Trasformazione

Per dribblare il dumping cinese Masiero ha scelto la via fai da te

Anche Linea Light Group nasce conto terzista: oggi produce a marchio proprio

di Giovanna Mancini


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Un prodotto Masiero della Linea Light Group

2' di lettura

In un territorio con forte vocazione alla lavorazione per conto terzi come quello veneto, qualcuno ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e ha fatto il grande salto. Come l’azienda trevigiana Masiero, nata nel 1981 con il nome di Emme Pi Light, che produceva lampade per grandi marchi o importatori e distributori esteri. Nel 2005 la famiglia decide di usare le conoscenze e capacità acquisite per editare lampade a marchio proprio. Nasce così Masiero Group, oggi guidata dal figlio dei fondatori, Enrico Maria, che conta 60 dipendenti e genera ricavi per circa 10 milioni, per l’80% realizzati all’estero. La scelta, coraggiosa, ha pagato: verso la fine degli anni 90 mercati importanti, come quello americano, avevano iniziato a rivolgersi a produttori a basso costo, soprattutto cinesi, e diventare produttori con un proprio marchio era la strada per continuare a crescere.

«Realizziamo i prodotti completi, assemblati – spiega l’amministratore dell’azienda – sfruttando le nostre capacità produttive. Del resto siamo inquadrati come azienda metalmeccanica. Lavoriamo internamente la parte del telaio, utilizzando qualsiasi tipo di metallo: il ferro, l’acciaio, l’ottone o l’alluminio. Ci occupiamo della verniciatura e delle finiture decorative non galvaniche, ma acquistiamo da fornitori terzi le parti in vetro o altri materiali che noi non trattiamo». La differenza rispetto agli editori puri, afferma Masiero, è che la capacità produzione interna consente di personalizzare al massimo l’offerta e rispondere ai clienti con grande flessibilità.

Anche Linea Light Group – gruppo con sede nel Trevigiano, che produce soluzioni illuminotecniche professionali e prodotti di design per il settore decorativo – è nata nel 1976, con il nome di Minulamp, come azienda specializzata nella realizzazione in conto terzi di componenti per lampadari. Una decina di anni dopo cambierà nome e comincerà a produrre apparecchi per l’illuminazione a marchio proprio. Oggi è una realtà da 100 milioni di euro di fatturato, con 550 dipendenti e 20 sedi nel mondo.

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