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Per i commercialisti un milione di incarichi nella lotta alle frodi Ue

Parte il 17 febbraio il corso gratuito di formazione online per specializzarsi nei controlli sulla gestione delle risorse europee

di Antonello Cherchi


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3' di lettura

Commercialisti esperti nel contrasto alle frodi comunitarie. La nuova specializzazione prende forma con il debutto, il 17 febbraio, del corso di formazione online organizzato dal Cndcec, il Consiglio nazionale della categoria. L’obiettivo è formare profili da inserire in un elenco ad hoc, al quale le regioni che distribuiscono i fondi comunitari potranno attingere per i controlli.

Uno scenario che si realizzerà con il ciclo 2021-2027 di programmazione delle risorse Ue e che apre per i commercialisti la prospettiva, nei sette anni, di un milione di incarichi.

È Marcella Galvani, consigliere nazionale del Cndcec con delega alle politiche europee, a delineare queste potenzialità professionali: «Considerando che nell’attuale ciclo di programmazione sono già stati pubblicati 950mila progetti finanziati con le risorse comunitarie, il conto è presto fatto», spiega.

LE SEGNALAZIONI

Numero e tipi di frodi comunitarie. Dati 2018. (Fonte: Colaf-Comitato per la lotta alle frodi nei confronti della Ue)

LE SEGNALAZIONI

Il corso di formazione
Il primo passo per puntare alle nuove opportunità professionali è frequentare il corso di formazione. Si tratta di un corso base per avvicinare i commercialisti alla materia dei fondi strutturali. I docenti saranno esperti del ministero dell’Economia, dell’Agenzia per la coesione territoriale, della Corte dei conti e del Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione europea (Colaf). Ovvero, i soggetti istituzionali che intervengono nel processo di controllo dell’erogazione e spesa dei fondi Ue.

LE CAUSE

Innesco delle segnalazioni. Dati 2018, valori in %. (Fonte: Colaf - Comitato per la lotta alle frodi nei confronti della Ue)

Considerato che il corso è gratuito e in modalità e-learning, accessibile attraverso la piattaforma Concerto del Cndcec, si può scegliere liberamente quando frequentarlo, purché lo si faccia entro il 31 dicembre 2020. La formazione consiste in dodici ore complessive, suddivise in quattro moduli da tre ore. Al termine di ciascun modulo, il professionista dovrà affrontare un test. Il corso è, però, solo la prima parte del percorso di formazione, che si completerà con lezioni più mirate sulla materia.

Gli standard di controllo
La seconda fase della formazione è, infatti, legata alla definizione degli standard per i controlli di primo livello sulla gestione dei fondi strutturali. L’obiettivo è portare uniformità dove oggi ci si muove in ordine sparso: per l’attività di verifica esistono, infatti, check list nazionali, che, però, ogni regione declina a proprio piacimento.

Da qui il progetto messo in piedi dal Consiglio nazionale dei commercialisti, che al momento prevede una fase sperimentale di ricognizione delle varie procedure di controllo previste da alcune regioni - Friuli Venezia Giulia, Campania, Calabria, Umbria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Abruzzo, Marche, Sardegna e provincia autonoma di Trento - che hanno aderito volontariamente all’iniziativa. A portare avanti il monitoraggio, già avviato, sono le stesse regioni insieme ai commercialisti esperti di fondi strutturali. «Che però al momento sono pochi», precisa Galvani.

La raccolta dei diversi sistemi di controllo regionali viene coordinata da un tavolo istituito presso il Cndcec, che sulla base del materiale raccolto elaborerà standard validi per tutti e li sottoporrà al vaglio dei tavoli istituzionali. «Presumo che in tarda primavera - aggiunge Galvani - la definizione degli standard sarà completata e potrà essere avviata la formazione mirata».

L’elenco dei controllori
I commercialisti, una volta formati, potranno accedere a un elenco ad hoc a cui le regioni potranno rifarsi per reclutare i controllori della gestione dei fondi Ue.

«Il nuovo strumento di verifica che stiamo mettendo a punto - sottolinea Massimo Miani, presidente del Consiglio nazionale - ha possibilità di successo anche perché abbiamo una presenza capillare sul territorio nazionale. Si tratta di un progetto che avrà ricadute positive sul tessuto economico e imprenditoriale italiano. Un segnale di come i professionisti possono lavorare per l’interesse generale».

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