fca, quindi principalmente ad Exor. Lo stesso potrebbe succedere a Teksid, una volta che sarà definito il perimetro della fusione con Peugeot. Comau ha una rete internazionale di 32 centri operativi in 14 paesi, 14 stabilimenti produttivi e 5 centri di ricerca. Impiega, attualmente, 9.000 dipendenti.

Cosa farà dunque Exor della partecipazione in Comau, che rientrerà nel perimetro della holding in seguito alla fusione di Fca con Peugeot? Uno dei temi resta quello della valutazione. Alla fine dello scorso anno erano circolati rumors su una possibile vendita. Le stime di quel tempo riportavano una valutazione attorno a 1,5 miliardi di euro, cioè nella parte alta della forchetta rispetto ad esempio a competitor del settore come la società tedesca Kuka. Tuttavia in questi giorni alcuni analisti hanno invece indicato cifre ben minori per Comau, come valutazione pre-scorporo.

Exor potrebbe quotare oppure cedere Comau, anche se restano alcuni nodi da sciogliere. La controllata di Fiat attiva nell’automazione industriale, in base ai nuovi sviluppi della disciplina del golden power, potrebbe però rientrare nella sfera di esercizio dei poteri speciali in mano allo Stato per le società considerate strategiche.

Di contro, la stessa Iveco è attualmente al centro di un processo di scorporo da Cnh, a propria volta controllata dalla holding della dinastia torinese con circa il 29% delle azioni e il 40% dei diritti di voto.

La strategia, battezzata “Transform 2 Win” include la separazione, da inizio 2021, dei business “on-Highway” (stradale con Iveco) e “off-highway” (non stradale con Cnh Industrial). Entrambe le realtà saranno quotate e controllate da Exor. Quale sarà il futuro di Iveco? L’obiettivo è tenerla appunto quotata a Milano e New York. Ma ogni tanto si affacciano indiscrezioni di interesse di fondi e gruppi strategici. Tanto che in marzo si erano diffusi rumors, secondo cui la cinese Geely era interessata ad acquisire Iveco, con offerta inviata a Cnh ma rifiutata in quanto non ritenuta adeguata. Tra gli elementi chiave, c’è quello del debito di cui si vedrà caricata la società dei camion.

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