Edilizia

Per Di.Cos un portafoglio lavori da 282 milioni per il periodo 2021-2025

di Simona Rossitto

3' di lettura

Dalla commessa per la riorganizzazione post Covid del San Camillo Forlanini e del San Giovanni fino alla posa della prima pietra per la scuola alberghiera di Amatrice. Il nuovo corso di Di.Cos, azienda familiare specializzata nell’edilizia civile e nella costruzione di infrastrutture che nei mesi scorsi ha concluso il ricambio generazionale della gestione, passa anche da questi contratti. «In pochissimo tempo – spiega il consigliere delegato Alessandro Cardellini – abbiamo rilanciato l’azienda che ha accusato, in passato, qualche acciacco. Ad esempio, stiamo partendo con i lavori per il Poligrafico dello Stato e stiamo lavorando per l’ammodernamento di alcuni edifici a Milano».

Il gruppo Di.Cos, di proprietà delle famiglie Cardellini e Di Giacomo, insomma, dopo una fase calante, si trova all’imbocco di un percorso di crescita del fatturato anche grazie alla rinascita del settore nel post Covid. Ma, alla stregua delle altre aziende del comparto, deve fare i conti con il reperimento delle materie prime. «I due anni di Covid hanno fermato le fabbriche, ora la ripartenza è stata repentina. Alcuni materiali, dunque, scarseggiano, con le conseguenti difficoltà a eseguire i lavori». Di.Cos, associata di Acer, rimarca che il recente decreto sul contributo per il caro materiali non basta: «È ancora un decreto parziale perché privo dei prezzi sul riconoscimento per le singole materie, un intervento previsto per fine mese. Inoltre, il decreto non fa menzione dei lavori che sono stati aggiudicati, ma non sono ancora partiti. Considerando che alcuni cantieri necessitano anche di 12 mesi per essere avviati, la misura sembra incompleta».

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Tornando alle prospettive dell’azienda, il gruppo si è assicurato un portafoglio lavori pari a 282 milioni nel quinquennio 2021-2025. La performance è legata soprattutto alle commesse ottenute dalla Dicos Lavori, controllata specializzata nella realizzazione di opere pubbliche e nello sviluppo dell’edilizia residenziale. Nei mesi scorsi, ad esempio, c’è stata l’aggiudicazione dell’appalto dell’Aler Milano per l’intervento di efficientamento energetico di alcuni edifici nel Comune di Rozzano, dal valore totale di circa 3 milioni di euro. Tra le ultime assegnazioni si conta anche la realizzazione di moduli abitativi innovativi ad alta efficienza energetica, seguendo un progetto pilota sviluppato in collaborazione con il ministero della Difesa in un’area demaniale adiacente alla città militare Cecchignola a Roma.

Nella passata fase di ridimensionamento dell’azienda, i ricavi erano passati da 50-60 milioni fino a 10 milioni, per poi risalire intorno a 20 milioni. «Abbiamo avuto anni di crescita modesta, ora prevediamo progressi più evidenti. Contiamo che nei prossimi 3-5 anni, periodo di gestione dell’attuale portafoglio, il fatturato aumenti gradualmente fino a 50 milioni, circa il doppio di quanto registriamo oggi». Qualche riverbero della nuova fase si dovrebbe sentire anche sull'occupazione. «Per noi è un ritorno alla crescita; prima della crisi eravamo in 70, poi siamo scesi a 24. Abbiamo intanto assunto tre geometri e un ingegnere».

Negli anni scorsi, i titolari della passata gestione di Di.Cos sono stati coinvolti nello scandalo degli alloggi popolari venduti a prezzi calmierati. Secondo l’accusa i contributi per l’edilizia convenzionata non venivano usati per alleggerire i costi di locazione e vendita a favore di famiglie con redditi limitati ma andavano a beneficio dei costruttori. «Siamo ancora in attesa – spiega Cardellini - della prima udienza, e riteniamo di avere le carte in regola e aver operato correttamente. La vicenda fa riferimento alla vendita di alcuni lotti di case popolari gestita dal Comune di Roma a prezzi calmierati. Seguendo un meccanismo tecnico, dopo 8 anni di locazione gli inquilini potevano acquistare pagando il delta tra affitto versato e prezzo fissato dalle tabelle del comune. Così è stato per Dicos che in una storia di oltre 60 anni - conclude il consigliere delegato - non ha mai avuto problemi».

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