le misure allo studio

Fase 2, occhi puntati su «R con zero»: lockdown mirati se i contagi risalgono

Con le riaperture torneranno a circolare per le strade e negli esercizi commerciali milioni di italiani con il possibile effetto di provocare un possibile ritorno dei contagi in alcune zone d’Italia.

di Marzio Bartoloni

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2' di lettura

È partito il conto alla rovescia per la Fase due che inizierà ufficialmente il 4 maggio a quasi due mesi dalla decisione di mettere l’Italia in quarantena. In quel giorno scatteranno le riaperture delle aziende del manifatturiero e delle costruzioni, con qualche possibile apertura mirata anticipata al 27 aprile. Ma che che succederà, dopo, se dovessero risalire i contagi? Il Governo e gli scienziati del Comitato tecnico scientifico non hanno dubbi: scatteranno nuove zone rosse per arginare l’emergere di pericolosi focolai di contagio.

Rischio contagio anche nella Fase due
Con la riapertura di molte aziende fissata per il prossimo 4 maggio torneranno a lavoro 3,8 milioni di persone, anche se quelle che realmente circoleranno secondo le stime della task force non dovrebbero superare i 2,7 milioni di persone. Nelle settimane successive dovrebbero riaprire anche i negozi al dettaglio e la ristorazione e tutti gli altri esercizi commerciali, con la circolazione dei cittadini all’interno dei Comuni che tornerà possibile senza più le restrizioni dei 2 mesi precedenti (a partire dall’addio alle autocertificazioni). Tutte le aperture dovranno avvenire nel rispetto di stringenti protocolli di sicurezza e regole ferre a partire dal distanziamento sociale e dall’obbligo di indossare la mascherina in particolare in tutti i luogi chiusi. Questo significa che torneranno a circolare per le strade e negli esercizi commerciali milioni di italiani con il possibile effetto di provocare un possibile ritorno dei contagi in alcune zone d’Italia

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Il ricorso a lockdown mirati
Di fonte al rischio dello scoppio di nuovi focolai il Comitato tecnico scientifico che consiglia il Governo insieme alla task force guidata da Vttorio Colao sta mettendo a punto una serie di indicatori che segnalino l’allarme rosso dove necessario: in particolare i tecnici suggeriscono che si dovrà tenere d’occhio il famoso indicatore «R-0» (R con zero) che misura la velocità dei contagi. L’idea è che se questo indicatore che attualmente in Italia in media si aggira intorno a 0,6-0,7 supererà di nuovo 1 (cioè ogni positivo contagia una persona o più) allora scatterà appunto l’allarme rosso. In questi casi e per quei territori dove l’indicatore «R-0» supererà quel valore i Governo dovrà provvedere con nuove misure di lockdown istituendo zone rosse circoscritte con la chiusura mirata di tutte le attività di quella zona.

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